LYNDALL GORDON.

CHARLOTTE BRONT. UNA VITA APPASSIONATA.
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Parte 2.
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Titolo originale: Charlotte Bront: a passionate life. 1994.
Traduzione di: Nicola Vincenzoni.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Capitolo 5. Una voce pubblica.
Capitolo 6. Camminare invisibile.
Capitolo 7. I limiti dell'amicizia.
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Fine indice.
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Capitolo 5. Una voce pubblica.
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Tra il 1842 e il 1845 la realt mise un punto a quel che rimaneva del sogno. La passione di
Charlotte per il suo insegnante e le parole scambiate fra loro riempirono i suoi scritti. In qualche modo,
Monsieur Heger seppe infondere fiducia nella promessa balenata nelle figure della signorina West,
della signorina Hastings o della signorina Hall. Se non altro, Monsieur diede a Charlotte
quell'approvazione esterna che tanto desiderava. Da quel momento scrisse solo di donne come quelle,
lasci da parte le bellezze stereotipate in un atteggiamento di sfida nei confronti delle sorelle, convinte
che il bell'aspetto fosse una caratteristica essenziale delle eroine dei romanzi.
Prover che avete torto, replicava Charlotte. Vi dimostrer che un'eroina piccola e modesta
come me pu essere interessante quanto le vostre354.
Matur questa determinazione negli anni di evidente sofferenza che seguirono il soggiorno a
Bruxelles, quando cuc le labbra persino con Emily  che a sua volta, in quel periodo, nascondeva
alcune sue nuove poesie in un cassetto, convinta che fossero troppo insolite per essere condivise: Non
ho speranza nel mondo di fuori; / due volte mi  caro il mondo che  in me;  [...] il tuo mondo in cui
tu e io e la libert / godiamo di sovranit indiscussa355.  impossibile definire l'effetto di questo
reciproco silenzio: la profondit, il peso delle parole sepolte  soprattutto tra sorelle cos legate tra loro
 nel corso di quegli anni pazienti, oscuri, durante i quali ognuna comp per proprio conto un balzo dai
"giochi" giovanili alle opere pi classiche. Nel febbraio del 1844, mentre Charlotte lottava contro
l'apatia che l'aveva colpita al ritorno da Bruxelles, Emily inizi a raccogliere, ritoccare e aggiungere
componimenti alle poesie del ciclo di Gondal356. Il 1843 e pi ancora il 1844 furono, per lei, anni
prolifici. Quando Charlotte ebbe infine modo di leggere le poesie di Emily, nell'autunno del 1845, il
suo stupore diede la misura di quanto imprevisti fossero stati i progressi della sorella.
Nell'estate del 1845, prima che Charlotte scoprisse quei versi, le sorelle apparivano come tre
donne distinte, ognuna chiusa nel proprio "mondo interiore". Da bambine e adolescenti la loro fantasia
era sbocciata all'unisono; tra il 1843 e il 1845 fu necessaria una separazione affinch ognuna trovasse
la propria voce. In quel periodo Charlotte aveva ventinove anni, Emily stava per compierne ventisette e
Anne venticinque. Come ricord Charlotte: Un tempo mostravamo l'una all'altra quel che
scrivevamo, ma negli ultimi anni questa abitudine allo scambio e al confronto era venuta meno, per
questo eravamo all'oscuro dei progressi che ognuna di noi aveva compiuto357. Anne era a
conoscenza del fatto che Emily stava scrivendo poesie indipendenti dal ciclo di Gondal: Mi
domando di che si tratti358. Un appunto sul diario di Emily (datato 30 luglio, in coincidenza con il
suo compleanno, ma in realt scritto il giorno successivo) ci offre un suo autoritratto nella placida
cornice della vita domestica (Ora devo tornare a piegare il bucato e stirare). Affermava di aver
imparato a vivere nel presente, ansiosa di un futuro in cui non riuscir a fare tutto ci che voglio [...]
il mio unico desiderio  che tutti possano essere tranquilli e attivi come me359  un indizio di un certo
scontento tra le mura della canonica. Scontento che, con buone probabilit, dipendeva da Charlotte,
muta mentre aspettava, giorno dopo giorno, l'arrivo della posta, e sconfortata per Branwell che, dopo
una serie di licenziamenti, alla fine, in quello stesso mese di luglio, mand in frantumi le speranze della
famiglia.
In ogni suo impiego, Branwell iniziava facendo del suo meglio, ma ben presto era pi
preoccupato di recuperare il suo ruolo di capopopolo, la sua eloquenza e i suoi sogni di gloria
mettendosi al centro di un gruppo di compagni di bevute disposti ad ammirarlo. Dopo vani tentativi di
stabilirsi a Bradford come ritrattista, nel giugno del 1840 fu licenziato dai Postlethwaite, la famiglia
residente nel Lake District presso cui lavorava come precettore. In questo periodo ebbe modo di
incontrare Hartley Coleridge, che risvegli le sue ambizioni letterarie tessendo le lodi delle sue poesie e
delle sue traduzioni di Orazio. Fu probabilmente in questa disposizione d'animo che respinse
seccamente Mary Taylor  in visita in canonica proprio quando Branwell fece ritorno alla casa paterna
, dalla quale si era sentito attratto in occasione di un precedente incontro. Charlotte accus
ingiustamente Mary di mostrare con troppa libert i propri sentimenti  un uomo, pensava, veniva cos
spinto ad allontanarsi. Rifiutando Mary, Branwell si rivel volubile o incapace di apprezzare le qualit
della ragazza, e forse anche un giovane dalle pretese irrealistiche. Tre mesi dopo, nel settembre del
1840, quando Branwell accett quello che agli occhi di sua sorella era l'ennesimo impiego degradante,
Charlotte scrisse in toni sarcastici a Ellen: Una mia lontana conoscenza, un certo Patrick Boanerges, 
partito per cercare fortuna come addetto ferroviario, un po' come un selvaggio, avventuroso e
romantico cavaliere errante sulla linea Leeds-Manchester360. Nel 1842, in seguito al licenziamento
(per condotta negligente), Branwell riusc a far pubblicare sull'Halifax Guardian un suo sonetto,
autocommiserativo ma riuscito, On Peaceful Death and Painful Life. Nel gennaio del 1843, Anne fece
in modo che Branwell la raggiungesse a Thorp Green in veste di tutore dell'undicenne Edmund
Robinson. Portandolo vicino a s, Anne sperava di poter controllare il fratello, ma non pot impedire
che si invaghisse della padrona di casa, la signora Robinson. Fu dunque inevitabile, nel luglio del 1845,
l'umiliante licenziamento di Branwell da parte del marito; poco prima, il 18 giugno, senza alcun
preavviso la stessa Anne aveva improvvisamente lasciato il suo impiego presso i Robinson. Tornato
definitivamente a casa, Branwell costrinse la sua famiglia ad assistere a violente crisi di
autocommiserazione, per poi annegare ogni sera le sue pene al Black Bull. Ormai dipendente dal gin e
dall'oppio, si ridusse a mendicare denaro dal padre e da chiunque fosse disposto a dargliene. La sua
crescente agitazione potrebbe aver costituito una fonte d'ispirazione per gli attacchi di follia nella
soffitta di Jane Eyre (ottobre 1847), i quali, affermava Charlotte, non erano frutto di fantasie gotiche,
bens fin troppo reali, una forma di follia morale, in cui tutto ci che  bene o perfino umano
sembra sparire dalla mente, sostituito da una natura malvagia [...]. Tutto appare demoniaco361.
Branwell sarebbe servito da spunto anche ad Anne, che inser nel suo secondo romanzo, Il segreto della
signora in nero (giugno 1848), un resoconto degli effetti degradanti della dipsomania nell'ambito della
vita familiare.
Nella versione della storia data da Branwell, la signora Robinson mi ha mostrato un grado di
gentilezza che, un giorno in cui ero profondamente afflitto per la condotta del marito, matur nella
dichiarazione di qualcosa che andava oltre i normali sentimenti. La mia ammirazione per le sue qualit
intellettuali e personali [...] nonostante abbia diciassette anni pi di me, il tutto combinato con un
affetto da parte mia, port ad attenzioni reciproche di cui solo in minima parte ero andato in cerca362.
Rimase convinto che la signora Robinson non desiderasse altro che concedergli tutta se stessa  e tutte
le sue propriet. Non  possibile sapere quanto ci sia di vero in questo resoconto e quanto di
favoleggiato, ma, sulle prime, l'atteggiamento delle sorelle Bront per la disgrazia di Branwell non fu
di condanna: lo considerarono uno sprovveduto, un giocattolo nelle abili mani della sua datrice di
lavoro. Il palese disprezzo nutrito da Anne nei confronti della sua padrona doveva aver influenzato
l'idea che si erano fatte della signora Robinson: la giudicavano una donna frivola che con la sua
debolezza e malafede aveva distorto le figlie in tal misura che Anne, come istitutrice, non aveva potuto
raddrizzarle, e una manipolatrice che aveva giocato incautamente con un precettore giovane e ingenuo
fino a stringerlo in pugno.
Una pagina del diario di Anne, datata gioved 31 luglio 1845, un mese e mezzo dopo il suo
ritorno a Haworth,  l'autoritratto di una donna giunta al limite della sopportazione (Io non potrei,
comunque, essere pi spenta e vecchia di mente). Come istitutrice, aveva resistito per oltre quattro
anni nell'oscurit sociale in cui era relegata a Thorp Green, costretta per lungo tempo ad avere
esperienze talvolta spiacevoli, ma talaltra inattese, che mi hanno insegnato qualcosa sulla natura
umana.
Nessuno di questi autoritratti rimandava un'immagine fedele. I Bront presentavano l'uno
all'altro  e per certi versi a se stessi  costruzioni che si basavano sulle mode dell'epoca. Branwell
recitava il suo dramma byroniano, mentre le sorelle si allenavano in quella che Charlotte defin
l'eterna finzione363 della copertura protettiva. Col tempo, queste facciate avrebbero decorato la
leggenda delle Bront, ma le loro opere ci raccontano un'altra storia. Il 9 ottobre del 1845, Emily
rifiut l'umilt per osare il balzo finale dalla vita alla libert eterna364, dando espressione a uno
stato d'animo diametralmente opposto alla tranquillit domestica di cui si ammantava. L'apparente
spossatezza di Anne  smentita dall'energia della sua satira sulle manie dei ricchi e della piccola nobilt
contenuta nel romanzo a cui aveva lavorato nell'ombra nel periodo trascorso al servizio degli Ingham e
dei Robinson. Quella storia, avrebbe detto pi avanti Charlotte, era lo specchio della mente
dell'autore365: narrava l'esperienza di una misteriosa istitutrice dallo spirito fine, anche se invisibile
ai suoi rozzi padroni, che riesce a preservare intatti, nello spazio incontaminato della vita privata, il suo
senso morale e la sua capacit di amare. Quando fugg366 da Thorp Green, nel giugno del 1845, Anne
aveva terminato i primi due volumi di Passaggi nella vita di un individuo367 e, a dire il vero, proprio
quando scrisse di sentirsi vecchia di mente stava ultimando il terzo.
Intitolata in seguito Agnes Grey, l'opera venne infine pubblicata insieme a Cime tempestose nel
dicembre del 1847. Per Charlotte, Agnes Grey divenne l'istitutrice per antonomasia  si capisce dai
riferimenti che ne fece in due suoi romanzi successivi: in Jane Eyre, signorina Grey  il nome
dell'istitutrice tormentata dai piccoli Ingram (un po' come accadeva ad Anne durante il suo primo
impiego, tartassata dagli insopportabili Ingham); e, nel successivo Shirley, il nome da ragazza della
simpatica istitutrice  ancora una volta signorina Grey.
Nel biennio 1847-48, quando Branwell divenne sempre pi un tormento per la sua famiglia,
Anne si immerse nella stesura di un secondo romanzo in cui ritrasse il perverso Arthur Huntingdon, che
abusa della propria famiglia assumendo tratti quasi demoniaci. A differenza dell'eroe di Emily,
Heathcliff, che a sua volta logora i rapporti familiari, Arthur  moralmente incapace di stringere
qualsiasi legame trascendente. In questo senso il romanzo di Anne potrebbe essere letto come una
replica mondana a Cime tempestose.
Pure Charlotte alla fine condann Branwell, ancor pi a causa dell'imperterrita devozione del
padre per l'unico figlio maschio. La crescente distanza che la separava dal fratello, un tempo suo
partner intellettuale,  avvolta da un'aura di moralismo vittoriano che, sebbene incongrua,  comunque
meno fuorviante dei tentativi di chi vorrebbe innalzare la scrittura di Branwell al livello di quella delle
sorelle. Gi da molto giovane si era crogiolato in pose cimiteriali che hanno contribuito alla sua
leggenda, e che Charlotte, appena adolescente, aveva parodiato con divertito sarcasmo. Emily, che nei
confronti del fratello aveva adottato un atteggiamento di pragmatica tolleranza, fu infine costretta a
riconoscere in lui una creatura senza speranza. A partire dal 1845 le sorelle non poterono pi invitare
nessuno nella canonica, turbata da quella presenza, e abbandonarono il progetto di allestire una scuola
tra le mura domestiche  in ogni caso sarebbe stato assai difficile trovare allieve. Charlotte si avvicin
come mai prima a Ellen, cui confid le disgrazie di Branwell, certa di trovare comprensione nell'amica
 anche il dissoluto (alcolizzato) fratello di Ellen, Joseph, aveva portato un certo subbuglio nella
famiglia Nussey368, e a un altro suo fratello, George, mentalmente instabile, era stata infine
diagnosticata una forma di pazzia. Branwell continuava a simulare emozioni, alimentandole con alcol e
droghe, fino a che non sprofond in una confusione tra sogno e realt priva di speranza.
L'incauto abbandono ai sentimenti inscenato da Branwell sotto gli occhi delle sorelle si
avvicinava in modo inquietante a quello che Charlotte aveva espresso con parole misurate confidandosi
con Mary ed Ellen, o nella sua breve corrispondenza con Monsieur. In questo senso, il fratello restava
la sua controparte emotiva  amorale, anarchico, incline all'autodistruzione attraverso l'abbandono alle
passioni che, nel caso di Branwell, erano adultere e prive di vergogna (Branwell scrisse a un amico che
la signora Robinson per anni gli aveva concesso tutto il suo amore369). Charlotte riteneva il
peccato una forma di follia370, e corse ai ripari armandosi di un rigido autocontrollo unito al ripetuto
richiamo al senso del dovere. Le sue lettere insistono sulla crescente cecit del padre, sempre pi
dipendente da lei, che per lui leggeva ad alta voce sentendosi obbligata a rimanere in casa per stargli
vicino. Ma quella casa era ovviamente anche l'unico posto in cui Charlotte era libera di scrivere. In
pubblico parlava solo di disperazione e dovere, ma tra le mura domestiche teneva in vita una forma di
esistenza alternativa  la vita ininterrotta dell'arte. Nelle sue lettere a Monsieur dichiar che perseguire
la carriera delle lettere le era impossibile, eppure si stava dedicando proprio a quello, con gli appunti
presi nel suo quaderno di tedesco e, presto, con i due romanzi scritti tra il 1845 e il 1847. Continuava a
lamentarsi con Ellen di non aver realizzato nulla nella vita (Presto avr trentun anni, la mia giovinezza
 trascorsa come in un sogno  e ne ho fatto un pessimo uso. Che ho realizzato in questi ultimi
trent'anni? Un bel nulla371), ma nello stesso momento in cui scriveva queste frasi, il 24 marzo del
1847, aveva appena cominciato (il 16 marzo) la bella copia372 del suo secondo romanzo, Jane Eyre.
In privato quanto si era interrogata? Fino a che punto aveva messo in discussione l'assoluta
priorit del dovere femminile? O il rifiuto di Monsieur di scriverle quelle parole che tanto avrebbe
voluto ricevere? L'amore le era negato nella forma di una semplice risposta ma, se in quanto donna ci
la tormentava, come scrittrice restava convinta dell'unicit del rapporto che la legava al suo maestro e
considerava un'essenziale benedizione il fatto che un'autorit esterna alla canonica avesse scorto in lei
delle potenzialit. Aveva, dunque, un pubblico immaginario. In questo modo, rest emotivamente
scissa tra il mondo diurno del tedioso dovere e il mondo oscuro della passione anarchica. C'era un
pericolo in questa dicotomia  l'irrequieta paralisi del 1844-45 , ma fu nel corso di questo muto
intervallo che riusc a sviluppare una strategia di sopravvivenza: apparire calma in superficie, dove si
posa lo sguardo della gente, eppure crescere interiormente, diventando una scrittrice.
Nell'opera che stava preparando per la pubblicazione esplorava i risultati della propria
esperienza all'estero. Anche nel periodo pi buio trascorso a Bruxelles, quando si era sentita rifiutata
come mai prima, aveva corretto e raccolto le poesie giovanili, imparando a esorcizzare l'apatia, la
vergogna o la solitudine attraverso la scrittura373. Non  difficile immaginarla intenta a rivedere i suoi
versi, o immersa nella scrittura di Il professore. Solo scrivendo pot dare sfogo alla propria voce, e lo
fece proprio mettendo in scena la riduzione al silenzio dei pi profondi bisogni delle donne: Frances
Henri, china mentre cuce; Jane Eyre, muta e seduta in un angolo del salotto, seminascosta da una tenda
mentre Rochester canta con Blanche Ingram; e pi tardi, in Shirley, Caroline Helstone374 che schiaccia
nel palmo della mano lo scorpione che la punge  una pressione esercitata nell'urgenza di un desiderio
destinato a svuotare lo spirito. Dando espressione ai pensieri ridotti al silenzio, la voce di Charlotte
Bront offriva al lettore un'esperienza condivisa, coinvolgente, di autentica confessione, spogliata dei
lussuosi orpelli delle storie romantiche ambientate nell'alta societ e capace di giungere alle nude verit
della vita interiore.
Tali verit avevano echeggiato a lungo nei recessi della coscienza, gi dai tempi del "Roe Head
Journal". Ma come fece Charlotte a intonare una voce pubblica, e chi le avrebbe prestato ascolto?
La vita delle sorelle giunse a un punto di svolta nell'autunno del 1845. Proprio nel momento in
cui Emily os compiere il balzo finale, Charlotte si imbatt nelle sue poesie, che lesse in solitudine e
in gran segreto. Un'immediata eccitazione la spinse a confessare la scoperta. Dapprima fui
rimproverata severamente per essermi presa un'inammissibile libert375  proprio quello che
Charlotte si aspettava. Il suo primo compito era ora quello di convincere Emily a consegnarle a un
pubblico, a partire proprio dalle sorelle. Per mezzo di suppliche e ragionamenti, alla fine estorse il
consenso a che le rime, come le chiamava Emily, fossero pubblicate. Emily non vi alludeva mai, o
soltanto con tono spregiativo, ma la sicurezza di Charlotte non vacill nemmeno per un istante:
Mi colpirono come lo squillo di una tromba quando le lessi [...]. Non conosco donna che abbia
mai scritto poesie simili. Energia concentrata, chiarezza, raffinatezza  uno strano, forte pathos sono le
loro caratteristiche; estremamente differenti dalla debole dispersivit, dalla studiata eppure fiacca
verbosit che annacqua i versi anche dei poeti pi popolari. Questa  la mia opinione, ponderata e
quanto mai imparziale, alla quale mi atterr anche se tutte le critiche nella stampa ne avessero un'altra.
La pubblicazione delle Poesie, nel maggio del 1846, si deve a un atto illegittimo di lettura
rinforzato da un fiume di persuasione: Charlotte ripet con convinzione che la poesia di Emily non era
simile a quella che di consueto scrivono le donne376. I suoi stessi versi, a confronto, le apparivano
rozzi e rapsodici377. Colpita da una voce pi intensa e pi audace della propria, fortificata dalla
certezza del genio di Emily, comp uno scatto d'ambizione. Charlotte comprese come in un lampo che
ognuna di loro doveva ora emergere dal riserbo, che dovevano tornare a leggere l'una all'altra i propri
lavori e, con maggiore audacia, divenire voci capaci di sovrapporsi e farsi udire anche oltre le mura
della canonica. Lasciata a se stessa, Emily avrebbe di certo custodito in segreto i propri versi per tutta
la vita. La sua inflessibile volont non le avrebbe mai concesso di avventurarsi nel territorio degli
interessi mondani. Il suo coraggio era relegato all'intimit, era un desiderio di isolarsi dai
contemporanei e dal mondo per come lei lo conosceva per rivolgersi a un assoluto; il coraggio di
Charlotte era invece votato ad affrontare l'esposizione della pubblicazione. Questo genere di audacia
pubblica era incoraggiata dalle ripetute esortazioni di Mary, convinta che le donne dovessero agire per
se stesse. Sopra ogni cosa, diceva Mary, le donne devono imparare a gestire gli affari. Cos Charlotte
decise di diventare per le sorelle una sorta di impresaria. Per riuscirci, avrebbe dovuto sfidare l'icona
vittoriana della donna fragile, che si tiene al riparo dal contatto con le sordide faccende della vita
pubblica378. Anne accett un'offerta di pubblicazione delle sue poesie. Nonostante possedesse la
tenacia di chi nutre grandi ambizioni, era troppo timida per gli affari, e Charlotte lo sapeva: Una
natura costituzionalmente riservata e taciturna la metteva in ombra, e copriva la sua mente [...] con una
sorta di velo monacale, che raramente veniva sollevato379.
Fu cos che un atto di lettura le imbarc in un'avventura comune, allo stesso tempo privata e
pubblica. Da quel momento in poi, le sorelle rinnovarono il loro legame e ancora una volta condivisero
il loro lavoro come creature della notte, riunite nella penombra della sala da pranzo una volta che il
padre si era ritirato nella propria stanza. Branwell non aveva alcun ruolo in questa scena, e non era
incluso nei piani delle sorelle, sebbene fosse altrettanto prolifico e restasse l'unico Bront ad aver gi
pubblicato una poesia. Decisero di escluderlo di comune accordo? O fu una scelta di Charlotte in
qualit di guida nella sfera pubblica?  improbabile che l'esclusione del fratello sia avvenuta su basi
estetiche  anche le poesie di Anne e Charlotte erano piuttosto deboli. Forse Branwell fu tagliato fuori
dalle sue condizioni psichiche, che lui stesso descrisse cos nell'ottobre del 1845, all'et di ventotto
anni: Ho giaciuto per nove lunghe settimane distrutto mentalmente e fisicamente380. Ma la ragione
pi plausibile per la sua esclusione  anche la pi banale: Branwell era semplicemente troppo loquace
(in particolare quando beveva) per poter mantenere quel riserbo cos importante per le sue sorelle.
Il primo atto fu quello di ribattezzarsi: Contrarie alla notoriet personale, avrebbe spiegato
pi tardi Charlotte, nascondemmo i nostri nomi sotto quelli di Currer, Ellis e Acton Bell: scelta di
nomi ambigua, determinata da uno scrupolo di coscienza all'idea di adottare nomi inequivocabilmente
maschili, unita alla volont di non proclamarci donne, perch  non sospettando allora che il nostro
modo di pensare e di scrivere non era quello che si definisce "femminile"  avevamo la vaga
sensazione che le autrici vengano spesso guardate con pregiudizio; avevamo osservato che a volte i
critici si servono, per condannarle, dell'arma del loro essere donne, e per lodarle di un'adulazione che
non  vera lode381.
Il cognome che avevano scelto, Bell, era il secondo nome del nuovo curato a servizio presso il
signor Bront, Arthur Bell Nicholls, un affascinante irlandese, alto e barbuto, arrivato a Haworth sei
mesi prima, nel maggio 1845. Charlotte lo considerava un giovane rispettabile382 che in chiesa
leggeva molto bene. L'appropriazione del suo nome mostra che le sorelle si erano giocosamente
accorte della presenza di questo buon partito, sebbene lo ignorassero di proposito, come se non
esistesse. (Tre mesi dopo che il nome Bell era apparso sulla copertina del volume Poesie, Ellen prese in
giro Charlotte dicendole che si vociferava che avrebbe sposato il signor Nicholls. Lei neg indignata:
Gli unici contatti che ho avuto con il signor Nicholls sono stati improntati a una cortesia fredda e
distaccata383, replic nel luglio 1846. Era sicura di apparire ai suoi occhi come una zitella: se si
fosse sparsa tale voce, anche in termini scherzosi, sarebbe diventata lo zimbello di tutti i curati, che lei
definiva, sulla difensiva, esemplari del sesso "pi rozzo", decisamente poco interessanti, limitati e non
attraenti).
La copertura del nome Currer era necessaria, spieg Charlotte alla signora Gaskell quando
Shirley, il suo terzo romanzo, venne pubblicato alla fine del 1849: Currer Bell dichiara alla signora
Gaskell che la ragione principale per cui rimane nell'anonimato  il timore che, abbandonandolo, la sua
forza e il suo coraggio vengano meno, e che si astenga poi dallo scrivere la nuda verit384.
Cos Currer Bell si separ da Charlotte Bront, ed ebbe un'esistenza autonoma. Tale fenomeno
 forse pi comprensibile se calato in epoca vittoriana, quando raggiunse il suo apice un'ideologia che,
vedendo nelle donne solo "mogli" e "madri", sequestrava loro lo spirito e le relegava alle mansioni
domestiche; cos, un'alternativa spettrale si distacc e vide la luce. Ottanta anni dopo, e quasi dieci
dopo che le donne ebbero ottenuto il diritto di voto in Gran Bretagna, Virginia Woolf si interess alle
difficolt di Currer Bell vedendole in continuit con quelle di una donna nata con il dono per la
scrittura o per la recitazione nei secoli precedenti. L'ipotetica sorella di Shakespeare avrebbe sentito
l'obbligo alla verit e quello alla femminilit tra loro cos distanti e opposti che sarebbe certamente
impazzita o si sarebbe suicidata o avrebbe finito i suoi giorni in qualche capanna solitaria fuori dal
villaggio, met strega, met maga, temuta e schernita385. Se fosse sopravvissuta, la sua scrittura
sarebbe risultata comunque deformata, e sarebbe circolata solo sotto copertura.
Una simile protezione era sentita come necessaria. Ancora nel diciannovesimo secolo, un retaggio del
senso di castit imponeva alle donne l'anonimato. Currer Bell, George Eliot, George Sand, tutte vittime
del conflitto interiore, come provano i lori scritti, cercarono invano di coprirsi sotto un nome maschile.
Cos rendevano omaggio alla convenzione secondo cui le donne dovevano tenersi a debita distanza
dalla sfera pubblica  convenzione che, se non era stata istituita dagli uomini, veniva da loro
ampiamente incoraggiata (la principale virt di una donna  quella di non far parlare di s, diceva
Pericle, egli stesso un uomo piuttosto chiacchierato). L'anonimato scorreva nelle loro vene.
L'esposizione pubblica port spesso Virginia Woolf  che apparteneva alla prima generazione
di donne per cui pubblicare con il proprio nome era pratica usuale  sull'orlo dell'esaurimento nervoso.
Verr mai un tempo, si chiese nel marzo del 1919, appena prima di proporre all'editore Duckworth il
suo Notte e giorno, nel quale io regga alla lettura di un mio scritto stampato senza arrossire, senza
rabbrividire, senza provare il bisogno di cercare riparo?386. Virginia Woolf e Sylvia Plath subirono lo
stesso attacco inflitto alla fine del XVIII secolo a Mary Wollstonecraft387, che scrisse senza la
copertura dell'anonimato: pubblicando delle sconsiderate Memorie (1798) sulla vita della moglie, il
marito, William Godwin, raccont la relazione clandestina di Mary Wollstonecraft con Gilbert Imlay e
rivel che la sua prima figlia era illegittima, causando accessi reazionari che dagli anni Novanta del
Settecento si protrassero fino al secolo successivo. La sconveniente vita privata dell'autrice, si disse,
screditava la sua opera, Rivendicazione dei diritti della donna. Di casi analoghi ce ne sono molti: se la
vita privata di un'autrice  considerata disdicevole, i lettori vengono invitati a sottovalutarne l'opera. 
successo anche nel 1989, quando il biografo ufficiale di Sylvia Plath388, l'agente del marito da cui
aveva divorziato, pun la poetessa per la sua eccessiva  e quindi tutt'altro che femminile 
"ambizione", senza tributare il doveroso riconoscimento alla grandezza dei suoi versi. Spesso i pi
agguerriti detrattori di grandi donne sono donne di levatura inferiore, che sperano di guadagnare
consenso nel ruolo di portabandiera dell'opinione comune. Fu una giornalista, Elizabeth Rigby, a dar
fuoco alle polveri scagliando per prima l'accusa di "volgarit" contro Currer Bell e a diffondere
l'infamante tesi che, se era stata una donna a scrivere Jane Eyre, si trattava di una che, per qualche
ragione, aveva rinunciato da tempo alla compagnia del proprio sesso 389. Un secolo dopo, Queenie
Leavis attacc Virginia Woolf per il suo elitarismo. Tale accusa, pensata per colpire la sua opera
attraverso la sua vita, non si era quasi mai sentita nei confronti degli uomini celebri. Nessun critico di
Dickens o di Tolstoj si sognerebbe mai di sottovalutare la loro opera sulla base di un'informazione
biografica  quale, ad esempio, il fatto che entro le mura domestiche le loro doti umane lasciassero
molto a desiderare. Ancora oggi, un secolo e mezzo dopo l'esperienza di Charlotte Bront, simili armi
biografiche sono puntate contro le donne scrittrici: appare dunque quanto mai giustificata la rigida
scelta dello pseudonimo Currer Bell, a cui si un la decisione di coprirsi sotto il velo di una femminilit
modesta e moralista. Nel lontano 1837, Southey aveva fornito il copione, e Charlotte aveva provato la
parte nelle sue lettere di risposta, imitando la rettitudine in modo cos impeccabile, cos perfettamente
stilizzato, che il suo virtuosismo rasentava quasi il caricaturale.
La verit le impose di tirar fuori l'energica voce che Southey le aveva negato. Costui le aveva
insegnato che il tono spontaneo, diretto, non era ammesso  non in una donna. Avrebbe dovuto
intonare la voce di Currer Bell per poter affermare la nuda verit attraverso un io romanzesco: l'io di
un uomo, il freddo Crimsworth; l'io di una sopravvissuta, Jane Eyre, che impara a frenare la rabbia e il
desiderio tirando le redini della ragione. Tale voce era profondamente intima, aveva il vantaggio di
essere lontana dalla voce metropolitana dell'epoca; la sua schiettezza non era intaccata dalle mode del
momento. Diversamente da quella di Thackeray o di Dickens, questa voce non proveniva da una vita
pubblica, ma da una dimensione ulteriore, esterna all'ordine sociale di allora proprio come quella usata
da Jane per dichiararsi a Rochester.
La timida, esitante signorina Bront, che in seguito avrebbe incontrato il suo pubblico a Londra,
non avrebbe mai sopportato l'apparente fallimento del volume Poesie, che vendette due copie, e i
ripetuti rifiuti opposti a Il professore, ma Currer Bell aveva ben altra tempra: L'insuccesso non riusc
a sconfiggerci: il semplice tentativo di riuscire aveva dato una straordinaria nota di vivacit
all'esistenza; dovevamo continuare. Termin la stesura del romanzo il 27 giugno del 1846. Tra il 1846
e il 1847 lo sottopose a sei editori diversi, senza pensare che i nomi delle case editrici a cui lo aveva
inviato in precedenza, cancellati sull'intestazione del pacco, non offrivano la miglior presentazione agli
occhi dell'ultimo destinatario. Invi il manoscritto a Henry Colburn390 il 4 luglio 1846. Le venne
restituito il mese successivo, proprio la mattina il cui il sessantanovenne signor Bront si sottopose a un
intervento alla cataratta. Charlotte si trovava con lui a Manchester, e l, a pochi giorni dal rifiuto del
manoscritto, inizi a scrivere il suo secondo romanzo, solo due mesi dopo aver terminato il primo.
L'appassionante vicenda di Jane Eyre391 trae spunto da un curioso episodio accaduto nei pressi
di Leeds nel periodo in cui Charlotte insegnava a Roe Head  a scuola il fatto aveva destato un'accesa
curiosit. Una certa istitutrice aveva sposato un gentiluomo che lavorava per la famiglia presso cui la
donna era a servizio. Un anno dopo il matrimonio, quando la coppia aveva gi avuto un bambino, si
scopr che il marito aveva un'altra moglie. Quest'ultima, a quanto si diceva, era matta, o almeno con
questa scusa l'uomo giustificava la sua bigamia. Charlotte potrebbe essersi ricordata di questa storia nel
luglio 1845, quando fece visita alla residenza della famiglia Eyre, a North Lees, nel corso di un
soggiorno di tre settimane con Ellen a Hathersage, nel Derbyshire. La prima padrona di North Lees, si
diceva, era impazzita e aveva finito i suoi giorni rinchiusa in una stanza dalle pareti imbottite al
secondo piano, dove poi era morta a causa di un incendio. Vicende drammatiche come queste si
sedimentarono nella sua coscienza, dove maturarono fino a confluire nella storia di una giovane,
ingenua istitutrice che si innamora del suo datore di lavoro, intenzionato a sposarla nonostante abbia
gi una moglie, pazza e pericolosa, relegata in gran segreto nel piano pi alto della sua tenuta di
campagna. Questa trama ricca di brivido e orrore deve probabilmente qualcosa alla familiarit di
Charlotte con la pi popolare delle autrici gotiche, Ann Radcliffe392 (1764-1823), le cui macabre
storie, alla fine, hanno sempre una spiegazione razionale. Ma Jane Eyre si distingue dai numerosi
predecessori sia della tradizione gotica sia di quella del romanzo rosa per la sua insolita eroina: non una
svenevole bellezza, non un fragile modello di sensibilit, Jane  una comune istitutrice dotata di spirito
e capace di raccontare la propria storia con coinvolgente sincerit.
Charlotte scrisse in fretta e furia, in condizioni improbabili, mentre giaceva insonne in preda al
mal di denti o si prendeva cura del padre nel mese successivo all'intervento, tra l'agosto e il settembre
del 1846. Il chirurgo, il signor Wilson, aveva prescritto totale privazione di luce e assoluto
riposo393. Quello che accadde nel periodo in cui Charlotte rest al fianco del signor Bront in quella
stanza oscurata di Boundary Street rimane avvolto nell'ombra. Tutto ci che sappiamo  che lei sedeva
in silenzio, al buio, e da quel buio e da quel silenzio filtr una voce che combin in s la fredda
razionalit di Crimsworth, l'ardore delle lettere indirizzate a Monsieur e la sicurezza del "Roe Head
Journal". Era una voce abbastanza forte per attraversare lo spazio che la separava dal mondo esterno.
Avvicinandosi a un lettore senza volto, parlando nell'intimit, da vita privata a vita privata, la voce
superava la barriera del riserbo. Il lettore cui si rivolgeva era simile alle allieve che Charlotte aveva
stregato con le sue storie di fantasmi nel dormitorio di Roe Head quando venivano spente le luci. Ora al
lettore stava per essere rivelata la vita di una donna.
Per il personaggio di Jane Eyre, Charlotte Bront prese in esame la vita di un'istitutrice mite in
superficie ma ardente dentro. A quell'epoca aveva gi elaborato, con Il professore, l'esperienza di
Bruxelles; ritorn allora sui racconti del 1838-41, nei quali aveva esplorato la natura e il destino della
signorina West, della signorina Hall e della signorina Hastings attingendo a piene mani al proprio
carattere e alle circostanze della propria vita. Jane Eyre assume i tratti di una nuova tipologia di donna,
costruita miscelando alcuni elementi di Charlotte stessa, delle sue sorelle e di Mary Taylor. Nel corso
di quel fruttuoso mese trascorso a Manchester, Charlotte pens spesso all'amica che aveva iniziato una
nuova vita nella lontana Nuova Zelanda.
Dalle sue ultime lettere, Mary appariva nel suo elemento  perch si trova in un luogo dove
pu svolgere un compito importante, dove pu aspettarsi un grande miglioramento41. Mentre Jane
Eyre prendeva corpo nella sua mente, Charlotte si ispir alla forza d'animo e all'indipendenza
dell'amica, che ignorava le convenzioni, le prerogative dello status e gli agiati standard della classe
media ai quali era stata abituata: Siede su una sedia senza schienale in una casa di legno priva di
tappeti, ma non si sente affatto umiliata n pensa di esserlo vivendo in cos misero alloggio394.
Abbiamo qui un modello per Jane, la quale a sua volta prende le distanze dal passato per diventare
direttrice di una scuola di villaggio alloggiata in una semplice casa di legno. Mary fu la prima a
conoscere l'identit segreta di Currer Bell: Charlotte le invi una copia di Jane Eyre a suo nome  un
gesto unico, se si considera che allora non l'aveva detto nemmeno a Ellen.
Ellen, che aveva familiarit con le fonti d'ispirazione di Charlotte, disse in seguito che l'amica
aveva combinato tra loro caratteri differenti395. Si pu osservare in Jane una calma sopportazione che
non apparteneva n a Charlotte (che trovava sollievo nel lamentarsi) n alla vivace Mary, ma che forse
proveniva da Anne Bront, l'unica delle sorelle in grado di tollerare anche lunghi esili in quel mondo
inospitale per il quale Jane  costretta a peregrinare. Tornata a casa da Manchester, quando pot infine
sollevare lo sguardo dal manoscritto che l'aveva tenuta impegnata senza sosta, trov le sue sorelle
ognuna china nella lavorazione di un libro. Le ragazze sembravano pensierose quasi fino alla
severit. Dall'aspetto serio e slanciato, entrambe avevano un viso aristocratico e intelligente396.
Cos le descrisse nel suo romanzo attraverso i personaggi delle due studiose sorelle Rivers, Diana e
Mary, che offrono un rifugio a Jane, in fuga dal bigamo Rochester. E non dobbiamo dimenticarci di
Maria Bront, che sopravvive nelle pagine del romanzo attraverso la spirituale Helen Burns, il primo
modello da seguire per Jane  che prende ispirazione dalla sua integrit priva di compromessi, pur non
accogliendo la sua abnegazione. I piatti esempi che aveva ricevuto in collegio, i santi dalla volont
d'acciaio e i bravi bambini che morivano puri dei racconti evangelici, svaniscono all'impatto palpabile
con il soffio vitale di Helen Burns, trascendente e destinata a perire. Pi tardi, quando i critici trovarono
eccessiva la perfezione morale del personaggio di Burns, Charlotte sostenne con insistenza che fosse
assolutamente reale. Da questo punto di vista, non ho esagerato nulla. Mi sono anzi astenuta dal
trascrivere molto di ci che sapevo a suo riguardo, per evitare che il racconto apparisse poco
credibile397.
Pur prendendo ispirazione da donne reali per creare una nuova figura femminile, Charlotte
doveva immaginare situazioni in cui tale creatura fosse spinta a uscire dalle ombre della mente per
calcare il proscenio dell'azione  non, come nel caso di Mary, in qualche remoto avamposto
dell'impero, ma nei placidi salotti e nelle scuole repressive del nord dell'Inghilterra. Il passaggio dalla
vita alla creazione letteraria  un salto da un tipo di verit a un altro. Qual , potremmo chiedere,
migliore: la verit dei documenti o quella dell'immaginazione, i fatti o la finzione? Jane Eyre  troppo
sincera, impavida e, in definitiva, troppo fuori dagli schemi per esistere nell'Inghilterra del diciannovesimo secolo;
 una verit frutto della creazione: non il fedele ritratto di una donna reale, ma il modello di come
potrebbe essere una donna. Jane ci pone di fronte ai problemi e alle possibilit di questa natura
femminile ancora in potenza.
Jane Eyre , soprattutto, un pellegrinaggio. Il romanzo segue la bambina e la donna lungo un
cammino disseminato di insidie verso un nuovo Eden: un amore capace di unire la virt e il sogno di
una passione duratura. Stando a questa nuova mappa per l'anima, la Caduta non  data dalla
disobbedienza, bens dall'obbedienza priva di ragionamento. La signora Reed, la zia tutrice di Jane, si
lamenta di non aver mai visto un bambino come lei. Jane si distingue da tutti gli altri perch non pu
fare a meno di pensare con la propria testa; la magione dei Reed diventa lo scenario di una brutale
repressione perch Jane pensa, e anche perch, in quanto bambina, esprime quello che pensa con
tagliente acume: Devo parlare.... Jane si difende da chi la rappresenta in modo ingiusto con un
discorso pienamente argomentato, e mentre parla sente che la sua anima inizia a espandersi, a riempirsi
dei pi strani sentimenti di libert e di trionfo che mai avessi provato. Mi sembrava che si fossero
spezzate catene invisibili. Crescendo, Jane impara che non deve sempre usare il linguaggio in quel
modo: deve mettere a tacere la verit e modularla attraverso una voce sommessa e educata; tuttavia la
sua ricerca del vero continua.
Nel suo pellegrinaggio attraverso il mondo sociale, la tentazione di cadere  sempre in agguato
in varie forme. Jane sarebbe persa se cadesse in uno dei molti tranelli disposti lungo il suo cammino.
C' la trama ordita dai Reed, che vorrebbero immobilizzare la piccola orfana in una posizione di
dipendenza e povert. C' la trama della scuola di carit di Lowood, che vorrebbe instillare nella
ragazza l'umilt per destinarla al servizio delle classi superiori. C' il tranello teso a una Jane ormai
adulta da un gentiluomo sposato, che vorrebbe farla diventare la sua amante in un rifugio mediterraneo
dove lui, secondo il costume locale, la ripagherebbe con gentilezze da sultano, meraviglie erotiche e
beni materiali. E infine la pi plausibile di tutte le trame, il matrimonio tradizionale, servita su un piatto
d'argento da un uomo di statuaria bellezza e di irreprensibile virt quale St John Rivers: la tentazione
della Jane matura di asservirsi a un egocentrico missionario. Sar in grado di distinguere le valide
pretese dell'altruismo dalla trappola del sacrificio di s, che rischia di farle sprecare la vita  o, peggio,
perdere se stessa  al servizio del puro principio, senza il calore di alcuna concessione ai bisogni
umani?
La pellegrina deve riconoscere in queste trame il marchio della finzione: tutte si basano sulla
falsa premessa di una natura femminile docile e inferiore. La pioniera di un nuovo pellegrinaggio deve
grattare via le incrostazioni del linguaggio, smascherare le ipocrisie religiose e quelle dell'amore, per
vedere  vedere nel senso della rivelazione  il devastante egoismo di coloro che occupano le posizioni
di potere. Come Christian, il protagonista di Il viaggio del pellegrino, che deve combattere contro
l'Ostinazione e la Grande Disperazione, cos Jane deve sconfiggere in duello le ingannevoli maschere
della Benevolenza del diciannovesimo secolo. La signora Reed, il reverendo Brocklehurst, il signor Rochester e il
reverendo Rivers si credono dei benefattori. Cedendo alla signora Reed, al fondatore della scuola di
carit, al suo amante (nel suo aspetto da sultano) o al suo apparente salvatore, Jane perderebbe la
propria anima. Quando Rochester, ostacolato nei suoi piani di bigamia, supplica Jane di vivere con lui,
se non altro per trattenerlo dalla lussuria, dal vizio e dalla disperazione, lei  tentata di
salvarlo. Quando lui le chiede di trasgredire una legge umana398, Coscienza e Ragione si rivelano
traditori e il Sentimento reclama:
Chi al mondo si preoccupa di te? Chi danneggerai con le tue azioni?.
Ma la risposta era indomabile: Io mi preoccupo di me.399
Questo indomito Io la sostiene nella scena successiva, quando Rochester la possiede
fisicamente  dal punto di vista fisico lei  impotente, mentre Rochester, spinto da una furia di
possesso, pu concedersi di perdere il controllo. Gli occhi di Jane incontrano lo sguardo famelico
dell'uomo e gli ricordano ci che lei  realmente: Spiritualmente, ero ancora padrona della mia anima,
dunque certa della mia salvezza400.
In molti hanno criticato Jane per la sua resistenza. Mary Ann Evans (che pi in l avrebbe preso
il nome di George Eliot) scrisse a Charles Bray nel giugno del 1848: Il sacrificio di s  sempre
positivo  ma sarebbe auspicabile che avvenisse in nome di una causa pi nobile di una legge diabolica
che incatena un uomo anima e corpo a una carcassa in putrefazione401. Alla fine, quando decise di
convivere con George Henry Lewes, incastrato in un matrimonio licenzioso, Mary Ann Evans non
pretese un legame riconosciuto dalla legge, sapendo che le circostanze lo rendevano impossibile. Lo
stesso fa Rochester, che rimprovera a Jane di avere una natura difficile  granitica, conferma lei.
Al di l della morale, il suo essere difficile dipende dal fatto che non vuole consegnarsi a un uomo
che  stato disonesto con lei. Passionale com', non si lascia irretire in vecchi schemi di seduzione che
la fisserebbero nella debole posizione dell'amante. In retrospettiva, il rifiuto opposto da Elizabeth
Hastings al suo seducente amante non era altro che una prova generale del rifiuto oltremodo difficile di
Jane.
Jane racconta il suo pellegrinaggio attraverso un mondo in cui le conquiste sono precarie e il
pericolo non smette mai di minacciandola. La pellegrina deve mantenere la lucidit a tutti i costi 
l'accorta consapevolezza dell'ingiustizia e dello sfruttamento mascherato da benevolenza , deve poter
vedere le cose chiaramente, senza lasciarsi offuscare da quella rabbia che ha conosciuto da bambina,
quando, rinchiusa nella Stanza Rossa, urlava e picchiava contro la porta finch la sua furia non
degenerava in malattia. Quella precoce tendenza all'eccesso le ha insegnato a individuare una via di
mezzo fondamentale in tutte le sue conquiste: per accedere alla conoscenza senza capitolare all'aspetto
irregimentato dell'insegnamento; per preservare la forza dei sentimenti senza cedere alla licenziosit;
per diventare autosufficiente e indipendente a livello economico senza abbassarsi a una fredda
mentalit calcolatrice. Se vuole sopravvivere, non pu nemmeno permettersi di soccombere alla
disperazione quando viene rinchiusa nella Stanza Rossa, o umiliata a scuola, o  in quella che  la
prova pi difficile  quando non pu sposare Rochester.
Un simile percorso richiede pi forza di quanta ne fosse normalmente concessa alle donne del
diciannovesimo secolo. In breve, un simile cammino era percorribile solo ponendo una nuova premessa circa la
natura del "sesso debole". Tale premessa derivava dalle scoperte che Charlotte aveva fatto su se stessa,
le sue sorelle e le sue amiche, e fu la scottante portata di tali rivelazioni a rendere il libro cos
rivoluzionario, per la sua epoca come per la nostra. In genere, gli eroi e le eroine dei romanzi sono
personaggi [...] che non potrei mai [...] credere naturali, n desiderare di imitare. Quando Charlotte
Bront teorizzava, faceva appello alla Natura: Se fossi obbligata a copiare un qualsiasi scrittore del
passato, anche il pi grande, persino Scott [...] non scriverei affatto [...]. Se non posso guardare oltre i
maestri pi grandi per studiare la Natura stessa, non ho alcun diritto di dipingere. Se non ho il coraggio
di utilizzare il linguaggio della Verit piuttosto che il gergo della Convenzione,  meglio che io
taccia402.
Rochester parla il linguaggio della verit. Lui solo ha la profondit necessaria per capire Jane, la
sicurezza per incoraggiarla a essere se stessa: Sospettavo che il tuo carattere fosse inconsueto,
completamente nuovo per me, e volevo sondarlo pi a fondo e conoscerlo meglio403. Ci aveva
trovato conferma nella capacit di Monsieur di comprendere Charlotte; non solo, Rochester si rivolge a
Jane in uno stile molto simile a quello di Heger404:
Entrasti nella stanza con un'aria timida e indipendente a un tempo [...]. Ti ho fatta parlare: ti
trovai subito piena di strani contrasti. I tuoi modi, il tuo vestito obbedivano a una disciplina severa; [...]
eppure, quando ti si rivolgeva la parola, guardavi fisso l'interlocutore con uno sguardo penetrante,
spavaldo, ardente: ogni tuo sguardo esprimeva intelligenza, forza [...].405
Col tempo, lui comprende di avere davanti agli occhi una natura che rimane inalterata. Non era
un fiore passeggero; ma piuttosto la radiosa immagine di un fiore, intagliato in una gemma
indistruttibile406.
Jane, in quanto creatura ritrovata, non consente alcuna caduta in un linguaggio riduttivo.
Quando Rochester le assegna il ruolo di angelo della consolazione, lei lo deride:
Non sono un angelo, dichiarai, e non sar un angelo finch non morir: sar me stessa.
Signor Rochester, non dovete aspettare n esigere nulla di celestiale da me, perch non lo avrete,
proprio come io non lo avr da voi; e io non me lo aspetto certo.407
Quando Rochester parla della moglie pazza definendola quel demonio [...] quella terribile
strega, ancora una volta Jane rifiuter il suo linguaggio:
Signore, lo interruppi, siete senza piet verso quella povera signora: parlate di lei con odio,
con astio vendicativo.  crudele: non ne ha colpa se  pazza.408
La visione riduttiva a cui Jane resiste  radicata nella teologia, nella semplicistica divisione
delle donne in sante o peccatrici. A differenza di Jane, Charlotte ricorreva a volte a espressioni
convenzionali, come quando, per tenersi a debita distanza e preservare intatta la propria nobilt
d'animo, disse che Branwell era un'anima smarrita. Emily, che non aveva bisogno di sentirsi
migliore, poteva permettersi di compatire Branwell, di vedere in lui la caduta, non il demonio.
Emily si spinse oltre la sorella nel mettere in discussione i codici e il linguaggio della religione,
con il suo assalto al paradiso, al dogmatismo, alla falsa umilt. La religione organizzata aveva gestito il
monopolio delle anime, Emily le reclamava409. Quando Heathcliff grida: Non posso vivere senza la
mia anima!, si riferisce all'eterno amore che l'ha avvinto in giovent a Catherine Earnshaw. Cime
tempestose venne terminato appena prima che Charlotte iniziasse Jane Eyre, e quasi certamente
divenne un argomento delle conversazioni notturne tra le sorelle. Charlotte condivideva con la sorella
l'ideale di una passione duratura definita in parte proprio attraverso il suo fallimento. Laddove Jane
Eyre indaga il pericolo dell'oblio dell'erotismo, Cime tempestose esplora una passione pi insolita,
avvolta da intrighi e trame sociali: la Caduta di Catherine in un tiepido matrimonio con Edgar Linton;
la Caduta di Heathcliff nelle trappole del potere, specialmente in quella della vendetta, che abbrutisce
la sua natura. Tradendo la natura, entrambi gli amanti perdono se stessi e vagano in una landa selvaggia
 Heatcliff diviene un mostro calcolatore, Catherine un fantasma. Alla fine, Catherine e Heathcliff
ritrovano le loro anime, il loro paradiso  che non  un luogo di riposo per creature che si accontentano
di obbedire, ma un'unione spirituale. Per Emily, tale unione pu essere perfetta solo nella morte. La sua
posizione fu pi radicale di quella di Charlotte: consider l'integrit spirituale impossibile in un mondo
vuoto e superficiale410, verso il quale provava un disprezzo e un rigetto assoluti. Come Maria Bront,
Emily bram la libert che solo la morte pu dare. Per lei, l'integrit raggiungeva un'esistenza assoluta
oltre la vita; in questo mondo terreno, la sua manifestazione immanente andava ricercata tra le rocce
dell'immutabile brughiera, il paesaggio pi vicino al paradiso concepito da Emily.
Charlotte disse di Cime tempestose:  un'opera dallo spirito rustico, come la brughiera,
selvaggia e nodosa come le radici della terra. N potrebbe essere altrimenti, essendo l'autrice stessa
nata e cresciuta nelle brughiere [...]. Le sue colline natie rappresentavano molto pi che un semplice
spettacolo; erano il luogo in cui viveva, di cui era parte, tanto quanto gli uccelli selvatici, gli abitanti,
l'erica e i frutti411. Quando scrisse queste parole, Charlotte stava costruendo la leggenda della sorella
ormai morta. Centrale, in tale leggenda,  l'assoluta solitudine di Emily: Charlotte afferma che la
sorella non conosceva le persone con cui viveva pi di quanto una monaca conosca coloro che ogni
tanto bussano alla porta del suo convento. Ci che Emily sapeva dei loro personali cammini, del loro
linguaggio e delle storie di famiglia era una conoscenza di seconda mano, insiste Charlotte, sperando
cos di separare la sorella dalla rudezza, dalla crudelt, dall'odio quasi diabolico e dal desiderio di
vendetta che accende l'animo dei suoi eroi romanzeschi.  indubbio che Charlotte desiderasse
attenuare il senso di orrore provato dai primi lettori di Cime tempestose, ma cos stava anche
occultando qualcosa.
Emily potrebbe non essere stata affatto cos reclusa come l'ha ritratta Charlotte. Sembra che
facesse visita agli Heaton, una famiglia di antiche origini che dal 1513 risiedeva nell'estremit opposta
della brughiera; le voci familiari dicono che fu Emily l'unica delle Bront a mantenere una forma di
contatto con il loro avo, Robert Heaton, che mor nel 1846412 (l'anno in cui lei termin Cime
tempestose), e i suoi cinque figli, musicisti piuttosto schivi. La loro casa, Ponden House (l'attuale
Ponden Hall), fu costruita nel 1541, e un'ulteriore residenza, chiamata in modo fuorviante Ponden Old
House, venne edificata nel 1634. Ponden  stata spesso considerata una fonte d'ispirazione per la
grandiosa residenza di Thrushcross Grange del romanzo di Emily Bront, ma, sebbene avesse una
magnifica biblioteca (alla quale, a quanto si dice, i ragazzi Bront ebbero accesso), il lungo e basso
edificio  pi simile a una fattoria, dunque pi simile a Wuthering Heights, in particolare l'Old House,
che ha davanti un albero con un ramo che sbatte contro una finestra, proprio come nel romanzo.
L'edificio principale fu ricostruito nel 1801 e la data, incisa sopra il portale,  quella in cui inizia Cime
tempestose. Dalla trama del romanzo si capisce che Emily non era interessata solo alla residenza, ma
anche alla famiglia e alla sua storia: in epoca antica, la famiglia era stata cacciata da Henry Casson, il
secondo marito della giovane vedova Heaton, che mantenne il controllo sulla propriet per quasi
vent'anni tra il 1640 e il 1660. Il legittimo erede, il suo figliastro, non ricevette alcuna istruzione. Il
nome Heaton  chiaramente vicino a quello di Hareton, l'erede orfano e incolto del romanzo di Emily
Bront. In Cime tempestose, finch Hareton non  che un bambino e un ragazzo, la sua eredit 
usurpata dallo spregiudicato Heathcliff. L'unione tra il brutale Heathcliff e la nobile Isabella di
Thrushcross Grange potrebbe trarre ispirazione da un fatto accaduto in tempi pi recenti nella famiglia
Heaton. La giovane Elizabeth Heaton si innamor di un ragazzo delle consegne di nome John Bakes,
che fin per sposare. Il loro matrimonio fu un disastro ed Elizabeth fece presto ritorno a Ponden, dove
nel 1816 mor a soli ventun anni, seguita poco dopo dalla figlia pi piccola. Tale tragedia doveva essere
fresca nella memoria dei fratelli sopravvissuti a Elizabeth, Robert Heaton, residente a Ponden, e
Michael Heaton, che viveva nella Royd House di Oxenhope.
Le connessioni tra la storia di questa famiglia e Cime tempestose restano delle supposizioni, ma
un fatto certo e alquanto singolare  che ci furono degli screzi tra gli Heaton e il signor Bront. Robert
e Michael Heaton erano per via ereditaria amministratori fiduciari delle terre della chiesa, la principale
fonte di entrate per l'incaricato di Haworth. Le lettere del signor Bront agli Heaton erano fredde e
formali, e nulla in esse lascia pensare che le due famiglie si frequentassero. Quando, il 5 marzo del
1860, Michael Heaton mor all'et di settant'anni, il signor Bront si rifiut di seppellirlo nel terreno
adiacente la canonica. Persino al suo curato, il signor Nicholls, neg l'autorizzazione a farlo.
Nell'immediato, la ragione fu che l'area di sepoltura era stata dichiarata al completo, ma c' un fatto
che lascia interdetti: anche quando arriv un'autorizzazione dal segretario di Stato (datata 7 marzo) per
tumulare il signor Heaton accanto ai suoi antenati, il signor Bront si oppose. Alla fine, Michael fu
sepolto dal signor Grant di Oxenhope.  possibile che il signor Bront sia stato semplicemente pignolo,
ma la sua sarebbe stata una posizione irragionevole, dato che egli stesso si aspettava di venir sepolto
accanto alla canonica con la moglie e i figli. Il membro della famiglia Heaton a cui il signor Bront si
era opposto pi fermamente era il figlio ed erede di Michael, Robert, che aveva la stessa et di
Branwell e un anno e mezzo pi di Emily. Nel 1842, mentre Emily si trovava a Bruxelles, Robert aveva
sposato Mary Ann Bailey, che diede alla luce un figlio poco dopo, nel settembre dello stesso anno.
Negli archivi degli Heaton non si trova, stranamente, una data precisa del matrimonio. Si era trattato di
una seduzione illecita che il signor Bront disapprovava (la signora Gaskell ha testimoniato che un
Heaton sedusse realmente una ragazza)? Un'altra possibilit  che i Bront, quanto mai suscettibili per
via della loro recente ascesa sociale, fossero rimasti feriti da un qualche sgarbo legato a questioni di
classe. Forse  mi sono chiesta  c'era stato uno sgarbo simile al rifiuto opposto da Catherine Earnshaw
alla proposta di matrimonio di Heathcliff, un rifiuto motivato sulla base della sua inferiorit sociale.
Questo evento condurr Catherine a una morte prematura e metter in moto il lungo declino di
Heathcliff, che avr termine solo quando i due innamorati si rincontreranno dopo la morte, spettri nella
brughiera.
Charlotte, simile ai profeti dell'Antico Testamento, era tutta presa dalle preoccupazioni sociali;
Emily sentiva la tensione del Nuovo Testamento ad andare oltre la morte. Emily pratic una solitudine
alla quale anche Byron413, a tratti, si avvicin, senza riuscire a conviverci n a portarla alla sua forma
pi pura e assoluta:
Dalla mia giovinezza, il mio spirito non s'accompagn all'anima degli uomini, n contempl la
terra con occhi umani[...].414
Emily cambiava rotta con pi irruenza di Charlotte, pass dalla speranza a l'arcobaleno
della fantasia, per poi rivolgersi a quello che chiamava infinito. Come la sua ammiratrice Emily
Dickinson, viveva nell'attesa di una resurrezione dopo la morte.
Charlotte non considerava impossibile l'esistenza su questa terra di una passione duratura. Jane
Eyre non si accontenta di nulla di pi e nulla di meno di un Rochester trasformato. Lui  l'uomo da
educare. Anche se rimane accecato nell'incendio che uccide la moglie, pu imparare a "vedere" la sua
vera compagna415, che non  destinata a vivere alle sue dipendenze piena di gratitudine, ma da sua
pari. Rochester esce dall'oscurit, ed  perlopi una creazione al buio. Il suo aspetto  sgradevole o
meno   irrilevante perch ci che Jane coglie  la promessa che lui possa conoscerla. Tale conoscenza
 in una certa misura ostacolata dal suo atteggiamento da sultano (l'errata forma di autoritarismo che
presuppone che sia lui a pensare per lei, costringendola nella trappola di una falsa unione). Rochester
deve imparare a vedere il diritto di Jane a una propria integrit: questa "visione" costituisce un trionfo,
non una sconfitta. Farsi beffe di Rochester in quanto sogno impossibile significa interpretare in modo
errato Charlotte Bront, che era una riformista. Laddove Emily sfocia nell'"infinito", Charlotte si rivela
pi vicina ai contemporanei come Dickens e la signora Gaskell, che mirano a una societ migliore
attraverso personaggi riformati. Rochester non  concepito per rappresentare l'uomo del diciannovesimo secolo,
ma quello che un uomo sarebbe potuto divenire.
Charlotte Bront neg ogni identificazione con Jane, ad eccezione del loro comune aspetto
ordinario. Era, nei confronti della societ vittoriana, un atteggiamento prudente, volto a preservare il
proprio distacco da quella voce fin troppo appassionata. In effetti, l'autrice non aveva n la rabbia
palese n l'incrollabile forza d'animo della sua eroina. Ma la storia di Jane rappresenta un parallelo
esemplare, che porta alla luce la struttura profonda della vita della stessa Charlotte. Il sottotitolo,
Un'autobiografia,  veritiero, non perch, come nel caso di Il professore, attinge a eventi realmente
accaduti nella vita dell'autrice, ma per le polarit attive in Jane Eyre: l'opposta tensione verso il
pellegrinaggio e verso la passione, il gelo e il fuoco, la morsa d'acciaio del controllo razionale e
l'anarchico abbandono che Charlotte aveva conosciuto sulla scia di Branwell. L'azione del racconto 
a volte innaturale, comment un recensore, ma la passione  sempre sincera416. 
un'autobiografia, scrisse George Henry Lewes sulle pagine del Fraser's Magazine, non, forse, nei
nudi fatti e nelle circostanze, ma nelle sofferenze in quanto tali e nelle esperienze417.
L'autobiografia  un tentativo di estrarre una forma e un senso dalla vita vissuta. Le lettere di
Charlotte indirizzate a Ellen e a Monsieur insistono sull'atrofia che caratterizz la sua esistenza a
Haworth, sulla perdita del suo matre e sulla disperazione imposta dal non far nulla tra i trenta e i
trentuno anni. A Ellen confida, inoltre, l'impossibilit del matrimonio: gli unici uomini che incontrava
nel West Yorkshire erano parroci dalle vedute limitate o cinici avventurieri, come il fratello di Mary,
Joe, interessato al bell'aspetto e alle disponibilit economiche della futura sposa. Nessuno degli inglesi
che incontr in vita avrebbe mai concepito di conoscere una donna nei termini in cui lei desiderava
essere conosciuta, n sarebbe mai stato in grado di pronunciare le parole liberatorie che Rochester
rivolge a Jane: Un giorno imparerete, credo, a essere naturale con me, cos come io trovo impossibile
essere convenzionale con voi418.
Sarebbe pi facile dilungarsi sulla futilit o la tristezza, ma questo non renderebbe giustizia
all'imperativo di Currer Bell: la volont di dare alla vita un significato. Jane Eyre narra solo quei
travagli capaci di portare a una conquista. La perdita di Maria, raccontata attraverso la figura di Helen
Burns,  una tappa formativa nel corso di un pellegrinaggio. La perdita di Monsieur e la depressione
che ne consegue conducono Jane nelle terre selvagge nei pressi di Whitcross. La conquista che ne
ricava l'eroina  la stessa che fece Charlotte nel periodo successivo a Bruxelles: un'ostinata capacit di
resistere e sopportare, che nel romanzo giunge a un culmine drammatico nel volume finale, quando
Jane deve separarsi da Rochester per andare incontro a un altro destino. La localit di Whitcross trae
ispirazione da una stele di pietra conosciuta come Moscar Cross, situata vicino alla brughiera di
Hallam, nel Derbyshire, un luogo che Charlotte probabilmente visit nell'estate del 1845, quando, con
Ellen, trascorse le vacanze nel villaggio di Hathersage. La stele stava a indicare il punto in cui la
vecchia strada sulla linea est-ovest, da Sheffield a Manchester, incontrava l'arteria nord-sud dallo
Yorkshire. Ma forse per Charlotte segn anche un momento nel tempo, a un anno e mezzo dalla sua
fuga da Monsieur, quando concep per se stessa un nuovo corso.
In Jane Eyre, Currer Bell  riuscito a trasporre in dramma desideri e principi, cos da parlare a
tutti i lettori, non solo alle donne. Attraverso l'"altro" nascosto419 in ogni donna, scopriamo
l'irriducibile singolarit di ogni membro della nostra specie e, oltre a questo, i dualismi che
attraversano ognuno di noi, i nostri linguaggi plurali che, ancor pi dell'orizzonte a lungo contemplato
da Jane, rimangono spesso al di fuori del nostro campo visuale. Un recensore, William George Clark,
avendo sentito singolari elogi del romanzo, decise di essere un critico severo quanto Croker420. Ma
andando avanti nella lettura, si scord di lodi e critiche: si identific con Jane in tutte le sue traversie,
e finalmente, alle quattro circa del mattino, sposai Rochester. A coinvolgere il lettore, come
riconobbe Lewes,  la voce del libro:  l'anima che parla all'anima,  un discorso che arriva dalle
profondit di uno spirito in lotta, sofferente, che troppo ha sopportato: suspiria de profundis!421.
Charlotte Bront scrisse agli albori di una lunga e mai conclusa epoca in cui le donne sono
chiamate a contestare gli abusi del potere  il potere sessuale, la violenza, il militarismo e i danni che
essi provocano , ma in fondo uomini e donne, osservati da una distanza oggettiva, appartengono alla
stessa specie, condividono gli stessi fondamentali schemi esistenziali. C', potremmo ben chiederci, al
livello della specie, qualcosa in grado di accendere il nostro interesse, e dovremmo andare avanti? Jane,
in quanto sopravvissuta, dotata di un inflessibile coraggio morale, di una ragione al comando della
passione e di una forza che deriva dalla vivacit intellettuale, incarna una resilienza di principio che
tutti possiamo condividere. In quanto orfana, rappresenta tutti coloro che vivono in una qualche forma
di dipendenza e in solitudine, che sono vulnerabili agli abusi  che si tratti degli ignobili abusi
sull'infanzia, sulle classi subalterne, sulle donne, o anche di quella pi subdola forma di abuso indagata
dall'opera di Charlotte Bront nel suo complesso: la negazione dei sentimenti.
Il prepotente John Reed schiaffeggia Jane perch non  disposta a trattarlo con la dovuta
deferenza. Blocklehurst la umilia e riduce alla fame le ragazze di Lowood per piegare la loro forza
d'animo; ma quando Jane si guarda indietro, sono le parole del direttore del collegio  parole
repressive, minacciose, bigotte  ad accendere in lei il risentimento. Jane si sente attratta da Rochester,
nonostante i suoi dubbi trascorsi, il suo ringhiare e la sua tetraggine, perch egli suscita l'opposto di
quella negazione: Non sono stata avvilita e paralizzata, gli dice Jane spiegandogli la ragione del
proprio attaccamento. Non sono stata seppellita insieme a menti inferiori, esclusa anche dal pi
piccolo bagliore di comunione con l'intelligenza, l'energia, la nobilt422.
Al contrario, il signor Brocklehurst e St John Rivers sono le colonne portanti di una struttura
repressiva che nega la possibilit del sentimento a chi  destinato a una posizione sociale subalterna. Il
pericolo di questa prigionia emotiva  lo svuotamento del carattere, ci che temette Anne Bront
trovandosi smorta dopo gli anni trascorsi al servizio dei Robinson, o ci che teme Jane nel momento
in cui il signor Rivers (dicendo Io [...] Io [...] Io) insiste sul matrimonio solo per soddisfare le
proprie ambizioni morali.
Sia Jane che Rochester trascorrono un periodo a contatto con la natura selvaggia: Jane quando
mendica cibo e riparo nei pressi di Whitcross; Rochester quando, cieco,  recluso a Ferndean, dopo
l'incendio che ha distrutto la sua casa. L'autonomia di Jane  messa alla prova in condizioni estreme,
quando  del tutto priva di protezione, soldi, igiene, persino del riserbo, cos prezioso per il suo
orgoglio. Rochester, a sua volta,  spogliato del suo potente aspetto di sultano  il potere che aveva
incantato le donne parassita (Cline, Giacinta e Clara) nel corso del suo licenzioso passato. La sua
liberalit da sultano era stata motivo d'irritazione per Jane: l'avrebbe resa una ridicola bambola. Peggio
ancora, aveva presupposto di pensare al suo posto, progettando un falso matrimonio: Non direi che lui
mi abbia tradito: ma la qualit dell'immacolata verit era sparita dalla sua mente, e dalla sua presenza
ho il dovere di sottrarmi. Eppure, tutto ci che  desiderabile nel potere di Rochester sopravvive a
questa separazione e alle successive ordalie. Ancora rintracciabili al di sotto della sua patina di
amarezza appaiono la sua cultura, i suoi giochi verbali, il suo impegno nei confronti di Jane. Il capitolo
finale, che narra i primi anni di matrimonio della coppia, constata il successo di una compatibilit
duratura: Parliamo, credo, tutto il giorno423.
Questa soluzione del conflitto tra libert e legame  possibile solo quando Jane si  finalmente
epurata da due forme di tirannia. In primo luogo deve liberarsi dalla tirannia dell'eccessivo abbandono:
l'abbandono infantile alla rabbia e l'abbandono pi adulto agli appetiti che portano alla frenesia
nascosta in casa di Rochester, Thornfield Hall424.
Bertha Mason Rochester, la donna pazza rinchiusa al terzo piano,  pi un monito che un
personaggio425: un avvertimento sui rischi della passione irrazionale. In una frase cancellata dal
manoscritto, Jane le si avvicina ammettendo una fondamentale avventatezza nel modo in cui  stata
suscettibile a Rochester durante il loro fidanzamento: Se lui era sottomesso lo ero anch'io  e da
un'influenza insolita e irresistibile426. Ci accade dopo la rivelazione della tentata bigamia, seguita
dalla visita alla moglie folle di Rochester. Jane, sola nella sua stanza, argina lo slancio della passione
attraverso le parole (pesantemente calcate nel manoscritto): Ma ora  io ho pensato427. La sua
affermazione della ragione la separa nettamente dalla follia in cui Rochester continua a essere
implicato. Bertha incarna l'elemento anarchico presente in Rochester, che rimane incontrollato fino a
che la donna non muore. La sua fine tra le fiamme lo lascia segnato e, in una certa misura, invalido. 
suggestivo che a essere compromesso sia Rochester, non Jane. Lui  inoltre segnato da una sfilza di
giudizi errati. Bertha Mason non era mai stata una donna promettente; era ottusa, aveva gli occhi lenti e
fissi, come quelli di suo fratello.
La follia creativa che Charlotte Bront e altre scrittrici  Emily Dickinson, Olive Schreiner,
Virginia Woolf, Sylvia Plath  sperimentarono, in un modo o nell'altro,  differente dalla follia
malvagia di Bertha. La sua violenza  stupida, come quella di un cane da combattimento dai denti
aguzzi. Agli occhi di Charlotte Bront, Bertha  la causa della propria disgrazia, non il marito.
Infondere in Bertha un sentimento femminista non  opportuno n costruttivo, se vogliamo attenerci a
quello che c' sulla pagina, valutandolo in relazione alla sua epoca e al suo luogo. Parte della
grandezza di Charlotte Bront risiede nel suo rifiuto di semplificare la verit riducendola all'evidenza.
Le donne non sono semplicemente vittime; hanno, dentro di s, la facolt di fare conquiste, persino
nelle condizioni pi oppressive.  questo ci che Charlotte voleva mostrare.
Bertha non deve essere accostata alle donne intraprendenti e ambiziose, piuttosto al prototipo di
donna appariscente che Charlotte disprezzava: le ricche, ottuse, insensibili belt. Gli uomini le
inseguono, abiurano la loro migliore natura in favore della lussuria e della cupidigia, cos come
Rochester ha umiliato se stesso nel corso della sua unione con Bertha. Rappresenta una minaccia in
quanto  un retaggio dei pericoli insiti nella natura di Rochester, nascosti e a lungo ignorati da Jane, che
si trova in balia di un uomo abituato alla bassezza, capace di trattare una successione di corpi come un
piacevole passatempo. Ecco cosa significa Bertha in quanto compagna di Rochester:  una parte di lui
che potrebbe rimanere invisibile ma che continua a esistere. Rochester oscilla tra la passione corrotta e
la passione che ha conosciuto con Jane, un sentimento capace di redimerlo e guarirlo perch (lo capisce
leggendolo sul volto di Jane) ha il dono della razionalit.
Rochester occupa una posizione ambigua. In parte rappresenta l'uomo della tradizione che
costruisce idealmente "la donna" quale suo opposto e alieno, un "altro" difettoso da tenere confinato
per poter vivere in modo autonomo. Relegare Bertha in un'area separata della casa equivale a rigettare
una parte di s, il desiderio bestiale e la rabbia, che sfoga solo al di fuori di quei confini domestici su
cui deve vigilare con la massima cautela  senza successo, dato che Bertha tende a romperli e a
invadere la camera da letto del marito con folli intenzioni incendiarie. Eppure, allo stesso tempo,
Rochester  un uomo capace di imparare a prendersi cura dell'"altro" nelle sembianze di Jane, che
arriva a riconoscere come la parte migliore di s.  capace di promuovere un'autentica conoscenza di
questo "spirito" alieno. Sicuro della propria virilit, sa ammettere l'"altro" nella sua sfera intima, ma
riesce a farlo solo grazie a un amore che limita la sua tendenza a usare la forza e scadere nella lussuria.
La tirannia della licenziosit non  pi pericolosa della tirannia dell'autocontrollo, della
negazione del sentimento che il signor Brocklehurst e St John Rivers cercano di imporre attraverso la
loro interpretazione della religione. Soccombere a Rivers e ai suoi pretenziosi discorsi sul sacrificio
equivarrebbe per Jane a perdere una met di s. Lei prega in un modo diverso da quello di St John, ma
a suo modo efficace. Cos come ha affermato il suo diritto alla comunione con ci che  luminoso,
energico, elevato, Jane rivendica con Rivers ci che gi Helen Burns aveva praticato: una propria
forma di religione. La vera audacia di questo romanzo non risiede nei momenti di ribellione o di rabbia
di Jane, non nelle trame amorose tra Jane e Rochester, e nemmeno nella sostituzione dell'ipocrisia con
una cristianit pi pura, ma nel fatto che Jane reclami di pensare per s  non solo come donna e
lavoratrice, ma in quanto spirito uguale a ogni altro spirito, e con il medesimo diritto a esistere e a
esperire:
Ho un'anima come voi [dice Jane a Rochester], e un cuore forse pi grande del vostro! [...]
Non vi parlo attraverso le usanze e le convenzioni, neppure attraverso la mia spoglia mortale:  il mio
spirito che si rivolge al vostro spirito; come se entrambi avessimo conosciuto la morte e fossimo ai
piedi di Dio, noi due, uguali... come siamo!.428
Nel corso delle sue esperienze, Jane fa la conoscenza di due estremi opposti: una vita caotica e
ricolma di rabbia e una vita di ordine e disciplina.  qui che Charlotte Bront ha dato forma e sostanza
all'intima stravaganza della propria vita, scissa tra le rivendicazioni dell'io e quelle della societ.  qui
che risiede il conflitto interiore che Virginia Woolf ha percepito in Currer Bell e George Eliot  e,
presumibilmente, in se stessa, "notte e giorno". Fino a che punto Charlotte Bront abbia risolto il suo
conflitto interiore resta da stabilire; ma, tra il 1846 e il 1847, Currer Bell segn la strada per la sua
risoluzione seguendo Jane Eyre nelle sue tappe dal repressivo collegio di Lowood alla tempestosa
Thornfield, e poi da Thornfield allo spoglio banco di prova di Whitcross, fino alla sistemazione
conclusiva nel fertile paesaggio di Ferndean, dove la derelitta magione abitata da un Rochester ormai
compromesso pu essere restaurata. Nel corso delle sue peregrinazioni, Jane impara a proteggere se
stessa sia dai bollenti eccessi passionali sia da quelli della gelida autodisciplina. Questi estremi
vengono incarnati da due uomini: Rochester, che offre la passione senza matrimonio, e Rivers, che
offre un matrimonio privo di passione.
Mentre Jane passa da un luogo all'altro, il disegno della sua vita prende forma. Oscilla tra il
pericolo della passione e quello dell'astensione. Gateshead, il punto da cui prendono avvio i suoi
viaggi,  un luogo di violenza fisica, celata da una patina di raffinatezza borghese. Il compiaciuto John
Reed offende Jane. Il rabbioso ardore con cui Jane reagisce porta a ulteriori violenze quando viene
rinchiusa nella Stanza Rossa. Qui la sua furia esplode, e macabre paure riducono la piccola
all'insensibilit.
Lowood funge da contrappeso. Il clima  rigido, un freddo raggelante. L'unico caminetto
acceso  circondato dalle ragazze pi alte e corpulente, cos che le pi piccole sono tagliate fuori da
ogni fonte di calore. L'acqua delle bacinelle, al mattino,  gelida; di conseguenza Helen viene fustigata
per non essersi pulita le unghie. Helen, signorina Temple: i loro nomi evocano la classicit. Helen sta
leggendo un'opera neoclassica, Rasselas, un dialogo razionale sulla vanit dei desideri umani, portato
avanti con calmo autocontrollo.  da Helen e dalla signorina Temple che Jane impara a riconoscere
l'importanza di una condotta sociale dignitosa e la virt dell'umilt, della povert, del lavoro e del
sacrificio. Nel momento in cui lascia Lowood, otto anni pi tardi, Jane  un'altra persona: Mi ero
votata al dovere e all'ordine [...]. Agli occhi altrui, apparivo disciplinata e quieta429.
La disciplina  una risposta alla rabbia inutile. La grazia del decoro si rivela essenziale per i
progressi di Jane nella sfera pubblica. A Lowood impara il francese e le altre materie che le daranno gli
strumenti per guadagnarsi da vivere e mantenersi. In breve, Lowood ha dato i suoi frutti, e, in
definitiva, non  il dolore che conta, ma le conquiste  se possono essere distillate e applicate. Jane
deve a Lowood il fatto di potersi mantenere con dignit nel momento in cui si attiene  com' suo
dovere, se ci tiene a sopravvivere  alle vacue norme della sua epoca: l'artificio delle bambole esangui,
Adle e Blanche; il narcisismo della vanitosa Georgiana Reed; lo snobismo mercenario della zia Reed e
di Lady Ingram, cieche nei confronti della ragazza che si sta formando negli unici spazi a sua
disposizione, la sedia accanto alla finestra e l'angolo pi remoto e in penombra del salotto. Blanche
Ingram, appariscente e vistosa, incarna il gusto dell'epoca e occupa il centro della scena con i suoi
gingilli  i boccoli, i ninnoli, le sue inappuntabili doti femminili , mentre Jane, un'eroina del futuro
ancora misconosciuta, si allontana sullo sfondo. Rochester la segue e le ordina di rimanere. Impedendo
che una donna genuina sparisca su per le scale, Rochester compie un gesto che sembra trascendere la
sua epoca e rivolgersi a un tempo a venire. Jane viene richiamata  trascinata in piena luce  perch
solo Rochester ne riconosce l'autenticit. Porla in apparente competizione con Blanche significa
fomentare l'amore di Jane alla crudele maniera di Zamorna, ma anche incitarla a rompere il silenzio
perch faccia la sua famosa dichiarazione sull'uguaglianza delle loro anime.
Jane aveva lasciato Lowood per cercare una nuova servit, ma a Thornfield, priva del
modello della signorina Temple, si ritrova di nuovo nel suo elemento naturale430 e ritorna preda di
bisogni mai sopiti.  esaltata sentendosi dire da Rochester che non  naturalmente austera.
Un'allenata compostezza le ha attutito la voce e irrigidito le membra, ma lui la liberer. Eppure, questo
salvatore  anche il carceriere di sua moglie. Le scene di Thornfield riprendono la storia del dissoluto
Mr B e della sua serva virtuosa, storia che Jane aveva ascoltato da bambina quando Bessie leggeva ad
alta voce le pagine di Pamela431 (1740) di Richardson. Ma al di l di questo specifico riferimento, ad
aver influenzato Charlotte  il mondo chiuso in se stesso di tutte le eroine di Richardson: donne
prigioniere o in fuga disperata, timorose di essere abusate sessualmente e combattute tra l'istinto alla
reazione e quello alla conservazione. Le alte fiamme in cui avvampa Thornfield sono il simbolo della
passione nei suoi aspetti erotici e distruttivi. Il fuoco attorno al letto di Rochester mette in guardia dal
suo licenzioso passato, ma verr affrontato da Jane nel momento del salvataggio. Nella misura in cui
tale atto lascia presagire il loro felice futuro, rappresenta una sorta di risposta pratica al futile
abbandono alle emozioni cui si assiste in Cime tempestose, dove la morente Catherine toglie le piume
dal suo cuscino in un gesto di sconforto. Segregata tra le mura domestiche e isolata per via della
gravidanza, rinchiusa nella propria stanza in spirito di rivolta, spalanca le finestre come se potesse
volare con lo spirito verso la brughiera. La selvaggia natura di Catherine vorrebbe raggiungere Peniston
Crag, il rifugio della sua infanzia. Il desiderio di scappare dal soffocante matrimonio con un
gentiluomo affettuoso ma troppo chiuso in se stesso  risvegliato dal bisogno di recuperare quella
natura che la sua anima gemella, Heathcliff, condivide con lei. Perch Heathcliff , in una forma pi
pura rispetto a Catherine, la natura stessa: inebriante e spesso anarchica. In Cime tempestose, la
passione e la societ sono incompatibili; in Jane Eyre, Charlotte Bront ha sfidato quest'opinione, ma
per lungo tempo Rochester rimane una figura senza legge.
A Thornfield Jane deve compiere un percorso difficile  quando prova a contenere il desiderio
che il suo amore sia corrisposto, e pi tardi quando deve affrontare la perversa passione che offusca il
passato di Rochester, rappresentata dalla donna rinchiusa all'ultimo piano o in fuga, con intenzioni
malvagie, nei corridoi della notte. Ci che le fa pi male  il mutare del sentimento che nutre per
Rochester nel momento in cui scopre il suo inganno: Il signor Rochester non era pi per me quello che
era stato; perch non era quale io l'avevo immaginato432. Il dolore pi intenso  la perdita della
fiducia: la perdita di quella verit immediata, persino graffiante, che aveva suscitato l'amore di Jane.
Se a Thornfield  che rappresenta una tentazione pi insidiosa di Gateshead  aveva creduto di
poter vivere di solo sentimento, a Moor House, la residenza di Rivers, deve affrontare l'ultima
tentazione, quella della rinuncia alla carne  in una versione pi sottile rispetto alla Lowood del signor
Brocklehurst. Non ci sono uomini buoni del genere di Brocklehurst433, scrisse Mary dalla Nuova
Zelanda quando ricevette il libro. Ma Charlotte tracciava, invece, una distinzione, per quanto piccola: il
signor Brocklehurst era una colonna nera, Rivers una colonna bianca. In quanto missionario,
Rivers offre un lavoro a Jane, la realizzazione di una parte della sua natura  a discapito, tuttavia, di
quella parte vitale che aveva scoperto a Thornfield.
Alla fine i due amanti, messi alla prova dalle rispettive traversie, si ritrovano nel rifugio di
Ferndean, un luogo ricalcato sulle rovine di Wycoller Hall, in un angolo di mondo remoto e intatto,
attraversato da un torrente e protetto da grandi alberi, situato al capo opposto della brughiera rispetto a
Haworth. Questa nuova unione rischiava di essere un bagno di sentimentalismo, ma entrambi parlano
con tono asciutto, quasi brusco, che segnala inequivocabilmente la loro sicurezza: hanno trovato la
giusta via di mezzo tra passione e autocontrollo.
L'ultimo degli editori a respingere il breve romanzo Il professore fu Smith, Elder & Co., che
scrisse per una lettera incoraggiante in cui suggeriva che un'opera pi voluminosa avrebbe ricevuto
una maggiore attenzione. Tre settimane dopo, il 24 agosto del 1847, Charlotte invi alla casa editrice il
manoscritto di Jane Eyre. L'editore George Smith lo lesse tutto nell'arco della domenica seguente,
annullando una corsa a cavallo, saltando la cena, e rifiutandosi di andare a dormire finch non ebbe
finito il libro. Il luned successivo offr a Currer Bell cento sterline (a cui si aggiungeranno in seguito
vari extra fino ad arrivare a un totale di cinquecento). Sei settimane dopo, il 16 ottobre 1847, l'editore
pubblic il romanzo.
Ci fu un'esplosione di elogi. Gli uomini poco attraenti si davano un'aria alla Rochester434. A
far pi piacere a Charlotte fu il commento di una scrittrice, la signorina Kavanagh, che aveva trovato il
libro suggestivo435. Charlotte descrisse poi il personaggio di un libro della signorina Kavanagh
come poco riuscito, eccetto dove c'era duro lavoro da fare, e avversit contro cui lottare: crescer alla
perfezione [...] nell'ombra. Nelle parole di Charlotte sembra trattarsi di Jane. Di tutti gli scrittori
coevi, il pi ammirato da Charlotte era William Makepeace Thackeray, l'autore di La fiera della
vanit, che scrisse a William Smith Williams, il primo sostenitore di Charlotte alla Smith, Elder:
Avrei preferito non mi avesse inviato Jane Eyre. Mi ha coinvolto al punto che ho perso (o
guadagnato, se vuole) un'intera giornata leggendolo nel momento in cui ero pi indaffarato, quando gli
stampatori aspettavano imploranti una copia da me436.
Un altro scrittore affermato, John Gibson Lockhart (figliastro di Sir Walter Scott, di cui fu il
biografo), scrisse il 29 dicembre 1847: Ho finito le avventure della signorina Jane Eyre, e penso che
sia il personaggio pi intelligente mai scritto da quando Austen ed Edgeworth erano nel loro momento
d'oro. Molto meglio questa sfacciata signorina che cinquanta libri di Trollope e Martineau avvolti in un
copriletto, con cinquanta Dickens e Bulwer a tenergli compagnia437.
L'espressione sfacciata signorina spiega perch il romanzo fu considerato, per i successivi
trent'anni, pericoloso, come scrisse Anne Mozley nella rivista Christian Remembrancer nell'aprile
1853. Mozley si lamentava dell'oltraggio al decoro e non vedeva alcuna [...] piena comprensione
della reale natura femminile. Costui [Currer Bell] non  in grado di apprezzare il fascino che una
quotidianit di semplici doveri e innocenti piaceri esercita su coloro che sono felici di praticarli e di
goderne438. Lady Herschel, in visita alla signora Smith, madre dell'editore, rimase scioccata quando
vide il romanzo in bella mostra nel salone. Non si dovevano forse proteggere le giovani figlie di Smith
dai pericoli del libro? E, stranamente, anche la figlia della signora Gaskell dovette chiedere alla madre
il permesso di leggerlo. Mi dispiace di non averti mai detto che la tua lettura di Jane Eyre non mi
preoccup439, disse alla figlia Marianne la futura biografa di Charlotte nel 1854. La signora Oliphant,
la principale avversaria dell'emancipazione femminile, disse che questo furioso far l'amore altro non
era che una selvaggia dichiarazione dei "Diritti della donna" in un altro senso. Mise in guardia dalla
volgarit e dalla rifinita indelicatezza440 del romanzo. Spesso erano proprio le donne a temere il
romanzo, e se ne servivano per ammonire sui pericoli di un carattere ribelle.
Queste donne erano particolarmente infastidite dalla concezione del desiderio presente nel libro.
Oggi sappiamo che il desiderio attivo nelle donne era considerato un tab per ragioni pi nascoste e
inquietanti del banale moralismo vittoriano. La scissione di Rochester tra moglie e amanti era,
ovviamente, la norma nell'Inghilterra del diciannovesimo secolo, e la paura connessa era senza dubbio la
diffusione delle malattie veneree. Meno nota  l'influente opinione di numerosi medici e ciarlatani che,
dal XVII fino agli inizi del XX secolo, misero gli uomini in guardia sostenendo che una donna aveva
pi probabilit di trasmettere certe malattie quanto pi si avvicinava all'orgasmo441. Questa credenza
plasm un segreto atteggiamento maschile, durato per varie epoche, che vedeva nell'eccitazione della
donna il segno della malattia. Tale tab potrebbe spiegare i due pesi e le due misure applicati dai
recensori di Jane Eyre, quanto mai ansiosi di determinare il sesso dell'autore: la North British
Review sostenne che se Jane Eyre fosse l'opera di una donna, si tratterebbe di una donna asessuata,
e l'Economist elogi il libro se scritto da un uomo e lo dichiar detestabile442 se scritto da una
donna. Queste erano senza dubbio le recensioni pi dolorose per l'autrice: A certi critici mi
piacerebbe rispondere: "Per voi io non sono n un uomo n una donna  mi presento a voi solo come
autore.  il solo criterio in base al quale avete il diritto di giudicarmi  il solo terreno su cui accetto il
vostro giudizio.
Verso la met del XX secolo era comune leggere Jane Eyre come un'espressione
dell'antagonismo di genere, e individuare nella cecit di Rochester una forma di evirazione443. Tali
lettori erano i discendenti di quei primi recensori che avevano frainteso il desiderio di esperienze di
Jane per una minaccia femminista. Mary Taylor scrisse a Charlotte: Sei molto diversa da me, non hai
alcuna dottrina da predicare. Era sorpresa, lo riconobbe, di trovare Jane Eyre cos perfetto come
opera d'arte444. Questa separazione della dottrina e dell'arte  troppo rigida. Charlotte,  vero, non
era una femminista polemica. Allo stesso tempo, non aboliva l'ideologia: la stava estendendo
dall'arena dei diritti pubblici alla pi complessa, segreta, perfino protetta dal tab, arena del sentimento
privato  quello spazio mentale in cui, come intu Mill, le donne erano ridotte in una schiavit pi
insidiosa e profonda di quella determinata dai pi palesi limiti imposti al lavoro, alla propriet e al voto
femminile. Questa forma di emancipazione  tuttora a venire; Jane preannuncia un futuro che noi
abbiamo la possibilit di realizzare. Forse non  una predicatrice, ma  in qualche misura simile a un
profeta.
Il romanzo  profetico nella ricerca d'indipendenza di Jane, e sopra ogni cosa nella sua
rivendicazione del diritto ad avere sentimenti propri. Jane giunge, alla fine, all'unione domestica
approvata dalla societ, ma nel percorso si  rifiutata di fare violenza alla propria natura. Jane Eyre  la
trionfante affermazione dell'inviolabilit dell'anima individuale.
...
.
...
Note al capitolo 5.
...
.
...
354 HM racconta questo aneddoto nel suo necrologio per CB, The Daily News, aprile 1885;
ripreso in The Bronts: The Critical Heritage, a cura di Miriam Allot, Londra, Routledge, 1974, pp.
301-305.
355 All'immaginazione, in Anne Charlotte Emily Bront, Poesie, Milano, Mondadori, 2004, p.
745.
356 Il manoscritto si trova alla British Library. Vedi The Complete Poems, a cura di Janet
Gezari, Londra, Penguin Classics.
357 CB, "Biographical Notice".
358 AB, pagina di diario, 31 luglio 1845, in CBL, i, pp. 409-411; trad. it. in Lettere, op. cit., p.
83.
359 EB, pagina di diario, 30 luglio 1845, in CBL, i, pp. 407-409; trad. it. in Lettere, cit., p. 82.
360 CB a EN, settembre 1840, in CBL, i, p. 228.
361 A WSW, 4 gennaio 1848, in CBL, ii, p. 3.
362 Lettera a Francis Grundy, ottobre 1845, LFC, ii, pp. 64-65.
363 Frances, scritta nel 1843 circa; trad. it. Poesie, cit., p. 265..
364 Julian M. and A.G. Richelle, in The Complete Poems, a cura di Janet Gezari,
Harmondsworth, Penguin, 1992, pp. 177-181; trad. it. in Poesie, cit., pp. 801-803. Datato il 9 ottobre
1845, questo appunto si trova nel quaderno dei Gondal Poems, e Janet Gezari suggerisce che EB stesse
riportando questa stessa poesia nel momento esatto in cui Charlotte la lesse per la prima volta. Parte di
queste poesie vennero pubblicate poi in Poems (1846).
365 CB a WSW, 21 dicembre 1847, in CBL, I, p. 580.
366 Pagina di diario, 31 luglio 1845, in CBL, I, pp. 409-411; trad. it. in Lettere, cit., p. 83.
367 Ibid.
368 Joseph Nussey mor per una combinazione di alcolismo e tubercolosi nel 1846.
369 PBB a J.B. Leyland, giugno o luglio 1846, LFC, II, p. 99.
370 A WSW, 4 gennaio 1848, LFC, II, p. 173.
371 BPM, Bon 191, LFC, II, p. 30.
372 Jane Eyre: An Autobiography, Add MS 43474-6. Parte del George Smith Memorial
Bequest. La prima pagina  datata 16 marzo 1847.  un manoscritto pulito, a differenza di quello di
Villette.
373 Juliet Baker, note a The Bronts: Selected Poems, a cura di Juliet R.V. Barker, Londra,
Dent, 1985, p. 106.
374 Sh, cap. VII, p. 106.
375 I primi ricordi a questo proposito di CB si trovano in una lettera a WSW del settembre
1848, CBL, II, p. 119.
376 CB, "Biographical Notice"; trad. it. in Emily Bront, Poesie, cit., p. xli.
377 CB a WSW, settembre 1848, CBL, II, p. 119.
378 CB, "Biographical Notice".
379 Ibid.
380 PBB a Francis Grundy, LFC, II, trad. it. in Lettere, cit., p.87.
381 CB, "Biographical Notice"; trad. it. in Poesie, cit., p. xli.
382 Alla signora Rand, 16 maggio 1845, CBL, I, 393.
383 A EN, 10 luglio 1846, BPM. Gr. E: 10, CBL, I, p. 483.
384 CB a EG, 17 novembre 1849?, CBL, II, p. 228.
385 Virginia Woolf, Una stanza tutta per s, Milano, Feltrinelli, 2013, p. 80.
386 The Diary of Virginia Woolf, a cura di Anne Olivier Bell, Londra, Hogarth, 1977, I, p. 259;
trad. it. Virginia Woolf, Diario di una scrittrice, Milano, Mondadori, 1979, p. 30.
387 Si veda Claire Tomalin, The Life and Death of Mary Wollstonecraft, Londra, Weidenfeld &
Nicolson, 1974, pp. 225-226, e William St Clair, The Godwins and the Shelleys, Londra, Faber, 1989,
capitolo 14.
388 Lyndall Gordon, "The Burden of Life", in Poetry Review, n. lxxix, inverno 1989-60, pp.
60-62.
389 "Vanity Fair and Jane Eyre", in Quarterly Review, n. lxxxiv, dicembre 1848, pp.
153-185. Cfr. capitolo I.
390 Winifred Grin, Charlotte Bront: The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967,
p. 327.
391 Life, p. 114; trad. it. in Elizabeth Gaskell, La vita di Charlotte Bront, Milano, La
Tartaruga, 1987, p. 132.
392 CB cita L'italiano (1797) in Sh. Il romanzo pi famoso di Radcliffe, campione di vendite
negli anni Novanta del Settecento, fu The Mysteries of Udolpho (1794); trad. it. I misteri del castello di
Udolfo, Milano, Mondadori, 1998.
393 A EN, 13 settembre 1846. BPM. Bon 189, CBL, I, p. 497.
394 A EN, 29 settembre 1846, CBL, I, p. 500.
395 Lettera di EN a Clement Shorter, 20 ottobre 1895: Charlotte era una miscelatrice di
personaggi, e ne metteva due in uno solo. Brotherton.
396 JE, p. 394. Vedi Grin, CB, cit., p. 303.
397 A WSW, 28 ottobre 1847, CBL, I, p. 553.
398 JE, p.373.
399 Ivi, p. 374.
400 Ibid.
401 A Charles Bray, 11 giugno 1848. The George Eliot Letters, a cura di G.S. Haight, Oxford,
Oxford University Press, 1954, I, p. 268.
402 A WSW, settembre 1848, CBL, II, p. 118.
403 JE, p. 369.
404 Si veda la lettera di CB a un'allieva inglese citata in precedenza, cap. 4.
405 JE, pp. 369-370.
406 Ibid.
407 Ivi, p. 304.
408 Ivi, p. 354.
409 Per queste osservazioni sono in debito con Sally Howgate, per un pregevole saggio su Cime
tempestose scritto mentre studiava al Ruskin College, Oxford.
410 Ivi.
411 CB, "Editor's Preface to the New Edition of WH", Londra, Smith, Elders and Co., 1850.
Appendice alla edizione World's Classics di Wuthering Heights, p. 366; trad. it. in Cime tempestose,
Milano, Mondadori, 2001, pp. XLIII-IV.
412 M.A. Butterfield, The Heatons of Ponden Hall, Stanbury, 1979; Edward Chitham, A Life of
Emily Bront, Oxford, Blackwell, 1987, p. 67; Grin, A Life of Patrick Branwell Bront, Londra,
Nelson, 1961, p. 43; Brother in Shadow, ricerca di Mary Butterfield, a cura di R.J. Duckett, Bradford
Information Service, 1988, pp. 70, 139-145. Quest'ultimo cita Mrs Percival Hayman, The Heatons and
the Bronts, dattiloscritto, marzo 1982. Fonte principale  il dattiloscritto "William Shackleton, Four
Hundred years of a West Yorkshire Moorland Family", 1921, e altri scritti negli archivi degli Heaton,
Keighley Reference Library.
413 Zo Teale, tesi opzionale su EB, Oxford Finals, 1990.
414 Byron, Manfred, Atto II, scena 2, vv. 50 e sgg.; trad. it. di Giorgio Manganelli, Torino,
Einaudi, 2000, p. 19.
415 Sono in debito con Marni Feld per queste considerazioni.
416 Recensione su Atlas, citata nella edizione Clarendon di JE, Appendice V, p. 631.
417 Fraser's Magazine, dicembre 1847, pp. 686-695, riportato in The Bronts: The Critical
Heritage, cit. p. 84. Vedi anche l'edizione Clarendon di JE, Appendice V, p. 630.
418 JE, p. 162, Vedi anche l'immagine che Rochester ha di Jane come un uccello in gabbia che,
se liberato, volerebbe alto come le nuvole.
419 In questo passaggio ho fatto mio il lessico di Julia Kristeva, "Women's Time", in The
Feminist Reader: Essays in Gender and the Politics of Literary Criticism, a cura di Catherine Belsey e
Jane Moor, Londra, Macmillan, 1989, p. 214.
420 Da una recensione a Sh apparsa su Fraser's Magazine, dicembre 1849, p. 692, riportata
in The Bronts: The Critical Heritage, cit. p. 152. Citato in Kathleen Tillotson, Novels of the
Eighteen-Forties, Oxford University Press, 1954, pp. 19-20. Croker fu un critico velenoso, in
particolare nei confronti di Keats, durante il periodo Romantico.
421 Fraser's Magazine, cit.
422 JE, p. 295.
423 Ivi, p. 533.
424 Ispirata alla vecchia dimora di EN, The Rydings, nei pressi di Birstall, e alla residenza della
famiglia Eyre a North Lees, che CB visit durante il suo soggiorno nel Derbyshire nel 1845. Un'altra
possibile fonte di ispirazione  Norton Conyers, dove, secondo la leggenda, una donna folle era stata
rinchiusa nella soffitta: si trattava di una vecchia abitazione che Charlotte potrebbe aver visitato quando
accompagn i suoi datori di lavoro, i Sidgwick, a Swarcliffe, nell'Harrogate orientale.
425 Per la lettura della moglie folle come alter ego di Jane, vedi Sandra M. Gilbert e Susan
Gubar, The Madwoman in the Attic, New Haven e Londra, Yale University Press, 1979, p. 348: Jane
sente prima la follia di Bertha, la moglie nascosta di Rochrster, nel senso di un suo personale segreto.
426 BL, Add MS 43475, II, p. 466.
427 Ivi, p. 501.
428 JE, p. 296.
429 Ivi, p. 96.
430 Ibid.
431 Tillotson, op. cit., p. 149.
432 JE, p. 348.
433 MT a CB, giugno-24 luglio 1848. Stevens, MT, p. 74.
434 Riportato in un giornale, CB accluse questo articolo senza firma, pubblicato durante il suo
soggiorno a Londra nel giugno del 1850, in una lettera a EN (15 luglio 1850). CBL, II, p. 425.
435 CB a WSW, 22 gennaio 1848. BPM. Bon 196. CBL, ii, p. 17. La recensione di Miss
Kavanagh comparve sul Morning Herald.
436 WMT a WSW, 23 ottobre 1847, LFC, II, p. 149.
437 LFC, II, p. 169.
438 The Bronts: The Critical Heritage, cit., pp. 202-208.
439 EGL, 198a: p. 860.
440 Blackwood's Magazine, maggio 1855, riportato in The Bronts: The Critical Heritage,
cit., pp. 312-313.
441 Richard Davenport-Hines, "Necessary Precautions", in Nature, 21 febbraio 1991, p. 661.
Per queste considerazioni sono in debito con Siamon Gordon.
442 Citato da CB in una missiva a WSW, 16 agosto 1849, LFC, iii, p. 11.
443 Ho appreso per la prima volta di questa visione nelle lezioni alla Columbia University, alla
fine degli anni Sessanta. Deriva da Richard Chase, "The Bronts, or Myth Domesticated", in Forms of
Modern Fiction: Essays Collected in Honor of Joseph Warren Beach, a cura di William Van
O'Connor, University of Minneapolis, 1948, pp. 102-119; riportato nella Norton Critical Edition di JE,
1971, p. 467: Le ferite di Rochester sono, dovrei pensare, una castrazione simbolica.
444 MT a CB, giugno 24 luglio 1848, Berg. Stevens, MT, p. 74.
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Capitolo 6. Camminare invisibile.
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 una scrittura femminile, ma a chi appartiene?445. Una settimana dopo la pubblicazione di
Jane Eyre, avvenuta il 16 ottobre 1847, Thackeray si interrogava sull'identit di Currer Bell. E come
lui, tutti coloro che avevano letto il romanzo.
All'inizio del 1848, Jane Eyre aveva raggiunto lo Yorkshire. Charlotte, sicura della sua
copertura, sent per caso il commento di un chierico del luogo446.
Perch, esclamava l'uomo, hanno ripreso la scuola di Cowan Bridge, e il signor Carus
Wilson, dico io! E la signorina Anna Evans [la signorina Temple di Jane Eyre]447. I ritratti sono
fedeli, e Carus Wilson meritava quella punizione.
Charlotte raccont l'accaduto a William Smith Williams, il suo contatto alla casa editrice
Smith, Elder. Non ha riconosciuto Currer Bell, disse compiaciuta, che autore sarebbe senza il
vantaggio di poter camminare invisibile per le strade?.
Ora che Jane Eyre circolava vicino casa, Emily e Anne insistettero perch Charlotte rivelasse al
padre la propria identit di autrice. Tre mesi dopo la pubblicazione, lei si avventur a disturbarlo nel
suo studio.
Pap, ho scritto un libro.
Ah s, cara?, rispose lui continuando a leggere.
Pap, per voglio che tu lo veda.
Non ho tempo di leggere un manoscritto.
Ma  stampato.
Spero che non ti sia impegnata in qualche spesa inopportuna.
Credo che ci guadagner dei soldi. Posso leggerti alcune recensioni?448.
Le lesse al padre, poi gli chiese, ancora una volta, se volesse vedere il libro.
Lui rispose che poteva lasciarlo nello studio, ci avrebbe pensato.
Quello stesso giorno invi alle figlie un insolito invito per il t, e verso la fine del pasto disse:
Bambine, Charlotte ha scritto un libro  e credo sia migliore di quanto mi aspettassi.
Perch si aspettava cos poco? Non aveva consapevolezza del talento delle figlie? Non osarono
parlargli dei romanzi, poco apprezzati, di Emily e Anne, pubblicati due mesi dopo quello di Charlotte.
Forse non seppe nulla delle loro pubblicazioni fino all'autunno del 1850, quando Sir William Smith
Williams propose una nuova edizione di Cime tempestose e di Agnes Grey a cura di Charlotte: per lei
fu l'occasione per dare al padre la notizia che in famiglia c'erano altre scrittrici. Questa indifferenza per
le doti intellettuali delle figlie  il retroscena domestico in cui Charlotte concep la figura del reverendo
Helstone, un formidabile detrattore delle donne in Shirley, il suo successivo romanzo, che solleva la
questione femminile.
Ai suoi editori rimaneva sconosciuta. Entrare finalmente a far parte della vita della metropoli
era stato a lungo il suo sogno449, eppure lo rinvi. Rifiut di presenziare a un adattamento teatrale di
Jane Eyre portato in scena nel febbraio del 1848: Non  nelle mie facolt, rispose. Mentre la sua
fama cresceva e Jane Eyre vedeva una seconda e poi una terza edizione, disse a mo' di scusa che
ancora le restava tanto lavoro da fare prima di potersi concedere un magnifico premio come una
visita a Londra.
Sapeva bene che l'ingresso in societ l'avrebbe distolta dall'occupazione principale della sua
vita: scrivere. Il suo era un approccio pragmatico, non un gesto di solitudine romantica. Smaniosa,
come aveva ammesso di essere, del fermento della vita pubblica nel mondo al di l delle brughiere,
persever nel suo isolamento; in parte perch aveva intenzione di iniziare un nuovo romanzo, in parte
perch l'esposizione rappresentava una sfida per la quale non si sentiva ancora pronta. Nel frattempo,
strinse il legame con i suoi editori attraverso una fitta corrispondenza. Ogni lettera dava prova del suo
carattere, del suo gusto, dei suoi valori: prese una posizione critica nei confronti dei moti rivoluzionari
del 1848 in Francia; espresse ammirazione per le qualit della sopportazione e del duro lavoro e
apprezzamento per La fiera della vanit (che giunse in quel momento all'ultima uscita), per Pittori
moderni di Ruskin e per le lettere del saggista Charles Lamb (1775-1834). Era sempre pi costernata
per i crescenti disturbi di Branwell, perci rimase colpita dalla scelta di Lamb di vivere con una sorella
che soffriva di periodiche crisi di follia. Non esit a ignorare i biglietti di meri scrivani, come George
Henry Lewes. In questo modo, prima di esporre all'inevitabile giudizio pubblico la sua bocca un po'
storta e la sua scarna figura, decise lei in che termini farsi conoscere. Per un po' tenne in vita
l'incorporeo Currer Bell, che adoperava la sua voce maschile con sicurezza e confidenza, tanto che
disse: Ce ne vuole per abbattermi450.
Solo all'inizio del luglio 1848 Charlotte, accompagnata da Anne, si avventur a Londra.
Soggiornarono alla Chapter Coffee House in Paternoster Row, una pensione rivestita di pannelli di
legno e dai bassi soffitti che nel XVIII secolo era stata un luogo di ritrovo per Samuel Johnson, Thomas
Chatterton e Oliver Goldsmith, e poi la base di accademici e prelati di passaggio a Londra. Anche il
signor Bront aveva soggiornato l trent'anni prima, ma il luogo non era considerato adatto a delle
signore451. Qui, nel febbraio 1842, Charlotte (accompagnata dal padre, Emily, Mary e Joe Taylor)
aveva atteso la nave postale diretta in Belgio. Al primo piano, in una misera stanza spersa nel labirinto
di corridoi, aveva udito a mezzanotte i rintocchi della grande campana della chiesa di St Paul, carichi
di flemma e forza colossale! Dalla piccola stretta finestra di quella camera vidi per la prima volta la
cupola balenare, attraverso la foschia di Londra452. In quei tre giorni erano saliti sulla cupola e
avevano contemplato la distesa della citt, il fiume, i ponti, le chiese, e Charlotte aveva ammirato
quanti pi dipinti possibile prima di salpare dal molo del Ponte di Londra453. Di nuovo nella capitale,
sei anni e mezzo dopo, in una mattina d'estate del 1848, Charlotte e Anne fecero la loro celebre quanto
inaspettata visita alla Smith, Elder & Co.
La prima preoccupazione fu quella di fare chiarezza sulle loro identit. Nel giugno del 1848
Anne aveva pubblicato Il segreto della signora in nero, un romanzo in cui  nonostante il tentativo di
dissuasione di Charlotte  aveva tracciato un eloquente ritratto dell'alcolismo e della perdita di senno
del fratello. Come disse Charlotte: Era stata a lungo costretta ad assistere, a distanza ravvicinata, ai
terribili effetti dello spreco di talento e dell'abuso delle proprie facolt [...] Quello che vide si deposit
in profondit nella sua mente [...]. Credeva fosse suo dovere riprodurne ogni dettaglio [...]. Doveva
essere onesta, non doveva edulcorare, ammorbidire o nascondere454. Il romanzo racconta la vita di un
uomo con simili problemi e di sua moglie, le cui segrete sofferenze sono esacerbate da leggi che non le
garantiscono alcun diritto, nemmeno quello sul proprio figlio. Quando incontriamo Helen Huntingdon,
lei ha appena lasciato il marito e vive, calma e determinata, sotto mentite spoglie a Wildfell Hall: gli
orrori del suo matrimonio vengono raccontati in un lungo flashback attraverso il diario che presta a
Gilbert Markham, il quale diventa suo amico, si innamora di lei e alla fine, dopo la morte del marito, la
sposa. Il dettagliato resoconto di quanto provato da una donna di sani principi morali costretta a
convivere con un uomo diabolico e la contestazione della debole posizione legale delle donne sposate
(un problema di cui il parlamento non si sarebbe occupato fino agli anni Cinquanta dell'Ottocento)
assicurarono al romanzo un immediato succs de scandale, nonostante  o forse grazie a  critiche
molto severe. Divenne il libro pi richiesto dopo Jane Eyre.
Proprio quando tutto lasciava pensare che sarebbe diventato un bestseller, lo spregiudicato
signor Newby, editore di Ellis e Acton Bell, dichiar pubblicamente che Acton era l'autore di Jane
Eyre, e cerc di vendere Il segreto della signora in nero all'azienda americana Harper Brothers
spacciandolo per il nuovo romanzo di Currer Bell. In altre parole, stava sostenendo che i tre Bell
scrittori fossero in realt un'unica persona. George Smith, che aspettava da Currer Bell la consegna di
una nuova opera, gli scrisse per sapere se fosse o meno l'autore di Il segreto.
Indignate per l'inganno di Newby, Charlotte e Anne avevano camminato per quattro miglia
sotto una tempesta, superato file di casette di pietra sovrastate da fabbriche, fino a raggiungere la
stazione di Keighley. Da l, avevano poi turbinato fino a Londra col treno notturno in partenza da
Leeds. Arrivarono alla Chapter Coffee House (non sapevano dove altro andare) alle otto del mattino
circa, si lavarono, fecero colazione e uscirono per andare a rivelare la loro identit con dentro una
strana eccitazione455. Erano determinate a smascherare Newby una volta per tutte con una prova
tangibile e inconfutabile. Ellis Bell aveva preferito rimanere a Haworth, cos furono due Bell, non tre, a
presentarsi con i loro abiti cuciti a mano e il volto pallido e affaticato al numero 65 di Cornhill, la sede
della casa editrice.
Al momento del loro arrivo, George Murray Smith era preso da una corrispondenza con l'India.
Si mostr sorpreso dalla visita di due signore che non avevano voluto dire i loro nomi. Come avrebbe
potuto mettere in relazione l'impeto di Jane Eyre e i monolitici giudizi delle lettere di Bell con quella
trentaduenne timorosa e minuta, piuttosto insolita nel suo stile fuori moda, che osservava attraverso le
lenti degli occhiali l'uomo alto e raffinato uscito dal suo ufficio per saperne di pi?
Ha chiesto di vedermi, signora?, domand educatamente.
Lei  il signor Smith?.
S, sono io.
Senza aggiungere altro, gli porse la lettera che lui stesso aveva scritto a Currer Bell. L'uomo la
guard, poi guard lei, poi di nuovo la lettera, poi ancora lei.
Dove l'ha presa?, le chiese bruscamente.
All'ufficio postale. Era indirizzata a me. Charlotte scoppi improvvisamente a ridere di
fronte all'espressione confusa dell'uomo. Era il suo momento. Siamo tre sorelle, esclam,
dimenticando, mentre compiva il salto nella sfera pubblica, che Ellis Bell aveva rifiutato di prendere
parte a quella rivelazione456.
In tutta fretta, il signor Smith chiam William Smith Williams457, un uomo mite e un po' curvo
di quarantasette anni, che strinse a lungo la mano delle Bront senza proferire parola. Comprese meglio
del suo datore di lavoro il loro desiderio di segretezza. Il signor Smith, concitato, faceva gi piani:
Dovete permettermi di presentarvi a mia madre e alle mie sorelle. Quanto vi fermate a Londra?
Dovete sfruttare al meglio il vostro tempo in citt. Stasera non potete non andare all'opera italiana, e
dovete vedere la mostra [alla Royal Academy]. Il signor Thackeray sarebbe felice di incontrarvi. Se il
signor Lewes sapesse che "Currer Bell"  in citt! Gli andrebbe tenuta a freno la lingua. Li inviter
entrambi a cena a casa mia.
Charlotte lo interruppe, dicendo con aria grave che lei e sua sorella avevano la ferma intenzione
di preservare il proprio anonimato: Ci siamo rivelate soltanto al mio editore. Per il resto del mondo
dobbiamo restare "gentiluomini", come  stato finora.
Il signor Smith sulle prime non si arrese a questo cauto piano. Propose di portarle in incognito a
un party letterario, le avrebbe presentate come cugine venute dalla provincia.
In seguito Charlotte raccont a Mary che il desiderio di vedere dal vivo alcuni dei personaggi di
cui parlava l'editore si accese con forza dentro di me  ma quando scoprii, facendo ulteriori domande,
che il signor Smith non poteva spingersi a invitare uomini del calibro di Thackeray con cos poco
preavviso e senza dargli un indizio di chi avrebbero incontrato, rifiutai anche questo  ebbi la
sensazione che sarebbe finito con una sorta di nostra messa in mostra  qualcosa che ho sempre voluto
evitare.
La rapida fama conquistata da Currer Bell, le speculazioni sull'identit dello scrittore, la
segretezza, il rinvio della visita a Londra, le modeste signore di campagna che apparivano dal nulla e
chiedevano del capo senza nemmeno spiegare cosa volessero: erano tutti ingredienti teatrali. Eppure, il
loro debutto in pubblico coesisteva con una scena che rimase in ombra. In privato, Charlotte e Anne
non rivelarono affatto se stesse.
Mostrarono soltanto la loro immagine pubblica, l'immagine a lungo provata delle governanti:
Charlotte, ritrosa e guardinga; Anne, quieta e silenziosa. In questo senso, rimasero oscure quanto
prima. Il resoconto di questo incontro, che ha appassionato i lettori per oltre un secolo e mezzo,  dato
solo da ci che George Smith ebbe modo di vedere, affiancato dalla versione comica offerta da
Charlotte (in una lettera a Mary) di ci che egli vide .
George Smith aveva una carnagione olivastra, basette scure e curate e occhi ugualmente scuri e
sinceri, rapidi nel passare da un volto all'altro, ma piacevolmente allegri. Era un uomo energico e
loquace  l'unico a parlare quando le sorelle Bront si sedettero di fronte a lui. Quello che lui stesso
definiva uno spirito malizioso lo aveva portato, da ragazzo, a entrare nella Row Society della
Blackheath School, dove il suo obiettivo era stato quello di provocare quanti pi disordini e liti gli
fosse possibile. Era stato espulso dalla scuola ed era entrato abbastanza presto nella casa editrice di
propriet del padre. L, sebbene sicuro delle proprie capacit di uomo d'affari, era roso da un tormento:
l'intima convinzione che sarebbe potuto diventare uno studioso, rafforzata in seguito, nel corso della
vita, dai profondi legami di amicizia che strinse con numerosi scrittori. Nei due volumi della sua
biografia, Recollections of a Long and Busy Life, torna su queste relazioni descrivendole come i tratti
pi felici e caratteristici della mia esperienza professionale458. Soffriva di un'insicurezza
costituzionale di fronte a uomini di mondo come Thackeray, ma era tutt'altro che timido con le autrici
donne, che, incerte per via della loro posizione pubblica, gli lasciavano corda per i suoi entusiasti
incoraggiamenti.
Il padre di George Smith era stato uno scozzese integerrimo  troppo poco attento alle cose
materiali, lascia intendere il figlio, per avere successo negli affari. Dopo un periodo con John Murray,
nel 1816 George Smith padre mise in piedi un'attivit di rivendita di libri e articoli di cancelleria. Il suo
socio, il signor Elder, che si lanci nell'editoria nel 1819, era discontinuo nei suoi sforzi e dotato di
scarso giudizio: non appena aveva successo con un libro si metteva a pubblicare qualunque cosa gli
venisse proposta, strategia che ovviamente dava luogo a una marea di disastri; poi, per un po', non
pubblicava pi nulla. Il giovane George era smanioso di dedicarsi all'editoria e, prima di compiere
vent'anni, persuase il padre a dargli 1.500 sterline per vedere di cosa sarebbe stato capace. Poco dopo,
nel 1844, il padre si ammal (mor nel 1846) e il signor Elder si ritir dalla societ. Quindi, appena
ventenne, George Smith si ritrov a capo dell'azienda, con madre, fratelli e sorelle a carico. Si dedic
al lavoro con zelo, sostenuto dalle costolette di montone e dal t verde sorbito a intervalli regolari, ma
soprattutto da una madre devota, che lo aveva viziato quanto bastava per fare di lui una persona felice e
sicura di s. Da giovane era stato assai gracile, e tuttora non poteva dirsi un uomo vigoroso  ansimava
di frequente , ma, determinato a diventare forte, si era iscritto a un corso di equitazione che, a sua
detta, sortiva l'effetto desiderato. Era tipico del suo ottimismo e della sua indole vedere un problema da
subito in termini di possibili soluzioni, e metterle in pratica all'istante, attendendone il risultato. Se
incappava in valutazioni errate, se le lasciava alle spalle con una certa indifferenza, senza rimuginarci o
colpevolizzarsi troppo. In questo modo non rischiava di sprecare energie, ma non appariva mai molto
motivato  trovava sempre il tempo per una cena o un ballo, ed era deliziato dallo spirito umoristico
che animava il Museum Club, dove impar a superare la timidezza ed esercit la sua attitudine
all'aneddoto. Dunque, un uomo gioviale, socievole, garbato, mai avventato  una persona capace di
sconfiggere le avversit con un sorriso.
L'azienda che aveva ereditato aveva pubblicato un annuario all'epoca in gran voga intitolato
Friendship's Offering, l'Illustrations of the Zoology of South Africa di Sir Andrew Smith, i volumi di
Leigh Hunt, e il Diario di un naturalista giramondo di Darwin (1839). Uno dei primi successi di
George Smith fu la pubblicazione di Pittori moderni di Ruskin (il primo volume usc nel 1843, il
secondo nel 1846); un altro fu Astronomical Observations made at the Cape of Good Hope (1846) di
Sir John Herschel. In questa fase, l'azienda aveva interessi finanziari e gestiva esportazioni a Calcutta,
la principale piazza dove aveva operato un altro socio, Patrick Stewart, il quale nel tempo si era
indebitamente appropriato di circa 30.000 sterline. A George Smith occorsero sette o otto anni di dure
battaglie legali per riuscire a salvare la societ; ma pi in l Charlotte lo avrebbe descritto in Villette
(lui non ebbe alcuna difficolt a riconoscersi) come una sorta di valoroso combattente  un campione
attraente con una pronunciata fossetta sul mento che, agli occhi di lei, era il massimo del fascino
maschile.
Aveva solo ventiquattro anni quando incontr Charlotte Bront, ma gi mostrava la capacit di
giudizio e il senso pratico che l'avrebbero reso l'editore di spicco dell'era vittoriana: Thackeray,
Hawthorne, Elizabeth Gaskell, Matthew Arnold, Ruskin, George Eliot e Browning furono tra i suoi
autori. Nel 1860 fond inoltre la pi avanzata delle riviste letterarie, The Cornhill, inizialmente
diretta da Thackeray, in seguito da Leslie Stephen, che pubblic Hardy e Henry James. Infine, nel
1882, avvi la pubblicazione del Dictionary of National Biography, di cui Leslie Stephen fu primo
curatore.
Diede prova di precoce fiuto accettando, senza alcuna esitazione, di pubblicare Jane Eyre,
l'opera di un autore sconosciuto, e assumendo un lettore raffinato come William Smith Williams, il
solo a scorgere le potenzialit del manoscritto di Il professore. Williams aveva svolto il suo
apprendistato presso gli editori di Coleridge e Keats, Taylor and Hessey (era stato proprio Williams ad
accompagnare Keats al porto quando aveva lasciato l'Inghilterra nel 1820). Ormai sulla mezza et,
Williams, che manteneva un famiglia numerosa  e, a detta di Charlotte, piuttosto cupa  si era ridotto
a lavorare come contabile alla Hullmandel and Walter, l'azienda di litografie che aveva stampato le
illustrazioni del Beagle di Darwin. Nella contabilit il signor Williams era una frana, ma Smith vide in
lui un uomo dal gusto solido (recensiva, soprattutto opere teatrali, per lo Spectator, l'Athenaeum e
altri settimanali), sprecato in un lavoro per cui non era tagliato. Smith ebbe l'intuizione di selezionarlo
come consulente letterario per la sua casa editrice. Williams mantenne quel posto per trent'anni.
La forza di Smith, come disse egli stesso459, era la capacit di valutare le persone, unita al
talento per le decisioni rapide. Possedeva anche il dono di saper ascoltare e di avere la risata facile.
Ma quanto a donne, l'editore era un uomo decisamente vittoriano: aveva un debole per le dolci
bambole con i cappelli piumati460. All'inizio fu colpito dalla desolata mancanza di fascino femminile
di Charlotte; non poteva immaginare che lei non se ne curasse affatto. La testa sembrava troppo grande
rispetto al corpo; aveva begli occhi ma la bocca e l'incarnato rendevano il suo volto nel complesso
poco grazioso. Not che aveva piedi piccoli e ben fatti e la vita troppo sottile, intendendo dire che
il busto era allacciato troppo stretto, o almeno cos pensava. Agli occhi di George Smith, quella donna
appariva pietosa461. Fu questa figura a palesarsi a Cornhill e, a sei miglia di distanza, al numero 4 di
Westbourne Place, nella sala da pranzo degli Smith, oltre che all'elegante rappresentazione di Il
barbiere di Siviglia: una creatura bizzarra, minuta, in un vestito a collo alto dall'aria campagnola 
clownesca462, disse Charlotte a Mary , che saliva il tappeto rosso della scala dell'Opera accanto a
Eliza e Sarah Smith e al loro distinto, affascinante fratello maggiore, in completo da sera e guanti
bianchi, mentre le donne di citt, nei loro splendidi abiti scollati (come noi non ne avremo mai,
comment Charlotte), guardavano le Bront con garbato senso di superiorit indugiando sulla soglia
del palchetto. Era una scena degna di Elizabeth Hastings, che rimane trionfalmente in ombra nello
scintillio della societ.
Ho sorriso dentro, confid Charlotte a Mary, mi sentivo piacevolmente emozionata. Il
giorno dopo fu nuovamente e segretamente divertita quando il signor Smith le and a prendere con sua
madre, donna raffinata e di bell'aspetto, per portarle a cena a casa sua. N la signora Smith n le sue
figlie sapevano chi fossero le due ospiti e, come disse Charlotte, la loro strana perplessit sarebbe stata
ridicola se qualcuno avesse avuto il coraggio di ridere. Venir condotte in una zona della citt nelle cui
oscure strade, dissero, non si erano mai avventurate, e giungere a un vecchia locanda, cupa e dall'aria
strana, per far salire nella loro elegante carrozza una coppia di donne di campagna dall'aspetto bizzarro
e vedere il loro raffinato e affascinante fratello e figlio trattare con ossequioso riguardo queste
insignificanti zitelle deve averle lasciate profondamente interdette.
Come ulteriore copertura, Charlotte insistette che venisse adoperato un nuovo pseudonimo:
George Smith avrebbe dovuto presentare lei e Anne come le signorine Brown. La protezione era
garantita da un'impenetrabile insignificanza e da una muta modestia. Tale immagine si rivel del tutto
convincente, sia per la loro epoca che per la successiva leggenda. In breve, la donna visibile e
l'invisibile autore diventarono, da quel momento, due entit distinte. La passione e il vigore che erano
proprie dell'autore, ma inaccettabili in una donna, furono velate dalla menzogna.
Chiuse nell'anonimato, in soggezione per l'eleganza dell'appartamento degli Smith e della cena
domenicale, le due sorelle si sentirono goffe e a disagio. Nessuna di loro riusc a mangiare, ed entrambe
furono sollevate quando la serata giunse al termine. Cenare a Londra si era rivelato di una noia mortale,
concluse Charlotte.
In questo senso, Charlotte rafforz il suo mascheramento assumendo una posizione
antimetropoli che risaliva agli anni Trenta dell'Ottocento. Questa posizione diffusa trovava origine
nelle Sacre Scritture. Londra era Babilonia o Ninive463, un luogo di scintillante superficialit, di
contaminazione, di inautenticit, al quale Charlotte non avrebbe concesso nulla, davvero nulla, del suo
autentico io. Caroline Vernon, nell'omonima novella scritta da Charlotte, mostra un salutare
sdegno464 per la societ e la attraversa coltivando il segreto senso di superiorit di coloro che sono
cresciuti in un ambiente protetto, che spesso sanno [...] che sarebbe uno svilimento [...] offrire la
propria reale natura e i propri autentici sentimenti anche solo a una rapida occhiata dei convenuti
casualmente riuniti a un ballo. Per molti anni, l'unica conoscenza che Charlotte aeva avuto della
societ era stata quella di un'istitutrice, alla merc dello snobismo di provincia. Alcuni dei momenti per
lei pi penosi avevano avuto luogo nei salotti pieni di volti sconosciuti: In certi momenti, il mio istinto
animale era quello di svanire gradualmente fino a scivolare via, e quando non potevo sopportare oltre
quel senso di [...] solitudine, mi muovevo furtiva, cos felice di trovare un angolo dove poter essere
davvero sola465. In questi angoli aveva concluso che la societ capovolgeva466 la natura. Per i
mondani, la menzogna era verit, la verit menzogna. In tutti i gruppi, in qualsiasi circolo, scientifico,
politico o religioso, le persone erano costrette a mutare la verit in affettazione. Vivendo all'interno di
una cerchia, credo, gli individui devono in qualche misura scrivere, parlare e pensare in funzione di tale
ristretto gruppo.  una necessit tanto essenziale quanto fastidiosa467. Per Charlotte, la propria voce
era tanto pi potente quanto pi si teneva distante dalle mode del momento, per questo era arrivata a
Londra preparata a proteggersi dalle influenze esterne.
Ellis [...] si allontanerebbe presto, disgustato dallo spettacolo468, disse Charlotte. Non
penso che si rispecchi nel credo secondo cui "l'oggetto di studio dell'umanit  l'uomo"469  almeno
non l'uomo artificiale che popola le citt. In rapporto alla metropoli, lei e sua sorella Emily  riteneva
Charlotte  avevano preso strade diverse. Nonostante condividesse il disgusto di Emily e tenesse
in alta considerazione l'autosufficienza propria del genio, sebbene non fosse disponibile a concedere
nulla di s alla grande citt, desiderava qualcosa da essa: l'arte, i teatri, il dibattito pubblico. L'incontro
con le persone sofisticate era una prova da sostenere per avere materiale di cui scrivere. Voleva
guardare in faccia il Lettore con il quale si sentiva in profonda intimit, vedere di persona gli eventi del
suo tempo. Invidiava gli scrittori di citt, Dickens e Thackeray, la facilit con cui avevano accesso alla
"condizione inglese". Lasciandosi alle spalle le questioni personali e assolute di Jane Eyre, imbocc la
strada dell'impegno nelle grandi questioni pubbliche del secolo: le rivolte industriali e la questione
femminile. Il costante rifiuto di Emily di confrontarsi con l'arena pubblica parve a Charlotte pi
coraggioso che concreto. Per tenere la sorella al passo con i discorsi e i gusti dell'epoca, riport da
Londra una copia dell'ultima opera di Tennyson, La principessa (1847). La reazione di Emily ci 
sconosciuta, ma quando pi tardi Charlotte disse alla signora Gaskell di non essere particolarmente
interessata a Tennyson, potrebbe aver ripreso l'opinione della sorella.
Per Charlotte la celebrit  a quanto riferito da Mary  era un passaporto per la societ delle
persone intelligenti470. Ora gli uomini intelligenti scrivevano a Currer Bell. E lei era determinata a
imparare da loro, e su tutti dal suo beniamino, Thackeray (1811-1863), che aveva iniziato a farsi un
nome come scrittore nel corso degli anni Quaranta dell'Ottocento. Alla fine degli anni Trenta era stato,
tra mille difficolt, giornalista e studente d'arte a Londra e Parigi. Agli inizi del decennio successivo
aveva scritto con gli pseudonimi di Michael Angelo Titmarsh e George Savage FitzBoodle 
FitzBoodle era il "curatore" di Le memorie di Barry Lyndon (1844). Nel 1847 il suo romanzo pi
importante, La fiera della vanit, inizi a essere pubblicato in puntate mensili, con illustrazioni dello
stesso autore. Nel biennio 1848-50 seguirono Pendennis e una serie di libri natalizi. Thackeray spese
parole calorose per Jane Eyre: Le scene d'amore mi hanno fatto piangere471, con buona sorpresa del
suo domestico, John, che lo trov in lacrime entrando nella stanza con i carboni per la stufa. Thackeray
afferm che da tempo non leggeva un romanzo inglese cos bello. Quando Charlotte si permise di
dedicare proprio a lui la seconda edizione, Thackeray scrisse in risposta che si trattava del pi grande
omaggio che avesse mai ricevuto nella sua vita. Sulle prime, ebbe la delicatezza di non fare riferimenti
all'imbarazzo che la cosa gli creava; pi in l si prese la briga di spiegare la situazione472: sua moglie,
Isabella, soffriva di patologie mentali dal 1940, in seguito al parto, ed era stata rinchiusa in un ospizio.
La dedica fu all'origine della diceria secondo cui il romanzo di Currer Bell era in realt opera
dell'istitutrice delle due figlie di Thackeray. Ma, a dire il vero, Thackeray aveva ben altri problemi a
cui pensare: dal 1841 era sempre pi legato sentimentalmente a Jane Brookfield, la moglie di un suo
vecchio amico del periodo di Cambridge. Per Charlotte, tuttavia, contava solo il desiderio di imparare
da Thackeray, cos come da ogni altro matre: l'irrefrenabile, urgente necessit di continuare a crescere.
Charlotte aveva invidiato la tranquillit473 della conclusione di La fiera della vanit. In ci
si manifestava ancora una volta il desiderio di tenere a freno la propria irruenza. Annot che La fiera
della vanit scorreva verso un finale che rimaneva tranquillo come una riflessione, tranquillo come un
ricordo. Il genio di Thackeray era al servizio del suo padrone  non divagava in fantasiose svolte
narrative ispirate da un estro selvaggio. Charlotte aveva scritto queste parole dopo che un recensore,
Lewes, aveva criticato il suo romanzo definendolo un melodramma474. Sensibile a tale indicazione,
aveva deciso di votarsi, nel romanzo successivo, al realismo sociale. Al centro della storia ci sarebbero
state le rivolte operaie nel nord dell'Inghilterra. Il suo primo progetto, un libro chiamato John
Henry475, era un tentativo di rielaborare la scena iniziale di Il professore adottando lo stile pi
distaccato di La fiera della vanit. Quest'opera incompiuta si apre con un lungo litigio tra due sposini,
un arrogante costruttore e la moglie svampita. Nessuno dei due, ci viene detto da una satirica voce
narrante, riuscir a guadagnarsi un briciolo della nostra simpatia. Si stanno incamminando nella vita
coniugale con un ben assortito desiderio di ricchezza e potere. Tali mire sono silenziosamente sfidate
dall'arrivo di un fratello povero e migliore, come Crimsworth, ovvero il John Henry del titolo.
Arrivata al terzo capitolo, Charlotte mise da parte John Henry. Il progetto di fondere Il
professore con Thackeray fu uno di quei fallimentari tentativi  avrebbe detto pi in l  per cui era
passata ogni volta prima di arrivare a un nuovo romanzo. Il litigio degli Helstone (questo il nome della
giovane coppia)  abbastanza credibile, ma troppo prevedibile. A sopravvivere, di John Henry,  la
svolta verso la verit documentaria: Ti sta davanti qualcosa di assai concreto, di freddo e solido. E di
cos poco romantico come un luned mattina476. Se fosse riuscita a controllare la propria fantasia,
come ammoniva Lewes, si sarebbe lasciata alle spalle, finalmente e una volta per tutte, le crisi e gli
eccessi di Branwell, il suo doppio.
Dal 1846 in poi le comunicazioni tra lei e Branwell si erano praticamente interrotte. Quando gli
si rivolgeva, lui sembrava spesso non prestarle ascolto e non si scomodava a risponderle477. Cos per
Charlotte era diventato quasi intollerabile trovarsi nella stessa stanza con il fratello. Quando la salute di
Branwell peggior, lei continu a mostrare scarsa compassione, al contrario di Emily. Laddove
Charlotte vedeva una vita di perversione, Emily (agli occhi della sorella) vedeva la pecorella
smarrita478. Le somiglianze tra Charlotte e Branwell479  la figura snella, la fronte ampia,
superba480, la suscettibilit alle passioni proibite, oltre al duraturo legame immaginativo che li aveva
uniti  rendevano la scrittrice ancora pi ansiosa di distinguersi da lui. Dinanzi a lei, giorno dopo
giorno, c'era un esempio dell'inadeguatezza del solo genio a condurre alla reale grandezza senza
l'ausilio della religione e dei principi481.
Il 1848, l'anno dei moti rivoluzionari in Europa, fu anche l'anno in cui l'atteggiamento di
Charlotte si fece pi radicale. Spesso desidero dire qualcosa sulla questione della condizione
femminile, rifer a William Smith Williams, ma  un tema sul quale sono state pronunciate cos tante
ipocrisie che si prova una sorta di repulsione ad affrontarlo482.
Mary, l'unica altra persona per la quale Currer Bell non era invisibile, la esort, come sempre,
del resto, verso la svolta radicale: Il mondo  stato cos buono con te che non hai niente da recriminare
di fronte alle sue assurdit?[...] Ti far una bella ramanzina non appena ci vedremo483.
Allo stesso tempo, Charlotte risent dell'impatto delle critiche sul suo repertorio tematico
piuttosto scarno484. George Henry Lewes aveva scritto: Lei ha quasi tutto ci che pretendiamo da
un romanziere: la comprensione del personaggio e la capacit di delinearne le caratteristiche; la
suggestivit, la passione e la conoscenza del vivere485. Lewes sembr cogliere il talento di Charlotte
nel creare una storia d'amore a partire da esperienze reali. Ma le successive lettere indirizzate a Currer
Bell furono pi pungenti. Tutti i maggiori romanzieri inglesi del tempo, Thackeray, Dickens, e pi tardi
George Eliot, avevano riconosciuto la stoffa di Charlotte, eppure in questa corrispondenza dovette
difendersi dalla voce dell'establishment critico, o almeno cos le sembr. Botta e risposta, Lewes e
Charlotte Bront discussero del romanzo ideale proprio nella fase in cui la seria critica romanzesca
iniziava a vedere la luce, proposta da trimestrali e mensili di cui Lewes era il recensore di punta, come
il Fraser's Magazine in un primo momento e, pi tardi, la Westminster Review e il settimanale
Leader. Laddove Lewes aveva il vantaggio della visibilit  una sicurezza pubblica impensabile per
una "signora" , Charlotte Bront aveva quello di essere una riconosciuta professionista.
Nel 1848, il primo Lewes appariva leggermente differente dal solidale "marito" di George Eliot,
che in seguito avrebbe scritto una pregevole Vita di Goethe (1855) e si sarebbe dedicato con interesse
alla fisiologia e alla psicologia: nella fase iniziale della sua carriera diede prova di talenti
incredibilmente variegati quale drammaturgo comico, attore e saggista, oltre a scrivere una celebre
storia della filosofia e un romanzo ispirato a Goethe intitolato Ranthorpe (1847). Lui e sua moglie,
Agnes Jervis, erano seguaci della concezione dell'amore libero propugnata da Shelley (un anno pi
tardi, Lewes avrebbe accettato la decisione della consorte di scegliere il migliore amico di suo marito,
Thornton Hunt, come amante). Lewes era anche solito cimentarsi nei violenti duelli verbali tanto amati,
agli albori dell'epoca vittoriana, dai membri del Museum Club, dove gli uomini s'intrattenevano a
vicenda con aneddoti sulle personalit pubbliche. Qui il critico sfoggi le sue capacit attoriali, dando
prova di saper imitare dialetti e gesti con un'accuratezza che lo rese molto popolare. Era spesso
paternalistico con le donne (come quando dichiar che le migliori scrittrici erano seconde solo ai
migliori uomini della loro epoca486) e, avendo indovinato che Currer Bell era una donna, decise di
mettersi nella posizione di primo consigliere. La incit cos a mettere da parte la veemenza in favore di
uno studio distaccato dei comportamenti, sul modello di Jane Austen.
Quando l'immaginazione  eloquente e parla rapidamente e urge alle nostre orecchie, chiese
Charlotte, non dobbiamo trascrivere ci che ci detta?487. Indicandole come modello
(impropriamente) i miti occhi di Jane Austen, Lewes consigli a Currer Bell di rifinire di pi e
mitigare le tinte488.
Inizialmente, Charlotte reag con una cautela quasi apprensiva. Il consiglio di Lewes non era
molto diverso da quello che le aveva dato Southey, ormai pi di dieci anni prima. Fino a che punto
quell'indicazione l'aveva portata a scrivere un romanzo freddo come un luned mattina? Quando
lesse Orgoglio e pregiudizio, Charlotte pens che il libro avesse bisogno di un po' di aria fresca,
natura, poesia. Quando termin la lettura di Emma, concluse che le Passioni sono del tutto
sconosciute alla signorina Austen  ci che palpita rapido e furioso, seppur nascosto, ci in cui
scorre il sangue, l'invisibile sede della vita489. Riconosceva alla signorina Austen un chiaro senso
comune e una sottile sagacia. Se non si trova ispirazione nella sua pagina, non vi si trover nemmeno
verbosit490. Ma le preferiva George Sand, in particolare Consuelo (1842), per il suo intuito. Di
Sand ammirava anche le Lettere di un viaggiatore, tipiche del carattere di questa autrice491. Si
identificava con una mente in grado di mettere in parole anche la tragedia e tramutare la sofferenza in
un'arte capace di innalzarsi nonostante i colpi subiti, cos che pi lunga sar la sua vita, pi crescer la
sua maturit. Il ritratto che Charlotte offre di George Sand  in pratica un autoritratto. La sua
insistenza sull'Io e la sua opposizione492 a Jane Austen devono essere poste nel giusto contesto.
Lewes era ricorso a un modello di moderazione per contrastare la voce appassionata di Charlotte
Bront, di fatto il suo pregio distintivo. Era il tipico caso di lettore-maestro che conosce un'unica strada
che conduca all'eccellenza. Jane Austen era l'erede della moderazione augustea; Charlotte Bront delle
tradizioni romantiche e gotiche. Ponendo Jane Austen in contrapposizione a Charlotte, per cos dire,
Lewes si stava basando su categorie superate del criticismo, senza vedere la comune convergenza delle
due autrici verso ci che delle vite rimane celato. Charlotte non comprese i lavori pi sfumati di Jane
Austen, come Ragione e sentimento, Mansfield Park e Persuasione, ma se avesse colto le grida
soffocate di Marianne nel momento in cui la sua passione viene repressa, se avesse letto ci che rimane
non detto nel silenzio di Fanny Price o nei remoti recessi emotivi di Anne Elliot, se avesse sentito Anne
Elliot parlare di gioia priva di senso in Persuasione, se fosse stata testimone del suo sacrificio al
decoro con la pena nell'anima, avrebbe potuto riconoscere un terreno comune. Sarebbe toccato a
Virginia Woolf riaccostare le due scrittrici, nel 1909, quando osserv che le romanziere del diciannovesimo secolo
svelarono il segreto che la materia preziosa di cui sono fatti i libri risiede in un solo luogo: nei salotti e
nelle cucine dove vivono le donne493.
Nella lettera successiva, Lewes metteva in guardia dal sentimento, dall'eloquenza e
dall'entusiasmo della poesia. Non c' modo di sapere fino a che punto il tentativo di oggettivit e
distacco in Shirley sia stato influenzato da simili critiche, che si sovrapposero alla latente paura nutrita
da Charlotte di incappare nelle stranezze di Branwell. Il crescente fervore delle risposte di Charlotte a
Lewes, sia scritte che formulate tacitamente, fa capire quanto in profondit le osservazioni del critico
avessero colpito la sua arte; quanto difficile fosse, in pratica, opporsi a tali convinzioni. Nelle sue
repliche non cedette terreno: Charlotte rivendic la concezione della poesia come dono divino494.
Replic definendo il sentimento cos come lei lo comprendeva: sentimento significava profonda
sensibilit per la propria specie. E lei l'avrebbe avuta. Allo stesso tempo, si spinse a giudicare Lewes
(sicura che lui non l'avrebbe riconosciuta in quanto donna). Ranthorpe, gli scrisse, da uomo a uomo,
non era pienamente riuscito. Currer Bell avrebbe atteso il suo successivo romanzo per verificare fino a
che punto Lewes stesso si sarebbe attenuto ai propri principi e avrebbe messo in pratica le proprie
teorie495.
Nei mesi successivi Charlotte invi repliche taglienti a Lewes, mentre lottava con le sue
critiche: Fino a qui ha dato prova di una capacit di giudizio efficace e precisa, gli disse velatamente,
ma io penso che sia limitata [...]. Riesce ad arrivare fino a un certo punto, signor Lewes, ma non oltre.
Sia scettico quanto vuole su qualunque cosa si trovi al di l di un certo limite intellettuale; il mistero
non le sar mai svelato, perch lei non oltrepasser mai quel limite496.
All'origine di tale giudizio vi fu la pubblicazione da parte della Smith, Elder del nuovo libro di
Lewes, Rose, Blanche, and Violet, nell'aprile del 1848. Il romanzo  incentrato sulle tre adorabili figlie
di Swynfen Jervis, la pi adorabile delle quali era diventata la moglie di Lewes. Il libro non era niente
di pi che uno scadente melodramma. Charlotte disprezzava le citazioni da autori greci, latini, francesi
e tedeschi, erudizione esibita per impressionare il lettore medio. Tutta la vostra cultura, le vostre
letture, la vostra sagacia, la vostra perseveranza non possono condurvi oltre una linea priva di visione 
oltre un confine insuperabile quanto invisibile, continu Charlotte. Non avrebbe voluto dare libero
corso a un simile fiume di parole, ma (confid a Williams) era ci che pensava davvero, sia di Lewes
che di molti altri che si sono fatti un buon nome nel mondo.
La sua agitazione era comprensibile, se percepiva che Lewes stesse solo fingendo di essere suo
amico. Charlotte sent chiaramente che in ballo c'era la sua arte, poich Lewes desiderava porre fine
alla sua audacia. Era consapevole, inoltre, del pericolo che avrebbe corso negandogli il ruolo di
maestro: Mi piego alla vostra ira, che ho innescato497. Ovviamente, Lewes la massacr nella
successiva recensione, sostenendo ora che il vigore ultravirile di Jane Eyre spesso sfocia nella
volgarit  ed  di certo agli antipodi della "femminilit"498. Le donne, sosteneva Lewes, potevano
anche scrivere buoni romanzi, ma erano istruite solo parzialmente e, in ogni caso, la cura dei figli
restava la loro principale occupazione. Lewes fu scusato in considerazione del fatto che, quando scrisse
queste parole, la moglie stava dando alla luce il primo dei quattro figli che avrebbe avuto dal suo
migliore amico; ma perch prendersela con Currer Bell? Charlotte non si aspettava una cos brutale
pubblicit499.
Quando Charlotte Bront scrisse i suoi primi due romanzi, tenendosi al riparo dall'attenzione
pubblica, sapeva che nessuna esistenza era troppo marginale per poter fornire materia artistica. Ma
cambi posizione quando si dedic a Shirley, all'inizio del 1848: parl con una certa invidia
dell'accesso alla vita pubblica di cui godevano gli uomini. Informandosi sui moti del 1848, stava
cercando di allinearsi ai principali scrittori del momento che si occupavano della situazione politica in
Inghilterra. Decise di lavorare a un romanzo storico ambientato nel 1811-12, il periodo in cui i
luddisti500, presumibilmente sotto la guida del "generale Ludd", un operaio tessile del
Nottinghamshire, avevano cercato di opporsi alla meccanicizzazione della produzione distruggendo i
macchinari. Le agitazioni si erano diffuse colpendo i lanifici del West Riding dello Yorkshire, l'area di
Gomersal e Birstall che Charlotte aveva avuto modo di conoscere personalmente facendo visita alle
famiglie Nussey e Taylor, in particolare la fabbrica di Hunsworth Mill, a Cleckheaton, dove i Taylor
producevano divise per l'esercito e dove Mary, per un periodo, aveva vissuto coi suoi due fratelli, John
e Joe (in un cottage sul retro dello stabilimento).  qui che Charlotte aveva detto addio a Mary nel
febbraio del 1845. Sin dall'infanzia la storia della regione le era familiare grazie ai ricordi del padre,
che era stato per alcuni anni curato nella parrocchia di St Peter a Hartshead, cittadina situata proprio al
centro del distretto industriale. Le rivolte degli operai erano un sottoprodotto delle guerre napoleoniche
e dell'embargo commerciale con il continente che aveva colpito la produzione di lana dello Yorkshire
proprio nel momento in cui le macchine venivano introdotte negli stabilimenti, generando
disoccupazione. Per due anni lo Yorkshire sembr sull'orlo della rivoluzione, come racconta Shirley:
La miseria genera l'odio: chi soffriva la miseria odiava le macchine che, a suo avviso, gli toglievano il
pane; odiava gli stabilimenti che le ospitavano, odiava i proprietari di quegli stabilimenti501. Nelle
campagne si sentiva dire dappertutto che i rivoltosi erano in marcia per distruggere le macchine, e ogni
uomo (incluso il signor Bront) teneva la pistola a portata di mano.
Il titolo originale del romanzo era Hollow's Mill502: nella narrazione di Charlotte, l'assalto dei
lavoratori allo stabilimento (ispirato agli assalti dei luddisti al Rawfolds' Mill, vicino a Hartshead,
come riportati nel Leeds Mercury del 18 aprile 1812)  raccontato dalla prospettiva di due donne che
si tengono nascoste a distanza di sicurezza dall'azione, e questa diventa poi la prospettiva dell'intero
romanzo.
Dei dettagli, delle situazioni che non afferro, e che non posso indagare in prima persona, non
me ne voglio interessare per nulla al mondo: non vorrei fare una confusione ancor pi ridicola di quella
creata dalla signora Trollope nel suo Factory Boy. Non solo, non parler di nessun sentimento in
qualsiasi ambito, pubblico o privato, ch'io non abbia sperimentato in prima persona503. Cos, in
principio, scrisse Charlotte. Mise in relazione le palesi ingiustizie inflitte alla classe operaia con quelle,
invisibili, subite dalle donne. Le leggi di questo mondo non ci sono mai venute incontro  mai!,
esclama la moglie sfruttata, la signora Pryor, nell'intimit della stanza da letto di sua figlia. Avevano
potere di proteggermi quanto ne pu avere un giunco appassito. Ed erano impotenti a frenare lui [il
malvagio consorte] quanto pu esserlo il balbettio di un idiota504.
Shirley  un romanzo rivoluzionario. Mette in discussione il potere che gli uomini esercitano
sulle donne e sui lavoratori. Il proprietario dello stabilimento, Robert Moore,  un uomo implacabile,
ma non un novello Bounderby505: non  per testardaggine che ha perso il contatto con i suoi operai,
ma in parte perch  mezzo straniero e in parte perch lui stesso, per sopravvivere, combatte le leggi
locali, in particolare i controversi Orders in Council che mettono la guerra al di sopra delle esigenze
della popolazione e del commercio. L'autrice tratta Robert Moore con fredda oggettivit:  un uomo
sgradevole e duro, ma non disumano o irrecuperabile. Ciononostante, il personaggio di Robert rimane
rigido e noioso, forse il risultato dell'eccessivo scrupolo dell'autrice nel dare ascolto ai consigli di
colleghi e amici.
Degni di maggior nota sono gli ecclesiastici di periferia, in particolare il rettore misogino, il
signor Helstone. A detta di Ellen, il personaggio era una sintesi del signor Bront506 e di un suo
stimato conoscente, il signor Roberson di Liversedge, sacerdote dall'aria marziale che, come Helstone,
si era schierato con tenacia contro i rivoltosi. Se il fratello di Helstone, James, aveva abusato della
moglie (che in seguito lo lascia, prendendo il nome di copertura di signora Pryor), Helstone stesso
aveva esasperato la propria in modo pi subdolo  ma, occorre dirlo, non intenzionalmente:
trascurandola. La donna si era spenta molto presto. Nel momento in cui si svolge il romanzo, il rettore 
custode della figlia di suo fratello, Caroline, a cui riserva lo stesso trattamento inflitto alla moglie. Ad
accomunarlo al signor Bront sono l'intelligenza e il carattere energico e galante con le donne nelle
occasioni pubbliche, ma introverso tra le mura domestiche. Non  intenzionalmente scortese, ma una
cattiva opinione delle donne fa la guardia a un carattere emotivamente fragile, una debolezza di cui
l'uomo  inconsapevole.
Peggio del rettore sono i curati, che, dotati di una minore autorit, rappresentano una caricatura
degli eccessi del potere: vanit, aria di superiorit, snobismo. Dietro le palpebre sempre un po'
abbassate, certe donne si accorgono di tutto. Sono quelle che Charlotte Bront chiama lettrici di
anime. Il punto  che chi dovrebbe ufficialmente leggere le anime non  all'altezza del compito.
Mentre i sacerdoti fanno la predica nei loro interminabili sermoni, due donne siedono fuori e parlano
con un operaio, il quale le avvisa dell'imminenza di una rivolta.
Quando Charlotte invi ai suoi editori una bozza del primo libro, questi non apprezzarono
l'attacco al clero; quando il romanzo fu pubblicato, i recensori furono dello stesso avviso e gli uomini
di chiesa, come Charles Kingsley, si sentirono offesi. La presenza dei curati pu apparire gratuita in
una storia incentrata sulle rivolte nelle fabbriche. Ma, nella misura in cui Shirley affronta il tema degli
abusi di potere nella sfera domestica, la figura del curato  indicativa. Inefficienti quali emissari del
Signore, disprezzati dalle donne intelligenti, che li trovano noiosi, e odiati dai poveri che essi
trascurano, i curati danno prova di noncuranza (quando parlano soltanto di se stessi), cattive maniere
(quando trangugiano il t) e vigliaccheria (quando scappano su per le scale spaventati da un cane,
Tartar, ispirato al temibile cane di Emily, Keeper). Charlotte disse ai suoi editori che non avrebbe
eliminato quei personaggi perch, come ho gi detto in precedenza per i capitoli su Lowood in Jane
Eyre,  tutto vero. I curati e i loro atti sono soltanto fotografati dal vivo507. La satira di Charlotte
traeva spunto da un'inattesa visita per il t che tre curati, nel giugno del 1845, avevano fatto in
canonica, e che la scrittrice aveva raccontato in una lettera a Ellen: i tre avevano iniziato a glorificare
se stessi e a insultare i dissidenti con un atteggiamento tale che persi l'equilibrio del mio temperamento
e pronunciai alcune frasi taglienti e rapide che li lasciarono istupiditi  anche Pap era profondamente
interdetto  ma non me ne pento. All'epoca, i prelati pi giovani erano per la maggior parte puseiti
che avevano abbracciato i principi della Chiesa Alta dell'Oxford Movement, ma non mostravano di
essere pi illuminati nei confronti delle donne del vecchio clero dello Yorkshire, rappresentato dal
fosco reverendo Helstone. Nella figura del volgare e insensibile signor Malone, i lettori locali
riconobbero subito James William Smith, curato del signor Bront dal 1842 al 1845, poi curato a
Keighley fino al 1846; nel presuntuoso ma implorante signor Donne identificarono Joseph Brett Grant,
curato del signor Bront tra il 1844 e il 1845, poi occupante della limitrofa parrocchia di Oxenhope; e
nei panni dell'affabile signor Sweeting ritrovarono James Chesterton Bradley, curato di Oakworth
(vicino a Haworth) dal 1845 al 1847, poi curato nella chiesa di All Saint, a Paddington. In seguito,
divenne un gioco chiamarli con i nomi dei personaggi di Shirley. Quando il signor Nicholls lesse,
seduto da solo, delle loro buffonate, rise cos forte, battendo le mani e pestando i piedi, che la signora
Brown, moglie del sagrestano, pens fosse impazzito508  un momento decisamente gratificante per
Charlotte.
Shirley conserva i due fratelli dell'iniziale John Henry: il duro industriale e il povero studioso.
Caroline Helstone  segretamente innamorata dell'industriale Robert Moore, proprietario dello
stabilimento. In lei si combinano elementi di Anne Bront e della stessa Charlotte: di Anne ha il riserbo
e la rettitudine, oltre al precario stato di salute, di entrambe  l'ardente desiderio di nuove esperienze,
mentre la passione repressa di Charlotte si tramuta nel muto desiderio nutrito da Caroline per un uomo
troppo preso dal suo stabilimento in rivolta per dedicarle pi di una fugace attenzione. Caroline, come
Charlotte, mette in discussione il destino delle donne sole e relegate nelle periferie che non trovano una
valvola di sfogo per le loro energie. Fortunatamente per Caroline, si palesa un nuovo modello
femminile nelle fattezze di un'impavida giovane donna di nome Shirley, ricalcata sul modello di Emily
Bront. Per Shirley, il legame affettivo pi forte  quello che la stringe alla sua intelligente governante,
ora collega, la signora Pryor, che si rivela essere la madre di Caroline. Charlotte aveva disapprovato Il
segreto della signora in nero, ma riprese da quel romanzo l'avvincente storia della moglie abusata,
anche se con meno dettagli scioccanti rispetto all'opera di Anne. Come Helen Huntingdon, la signora
Pryor  una moglie in fuga, che si mantiene da sola e vive sotto falso nome. Per lungo tempo, Caroline
non conoscer la vera identit della signora Pryor, ma trarr beneficio dal suo sostegno cos come
dall'amicizia con Shirley.
Intanto, Louis Moore, il povero fratello studioso di Robert, entra in scena diventando
l'insegnante di francese di Shirley. Quest'ultima se ne innamora, e gli rivela la vera e misconosciuta
natura femminile in un devoir, cos come Charlotte aveva fatto con Monsieur  sebbene Shirley sia pi
riluttante a cedere anche un solo millimetro della propria orgogliosa libert. Le due giovani donne, che
sanno cosa significa vivere nella soggezione, simpatizzano con i lavoratori in rivolta in un modo
inconcepibile per il duro industriale e per il reverendo Helstone, un tory di ferro.
Durante l'estate del 1848, Charlotte scrisse il primo libro del romanzo, in cui emerge la
vulnerabilit di Caroline rispetto agli uomini insensibili  curati, custodi e proprietari di stabilimenti ,
ma anche il vuoto delle sue giornate di inattivit e l'involontaria immedesimazione con le donne sole
della parrocchia. Nel ritrarre Caroline come pallida e magra, Charlotte si ispir probabilmente alla
sorella Anne Bront, le cui precarie condizioni di salute avevano iniziato a preoccuparla sin dalla fine
del 1846: La povera Anne ha sofferto molto per la sua asma [...]. Per due notti, la scorsa settimana,
era davvero un tormento sentirla tossire e vedere quanta fatica facesse a respirare [...] l'ha sopportato
come sempre, senza un lamento [...]  eroica nella sua sopportazione509. Ancora una volta, Charlotte
dovette preoccuparsi per la salute di Anne nell'autunno del 1847, quando la sorella si accasci sul
tavolo mentre scriveva Il segreto:  veramente difficile per noi riuscire a farle fare due passi o
convincerla a chiacchierare510. Tale senso di responsabilit nel prendersi cura della sorella si
prolung fino a quando il romanzo di Anne non venne pubblicato, nel giugno del 1848: il risultato
finale era un lavoro pi sostanziale e radicale rispetto ad Agnes Grey, ambizioso, a suo modo, quanto
Jane Eyre e Cime tempestose.
Nel settembre del 1848 Charlotte termin la bella copia del primo libro di Shirley511. Il
contrasto tra l'ambiziosa dissipazione di Branwell e l'ambiziosa diligenza delle sorelle non poteva
esserle sfuggito. Francis Grundy, collega di Branwell dei tempi della ferrovia, descrive cos l'incontro
con l'amico in un'osteria di Haworth: La porta si apr adagio e comparve una testa. Una massa di
capelli rossi, scarmigliati e mal tagliati, che fluttuavano selvaggi attorno alla fronte ampia e scarna: le
guance gialle e incavate, la bocca cascante, le sottili labbra pallide non tremanti, ma percorse da un
fremito, gli occhi infossati, un momento piccoli e spenti, quello successivo accesi dalla luce della
follia. Una volta che Branwell si fu riscaldato con un bicchiere di brandy, sembr spaventato 
spaventato da se stesso512.
Grundy incontr anche il signor Bront, che parl del figlio con affetto, ma senza speranza. Il
signor Bront faceva dormire Branwell nella propria stanza da letto, nonostante le minacce del figlio
che uno dei due non sarebbe arrivato vivo al mattino seguente. Nel consunto manuale di Medicina
domestica513, il signor Bront prese diversi appunti alla voce "Malattia o squilibrio mentale": Il
delirium tremens  anche provocato da intossicazione. Il paziente si sente perseguitato. Al venir meno
dell'intossicazione, in genere, questa forma di follia diminuisce.
Dopo un prolungato declino, Branwell mor il 24 settembre 1848, gridando contro il sagrestano
di suo padre e suo amico, John Brown: Nella mia vita non ho fatto nulla di grande n di buono514.
Aveva trentuno anni. Alla sua morte, Charlotte disse di non aver pianto per il senso di lutto, ma per la
scomparsa di un talento, d'una promessa, il precoce consumarsi di chi sarebbe potuto diventare una
luce vivida e chiara515.
In altri commenti sulla morte di Branwell si sente vibrare la gelosia di Charlotte per la
preferenza accordata dal padre al fratello: Il mio povero babbo, ovviamente, stimava di pi il suo
unico figlio maschio delle sue figlie e, per quanto avesse a lungo sofferto a causa sua, ha pianto la sua
perdita come Davide quella di Assalonne  figlio mio, figlio mio  e, dapprima, rifiutava ogni
conforto516. Il signor Bront non apparve in seguito ugualmente disperato per la morte delle sue
figlie, a prescindere da cosa avesse realmente provato.  curioso che tra i tanti appunti presi in
Medicina domestica, accanto alle varie cure contro l'indigestione e la cataratta, oltre che alle voci
"Incubo" e "Follia", non abbia praticamente annotato nulla in corrispondenza della malattia che caus
la morte di quattro delle sue figlie: Consunzione. Era Branwell la persona da cui si aspettava il
successo, Branwell che era andato incontro alla morte senza conoscere i traguardi raggiunti dalle
sorelle al posto suo. Il loro sventurato fratello, disse Charlotte, non ha mai saputo quello che le sue
sorelle avevano fatto in campo letterario. Non  mai stato messo al corrente delle nostre pubblicazioni.
Non potevamo raccontargli i nostri sforzi per paura di causargli un colpo troppo grande, di farlo sentire
in colpa per il tempo che lui sprecava e le qualit che non faceva fruttare. Parl di dolore, ma nel suo
tono trapelava anche un certo senso di trionfo. Era un commento rivolto, mentalmente, al padre, che
adesso doveva dipendere dalle risorse e dalla fama di una figlia alla quale aveva guardato solo in
funzione della sua devozione ai doveri familiari.
Ora, per, la forza di Charlotte stava per essere sottoposta a una prova ben pi dura. Alla fine di
ottobre, inizi a preoccuparsi per il peggioramento delle condizioni di salute di entrambe le sorelle. Pi
tardi scrisse: Mia sorella Emily inizi a peggiorare [...]. Precipitava rapidamente. Aveva fretta di
lasciarci. Eppure, se fisicamente stava morendo, mentalmente diventava pi forte di quanto non fosse
mai stata. Giorno dopo giorno, vedendo con quale spirito affrontava la sofferenza, l'ho osservata con
un'angoscia piena di sorpresa e amore. Non ho mai visto nessuno come lei; ma a dire il vero, non l'ho
mai vista come gli altri in nulla517.
La morte di Emily arriv rapida tra met ottobre e met dicembre del 1848. Charlotte non
poteva accettare, o comprendere, la forza di uno spirito inesorabile con la carne. Emily si rifiutava di
riposare: si ritirava la notte alla solita ora, alle dieci, e ogni mattino, puntuale alle sette, riappariva al
piano di sotto, fino al giorno della sua morte; pur avendo una tosse violenta con forti dolori e il battito
accelerato, sebbene ansimasse a ogni sforzo, non volle riconoscere la malattia. Se Charlotte le chiedeva
come si sentiva, lei non rispondeva. Si rifiutava di incontrare i velenosi dottori518. Charlotte dovette
assistere al conflitto dello spirito stranamente vigoroso con la fragile fibra: conflitto implacabile che,
visto una volta, non pu essere scordato519.
In seguito all'inattesa e rapida morte di Emily, il 19 dicembre del 1848, Charlotte si svegli nel
cuore della notte, sconvolta per l'atroce perdita e ritrovandosi in un'esistenza vuota, una delle
prove pi dure del suo pellegrinaggio:
Sempre pi stanca, abbandonata e mesta
come continuer quest'ardua ascesa,
che sempre pi mi logora e mi pesa?520
Strappata era la parola che ripeteva pi spesso, e la perdita di Emily sembr paralizzarla. Si
chiedeva perch la sorella fosse stata strappata nel pieno del nostro affetto, perch sia stata sradicata
nei suoi anni migliori, quando gi si vedevano le promesse delle sue doti, perch la sua esistenza ora
non sia che un campo di grano calpestato, un albero carico di frutti tagliato alla radice521.
Il padre le ripeteva quasi di continuo: Charlotte, devi resistere, non ce la farei se mi mancassi
tu.
Emily venne sepolta il 22 dicembre nella cripta della chiesa di San Michele, dove riposavano
sua madre e Branwell. All'et di trent'anni, la consunzione l'aveva devastata: la bara misurava in
lunghezza quanto lei, quasi un metro e settanta, ma era larga poco pi di quaranta centimetri  la pi
stretta che il falegname locale avesse mai realizzato per un adulto522.
Con la consunzione di Anne in stadio avanzato e priva dell'aiuto del padre, terrorizzato dalle
camere degli ammalati523, Charlotte si chiese se sarebbe ancora riuscita a essere Currer Bell. Per i
primi cinque mesi del 1849 si sent come se stesse attraversando un abisso a bordo di una minuscola
zattera524: non era in grado di guardarsi alle spalle, n di guardare avanti. Il mio spirito letterario 
cancellato per il momento525, scrisse ai suoi editori. Tentare di scrivere  pi che inutile, dacch
"Ellis Bell" non  pi qui per leggere526.
Dopo la fiera corsa di Emily incontro alla morte, Charlotte dovette assistere al lento ma
inesorabile declino di Anne, tra il gennaio e il maggio del 1849. La morte di Emily sembr svuotare
Anne: le loro vite emotive erano sempre state pienamente intrecciate. Il fatto che Emily avesse creduto
in una destinazione dopo la morte  il potere dell'anima di raggiungere i vivi  potrebbe aver
suggestionato e trascinato Anne a tal punto che per Charlotte fu impossibile arrestare il suo declino. Si
sentiva incapace di mitigare le notti insonni e di dolore, e i giorni di depressione e malinconia che
nulla poteva alleviare527 della sorella. Nei suoi ultimi giorni, Anne sembr rianimata e contenta
visitando la cattedrale di York, una vista che le trasmise un incontenibile senso di onnipotenza528, e
viaggiando fino a Scarborough lungo la costa dello Yorkshire, dove, come da suo desiderio, Charlotte
ed Ellen la portarono a vedere per l'ultima volta il mare. Nel pomeriggio di domenica 27 maggio, dopo
una breve passeggiata vicino alla spiaggia, da una sedia a dondolo posta davanti alla finestra pot
osservare uno stupendo tramonto. Le navi lontane rilucevano come oro agli ultimi raggi del sole,
ricord Ellen, e il viso di Anne si fece luminoso mentre ammirava la scena. Era la realizzazione del
disegno che aveva fatto all'et di diciannove anni, quello in cui una donna guarda il mare e proietta il
suo sguardo verso un luminoso orizzonte? L, in un alloggio a ridosso della spiaggia, Anne mor il
giorno seguente, calma e serena; le sue ultime parole furono per la sorella, nel tentativo di trattenere le
sue lacrime: Fatti coraggio, Charlotte, coraggio529.
In seguito, Charlotte torn sugli ultimi nove mesi: Se un anno fa un profeta mi avesse messo in
guardia su come sarei stata nel giugno 1849  quanto svuotata e addolorata , se avesse previsto
l'autunno, l'inverno, la primavera di malattia e sofferenza che ho attraversato, avrei pensato: "Tutto ci
non pu essere sopportato".  finita. Branwell, Emily, Anne sono svaniti come sogni  scomparsi,
come Maria ed Elizabeth vent'anni fa. Uno a uno, ho chiuso le loro gelide palpebre. Li ho visti
seppellire uno a uno e, fin qui, Dio mi ha sostenuto. Lo ringrazio dal profondo del cuore530.
Non fu solo la fede a darle sostegno. Nonostante il timore che Currer Bell sarebbe morto
insieme alle sorelle, Charlotte riusc a continuare a scrivere  perfino a condividere con loro il suo
lavoro, quando possibile. Nel secondo libro di Shirley, scritto dopo la morte di Emily e con il pensiero
della sorella sempre vivo in testa, Shirley incarna, dopo Jane Eyre, un nuovo modello di donna  un
modello, per, talmente precursore dell'attuale femminismo da risultare poco credibile calato nel
contesto degli anni 1811-12. La protagonista del romanzo rappresenta una possibilit teorica: ci che
una donna potrebbe essere disponendo di indipendenza, autosufficienza economica e forza intellettuale.
Charlotte Bront immagin un nuovo potere femminile, pari a quello degli uomini, nella figura di una
giovane donna sicura di s, che eredita una propriet e che, in quanto membro dell'aristocrazia terriera,
viene rispettata da tutti. Godendo di una straordinaria libert e autonomia, Shirley  abituata a pensare
con la propria testa.
Shirley  una donna autentica che sfata le consolidate illusioni maschili, perfino quelle degli
uomini pi acuti, inclusi, a quanto pare, molti scrittori:
Se gli uomini potessero vederci come realmente siamo, sarebbero alquanto sorpresi. Ma anche
il pi intelligente, il pi perspicace tra loro, spesso si illude, riguardo alle donne [...]. Non le vedono
nella loro vera luce, le fraintendono, sia nel bene che nel male. Per gli uomini la donna buona  una
strana cosa: met bambola e met angelo; la donna malvagia  quasi sempre una specie di demonio. E
li senti estasiati, in adorazione dell'eroina creata dalla loro stessa fantasia in un romanzo, in un dramma
o in un poema [...] la immaginano bella, perfetta, divina! Pu darsi, ma  artificiale [...] come la rosa
del mio cappello. Se dicessi tutto quello che penso, se esprimessi la mia vera opinione su certi splendidi
personaggi femminili che figurano in opere di grande qualit, cosa mi accadrebbe? Sarei morta e
sepolta in mezz'ora sotto un cumulo di pietre! Le pietre della vendetta!531
A differenza delle donne del suo tempo, Shirley dice ci che pensa, e parla ancor pi
liberamente quando  sola con la sua nuova amica, Caroline. Il loro rimanere fuori dalla chiesa, dove
l'intera comunit  riunita in preghiera,  uno spontaneo atto di sfida verso le elaborate costruzioni
della retorica autoritaria, verso i curati che martelleranno sulle loro ben preparate orazioni. La santit
della Natura  decisamente pi invitante: La Natura  ora giunta alla preghiera della sera; 
inginocchiata davanti a queste rosse colline. In questo frangente, Shirley comprende ci che Emily
aveva sperimentato nei suoi momenti mistici: il coraggio di combattere con una forza onnipotente,
quella servita per sopportare mille anni di sottomissione, si sente una donna-titano la cui veste di aria
azzurra si stende fin sul bordo della brughiera, i cui occhi sono pieni di adorazione mentre,
inginocchiata, essa parla faccia a faccia con Dio. Solo la Natura  la possente e mistica genitrice
delle visioni di Shirley532.
Shirley riscrive le Sacre Scritture. "La prima donna saccente"  la sua parabola di Eva, figlia
della Natura che, nella sua innocenza, incontra e si unisce al Genio per divenire Divinit Donna533. Il
suo modo di comunicare si oppone al linguaggio artificioso lontano dai segni della Natura: Fu come
se il silenzio parlasse. Non aveva un linguaggio, una parola [...] ma solo una vibrazione. Eva parla del
suo Genio come di una forma di comunicazione elusiva e indefinibile: L'oscuro accenno, il flebile
sussurro che mi ha ossessionato fin dall'infanzia. Si chiede se la fiamma che custodisce dentro di s
sarebbe bruciata non vista, mentre la sua vita pulsava cos vivida e precisa, se tale fuoco sarebbe arso
inosservato anche se il turbamento si agitava dentro di lei e senza posa asseriva l'esserci di un'energia
interna, conferita da un Dio, per cui quella forza vitale chiedeva con insistenza di essere praticata?534.
In seguito si racconta come il matrimonio della Donna e del Genio venga macchiato dal Padre della
Menzogna, che instilla il veleno nelle passioni. Alla fine, la Donna-Genio muore, e la parabola
sembrerebbe una profetica riproposizione della fine di Emily: Il Genio ancora teneva a s la sposa
morente, la sostenne nell'agonia del trapasso, la port in trionfo dentro il suo Regno [...]. Alla fine [...]
la coron con la corona dell'immortalit. Shirley fa esperienza della vita geniale535, come era
accaduto alle giovani sorelle Bront. La possibilit puramente teorica e il vissuto delle sorelle Bront, il
profetico protofemminismo di Charlotte e la natura visionaria di Emily si incontrano nella figura di
Shirley. La sua parabola fornisce un modello alle parabole femministe che Olive Schreiner, con il titolo
di Sogni, pubblic nel 1891: ristampate venti volte in Inghilterra, tradotte in otto paesi, vendettero
ottantamila copie. Uno dei Sogni, nei primi anni del XX secolo, fu letto ad alta voce da Lady Constance
Lytton alle suffragette in sciopero della fame nella prigione di Holloway.
Anche di questo si nutre la polemica sollevata dal romanzo, che, in quanto genere, si  sempre
fuso con altri generi letterari. Si potrebbe dire che, con Shirley, Charlotte Bront abbia esteso,
facendola progredire, la forma del romanzo polemico che indaga la condizione femminile inaugurata da
Mary Wollstonecraft con Mary (1788) e The Wrongs of Woman (1798). In questi scritti la verit arriva
pi diretta, nella misura in cui molti elementi sono tratti dalla vita dell'autrice. La verit  meglio
dell'arte536, disse Charlotte Bront nel bel mezzo della scrittura del secondo libro. La forma del
romanzo-saggio fedele alla verit venne ripresa da Olive Schreiner in Storia di una fattoria africana
(1883) e da Virginia Woolf in I Pargiters (1932) e Gli anni (1937). In Gli anni, Eleanor, una vittoriana
scrupolosa, pensa: Quando saremo liberi? Quando potremo vivere avventurosamente, completamente,
non come storpi in una grotta? [...] percepiva non soltanto un nuovo spazio temporale, ma nuovi poteri,
qualcosa di sconosciuto dentro di s537.
Piena di risorse, Shirley offre il suo sostegno a Caroline, che incarna l'altro volto della
femminilit: non l'energia attiva che attende una valvola di sfogo, ma la diffidenza carica di
condizionamenti e l'assenza di aspettative che conducono alla perdita di speranza e all'apatia. Quella
tra Shirley e Caroline  una versione, idealizzata e distorta, della relazione tra Emily e Anne. La verit
si fonde a una buona dose di finzione. Shirley, come Emily,  una donna con occhio di falco che
conosce solo la propria legge; ma l'eroina del romanzo, a differenza di Emily, sa come comportarsi in
societ. Parla molto, mentre Emily quasi non proferiva parola. Tuttavia,  la profondit del legame che
si pu instaurare tra due donne a interessare Charlotte, che sottolinea la generosit con cui Shirley (in
modo assai diverso dagli agenti del potere pubblico) conferisce parte della propria autorit alla fragile
Caroline. Purtroppo, per, il personaggio di Shirley rimane irreale. Forse il ritratto idealizzato di
Shirley  il frutto della battaglia di Charlotte  in parte una battaglia postuma  con una sorella che
rifiutava la sua guida, rifiutava l'intimit, e spesso si rifiutava persino di parlare. Soprattutto Shirley
non convince laddove l'autrice la incatena al matrimonio con il suo insegnante di francese:  come se
Charlotte stesse infine prendendo il controllo su Emily attraverso la protagonista del romanzo, un
controllo postumo, imponendo all'indomita Shirley il proprio stampo538.
La sofferenza di Caroline  in parte ispirata ad Anne, nella fase in cui le sue condizioni di salute
precipitarono, nel 1848-49, e in parte alla depressione in cui era sprofondata la stessa Charlotte negli
anni 1944-45. Ma, a differenza di Anne e di Charlotte, determinate e pragmatiche, Caroline appare
piuttosto impotente, e in questo richiama in una certa misura Ellen Nussey e la sua buona educazione.
Caroline rappresenta tutte le donne costrette a sprecare le proprie energie perch relegate dalla societ,
in base alla legge e al costume, in posizioni deboli e prive di potere. Costretto a ristagnare, l'amore
inconfessato di Caroline per Robert Moore marcisce. L'amore, dice Caroline a Shirley, brucia tutta la
nostra forza539. Il potenziale esplosivo del libro non risiede principalmente nel vero e proprio assalto
allo stabilimento, nelle finestre rotte, nelle lotte e nei feriti:  piuttosto il risultato di una distruttiva
forza emotiva che, non potendo essere espressa, fermenta. In modo impercettibile distorce lo stato di
salute e la natura della societ. Caroline osserva che quest'ultima proibisce l'espressione di quelle
sofferenze che non sa curare prontamente, e dal suo punto di vista di donna debole, assoggettata a un
tirannico custode che la tiene demoralizzata, dipendente, inattiva, esamina l'atrofia del suo sesso,
confinato nella sterile rispettabilit e nella silenziosa sopportazione. Il costume vieta inoltre a una
donna di dichiarare il proprio amore, cos Caroline  costretta a stringere nel pugno lo scorpione che la
punge mentre assume la sua consueta postura, leggermente piegata da un lato. Seduta accanto a Robert
Moore,  protetta da una specie di schermo al suo sguardo: e cos, mentre l'ombra della sera si
addensava via via intorno a lei, Caroline ebbe tempo non di sembrare, ma di essere realmente, padrona
delle emozioni che erano insorte dentro di lei540.
Le rivolte pubbliche e quelle private sono dunque legate tra loro. Ci viene mostrata una societ
che sostiene le opinioni espresse a gran voce  quelle dei padroni, del rettore, degli inutili curati ,
mentre nega la parola alla governante istruita, la signora Pryor, o al precettore, Louis Moore, le cui
capacit sembravano murate dentro di lui, e mute nella loro prigione541. Shirley e Louis sono spinti
l'uno verso l'altra da una societ che si ritira sospettosa davanti a ogni forma d'espressione ancora
sconosciuta, come quando Shirley canta con drammatica passione: Le signorine Simpson e le
signorine Nunnely la guardavano come quattro miti pollastrelle potrebbero guardare un airone bianco,
un ibis o un qualsiasi altro volatile strano. Perch aveva cantato a quel modo? Esse non cantavano mai
cos! Era poi davvero decoroso cantare con una tale espressione, una tale originalit [...] che una
collegiale mai avrebbe avuto? Decisamente no! Era certo una cosa strana, una cosa insolita. Ci che 
strano deve essere errato; ci che  insolito deve essere indecoroso. Cos Shirley fu giudicata542.
Le donne sono pi dure nei confronti del proprio genere. Una madre dalle vedute ristrette, la
signora Yorke, non prender parte alla protesta della figlia dodicenne, Rose, che sembra gi destinata a
diventare una donna risoluta  un fedele ritratto di Mary Taylor cos com'era all'epoca in cui Charlotte
l'aveva conosciuta. Rose543 rivendica una vita che non sia simile a una lenta morte, come quella di
Caroline nel Briarfield Rectory, ma una vita di viaggi ed esplorazione. Il ritratto di Rose appare ancor
pi autentico se accostato a una lettera che Mary scrisse dalla Nuova Zelanda, in cui dava prova di un
vigore inconcepibile per una donna della classe media nell'Inghilterra vittoriana: E come fatichiamo!
Sollevo, trasporto e apro scatoloni come se fossimo carpentieri al lavoro, ci sediamo nel mezzo della
confusione quando siamo stanche per poi accorgersi che  gi tardo pomeriggio e ci siamo dimenticate
di cenare!. Lei e sua cugina, Ellen Taylor, non smettevano di lavorare finch non era ora di andare a
dormire, portavamo a letto con noi un nuovo numero di D[avid] Copperfield ma alla seconda pagina
eravamo gi crollate544. Non sappiamo se Mary avesse letto Mary Wollstonecraft, ma il suo modo di
agire sembra una reazione alla vita inattiva delle donne descritte in Rivendicazione dei diritti della
donna (1792): Quante donne sprecano cos la loro vita, in preda alla scontentezza, donne che
avrebbero potuto diventare medici, amministrare propriet, gestire negozi e reggersi sulle proprie
gambe, sostenute dalla loro laboriosit, invece di chinare il capo sopraffatte dalla rugiada della
sensibilit545.
Mary non era d'accordo con l'opinione contenuta in Shirley secondo cui solo alcune donne
avrebbero bisogno di lavorare: Sembrerebbe quasi che per te solo certe donne possano concedersi il
lusso di questa vitale necessit  a patto che rinuncino al matrimonio e non si rendano troppo
sgradevoli all'altro sesso. Sei una vigliacca e una traditrice546.
Mary era troppo ideologica, o forse troppo dura, per comprendere la compassione che Charlotte
nutriva per Caroline. Mary provava solo disprezzo per le donne deboli: Forse non sono peggiori di
altre donne ma, se non vengono mai invitate a prendere posizione o ad agire per s, col tempo perdono
il loro acume, com' naturale547. Sfidando la madre, la piccola Rose prefigura Mary: "Non li
affider a voi [i miei talenti], per vederli trasformati in una pila di calzerotti di lana! Non li metter tra
la biancheria, schiacciati tra due lenzuola e men che meno, madre", a questo punto si alz in piedi,
"men che meno nella terrina delle patate fredde, messa l, sullo scaffale della dispensa, accanto al pane,
al burro, ai pasticcini". Per la signora Yorke, le sagge decisioni e l'audacia conducono solo a un
farneticare e declamare. Rose risponde nel tono misurato di chi possiede un fine assoluto: Io lo
esprimo e lo lascio stare: sta a voi, madre, ascoltarlo o meno.
Che pezzo di perfezione hai fatto di me!548, scrisse Mary a Charlotte quando, nell'agosto del
1850, le arriv la copia di Shirley che l'amica le aveva inviato e che aveva percorso un lungo viaggio
passando per Costantinopoli. Che strana sensazione leggerlo e risentire tutti i nostri discorsi. Era da
cinque anni che non rivedevo in modo cos vivido la sala e il salone affrescato [della Red House, casa
di Mary]. Nella stessa lettera, Ellen Taylor racconta a Charlotte dello stupore che loro due avevano
suscitato in quanto donne sole che avevano aperto un proprio negozio: Alcuni pensano che non
concluderemo nulla, o che ci stancheremo presto, e tutti ridono di noi. Prima di andarmene da casa, in
genere avevo paura di venire derisa, ma ormai quasi non mi fa pi effetto.
Nei capitoli-saggio di Shirley, Charlotte Bront prese spunto dalle problematiche della propria
vita. Cosa avrebbero dovuto fare le donne se non potevano sposarsi n sopportare la posizione
dell'istitutrice?549. L'inattivit avrebbe svuotato o inasprito il carattere, o forse la vecchia
zitella550, come nel caso della signorina Ainsley, avrebbe dato un senso alla propria esistenza
prestando aiuto al prossimo? Charlotte guarda con scetticismo a questa alternativa attraverso gli occhi
di Caroline. Quest'ultima, nel tentativo di emulare la signorina Ainsley e di impiegare il proprio tempo
libero facendo la carit, rimane segnata e quasi rischia di morire.
Cos come Cary deve attraversare la valle dell'ombra della morte, Charlotte attinse all'agonia
delle sorelle. I due capitoli sulla malattia, all'inizio del terzo libro, sono stati scritti subito dopo la
scomparsa di Anne, mentre Charlotte si trovava ancora con Ellen sulla costa dello Yorkshire. Tradusse
in parole il lutto, e leggendo il romanzo si ha l'impressione che pensasse pi alle sue sorelle che alla
sua eroina. Con immediato impeto, prima ancora di tornare a Haworth, prese in mano la penna per
raccontare la debilitante malattia di Caroline e i tremendi effetti dell'abbandono di s. Sulle prime, il
fuoco della narrazione  tutto nella stanza della malata, la mano priva di forze posata sul petto, la sete
inestinguibile, il combattimento con Dio di chi le fa assistenza durante la notte, le suppliche davanti
alla fronte madida di sudore  negate all'alba dal volto mutato della malata: il colorito e la rigidit del
marmo e gli occhi vitrei  quell'aspetto indescrivibile e tremendo  di quando la morte si avvicina.
Non sempre vince colui che tenta questo divino combattimento. Notte dopo notte, il nero sudore
dell'agonia pu zampillare su quella povera fronte, e colui che assiste invano supplica con quella voce
senza suono che spira dall'anima nel colloquio con l'Invisibile. Risparmia l'oggetto del mio amore,
implora, guarisci la vita della mia vita! Non strappare da me quel lungo affetto che c'intreccia con la
mia natura tutta! Dio dei cieli, chinati su di noi [...] ascoltaci [...] sii clemente! E, dopo la lunga lotta
e il lungo pianto, pu anche sorgere il sole.551
Questo passaggio  stato scritto nel pieno del tormento per la morte di Anne, ma nel romanzo
Caroline si riprende (quando la madre le rivela la sua identit) e sposa l'uomo che ama, mentre Shirley
e Louis Moore trovano l'una nell'altro un improbabile compagno di vita.
Reduce da tutto ci, Charlotte fece ritorno alla vuota canonica, dove il ticchettio dell'orologio di
suo nonno risuonava ora come non mai nella tromba delle scale. Avvolta da quel silenzio si chiese:
Gli spiriti possono comunicare con i viventi attraverso un mezzo qualsiasi? I morti possono visitare
coloro che hanno lasciato? Possono venire attraverso gli elementi [...]. Cosa sono tutte queste influenze
atmosferiche che giocano sui nostri nervi come sulle corde di uno strumento [...]? Dov' l'altro
mondo? In che cosa consiste l'altra vita?552.
Charlotte sembra rispondere alle sue stesse domande in una lettera a William Smith Williams:
La fede sussurra che [Ellis e Acton Bell] non sono in quelle tombe a cui si volge l'immaginazione  le
anime senzienti, pensanti, ispirate sono oltre questa Terra, in una regione pi gloriosa. Io credo siano
benedette553. Al fianco del padre rimase solo lei, la pi debole e gracile, la meno promettente dei
suoi sei figli554.
Che vita le restava da vivere? Quando giunse all'ultimo capitolo di Shirley si ritrov a pensare a
un altro curato: l'affidabile e sempre presente signor Nicholls.
La satira sui curati contenuta in Shirley potrebbe non essere indipendente dal fatto che costoro
erano gli unici scapoli con cui le sorelle Bront avevano contatti. Era certo piuttosto seccante che la
maggior parte di loro fosse inaccettabile. Willie Weightman era stato un'eccezione: l'unico curato con
cui tutte si erano intrattenute di buon grado. Quando la stesura di Shirley fu ultimata, Charlotte pens
che Arthur Bell Nicholls potesse rappresentare un'altra eccezione. A fare una breve apparizione
nell'ultimo capitolo  infatti un curato irlandese appena arrivato, di nome Macarthey. Abbandonando la
precedente vena satirica nel tentativo di dare una lucidata all'immagine dei curati  consapevole che il
lettore si aspetta un lieto fine , Charlotte posa con sollievo lo sguardo su Macarthey, che  degno di
verit:
Sono felice di poter dire che questo gentiluomo [...] si dimostr  sia detto secondo verit 
mite, modesto e scrupoloso [...] lavor con assidua fede; nella sua parrocchia le scuole, sia quella
quotidiana sia quella domenicale, fiorirono come alberi di alloro. Essendo umano, aveva anche lui i
suoi difetti, ma erano per cos dire... costanti e adatti alla sua persona, dei difetti clericali, insomma,
che molti avrebbero definito virt. L'essere invitato a prendere un t con un dissidente, ad esempio, lo
sconvolgeva per una settimana buona; lo spettacolo di un quacchero con il cappello in testa anche in
chiesa o il pensiero di una creatura non battezzata, eppur sepolta con riti cristiani, provocava uno strano
disordine nell'economia fisica e mentale del reverendo Macarthey. Altrimenti egli era un essere
equilibrato, razionale, diligente e caritatevole.555
Questo ritratto, con il suo seducente candore, fu un bouquet che Nicholls non si lasci sfuggire.
Nel gennaio del 1850, fu deliziato nel leggere a voce alta al signor Bront le scene in cui comparivano i
curati e, come raccont Charlotte, provava un senso di trionfo quando appariva il suo
personaggio556. Era da sempre un'abitudine dell'autrice quella di inviare un messaggio velato a
specifiche persone attraverso la scrittura: al signor Heger attraverso i devoirs, al signor Nicholls alla
fine di Shirley, pi tardi a George Smith in Villette. A loro disse attraverso il mezzo della fiction quello
che non poteva dire per via diretta. E ci sono prove sufficienti per suggerire che tutti, in un modo o
nell'altro, risposero a questi messaggi. Nonostante il signor Bront e la signora Gaskell avessero avuto
l'impressione che fosse stato il signor Nicholls a fare le prime, sorprendenti avances alla fine del 1852,
senza il bench minimo incoraggiamento, potrebbe essere stata Charlotte a compiere il passo iniziale,
ancora prima della comparsa di Macarthey in Shirley nella tarda estate del 1849. In un capitolo
precedente, scritto all'incirca nell'inverno del 1848-49, Shirley valuta se  meglio abbandonare l'idea
del matrimonio o dedicarsi alla ricerca del giusto marito. L'uomo che definisce in questo brano
potrebbe rispecchiare il signor Nicholls, ed  in linea con il ritratto che ne fece poi nella figura di
Macarthey: Molto meglio osservare se lui  gentile con gli animali, i bambini, i poveri. Se  buono
con noi, attento, saggio; se non adula le donne, ma  paziente con loro; se sembra a proprio agio alla
loro presenza e gradisce la loro compagnia [...]. Osserviamo se  giusto, se dice sempre la verit, se 
coscienzioso557.
Attraverso il suo romanzo, Charlotte invi calorosi segnali al signor Nicholls in un periodo in
cui, nell'arco di sei mesi, aveva perso due sorelle. Dipinge Macarthey come un uomo premuroso e
gentile, in una fase in cui lei stessa aveva un gran bisogno di premure, una volta tornata da Scarborough
nella canonica ormai vuota, nelle sere solitarie trascorse in sala da pranzo, con suo padre che ancora
rimaneva murato nello studio. Forse inizi a provare qualcosa per il signor Nicholls nel momento in cui
sent di poter condividere con lui il lutto (anche il padre del signor Nicholls era morto nel 1849). Si
accorse di essergli grata per le molte occasioni in cui le aveva offerto sostegno senza mai essere
invadente, come quando aveva portato a spasso i cani, Keeper e Flossy, mentre le sorelle stavano
morendo, per il modo in cui aveva partecipato al suo dolore nel celebrare le esequie di Emily alla fine
del 1848 e per aver tenuto Flossy tra le braccia impedendo che corresse dietro al carro su cui Anne
aveva lasciato la canonica nel suo ultimo viaggio, nel maggio 1849. Nicholls potrebbe essersi offerto di
occuparsi del signor Bront quando vide Charlotte esitare all'idea di partire per Scarborough con la
sorella malata. Anche se il signor Bront si oppose quando Charlotte gli menzion questa possibilit,
ci lascia quanto meno ipotizzare che lei si fidasse del signor Nicholls.  vero, ai suoi occhi rimaneva
un uomo limitato: il curato brontolava un po'558 per l'ironia di Charlotte nei confronti dei fedeli
seguaci dell'Alta Chiesa, quale lui era. L'autrice aveva deriso gli attuali successori degli apostoli,
seguaci del dottor Pusey, che si erano sottoposti a un'istantanea rigenerazione battesimale nel
bagnetto della stanza dei bambini indossando la doppia gala arricciata all'italiana delle loro
cuffiette di tulle, e che adesso sfoggiavano la loro bianca cotta da lass, dal pulpito, per la
costernazione dei vecchi vicari di campagna. Il signor Nicholls non ne fu divertito. Rigidamente
indottrinato, con lui Charlotte non avrebbe mai potuto instaurare un rapporto fantasioso simile a quello
che aveva intrattenuto, e ormai perso, con le sorelle. Ma a colpirla fu la sua bont d'animo.
Era grata per l'affettuosa gentilezza dimostratale dal padre e dalle due domestiche, Tabby e
Martha Brown, ma le sue notti rimasero insonni, mentre ripensava ai morti. Di giorno, le preghiere le
scivolavano via dalle labbra: altre due sorelle erano morte in rapida successione  quanto grande e
misericordioso  il Potere nell'alto dei cieli. Nelle lettere scritte ai suoi corrispondenti parl di
rassegnata accettazione; di notte, doveva fare i conti con un'incontenibile ribellione. La sua vera
salvezza era il lavoro: l'impegno richiestole dall'ultimo libro di Shirley. Scrivere, si disse, significa
dare alla tua anima una naturale liberazione559.
Il romanzo rivela l'esistenza di una forza segreta, e questa le forn una base per la
sopravvivenza. Per quanto tranquillo e mite possa apparire uno scrittore, questi custodisce in s uno
spirito violento che disprezza il pathos. Mentre gli estranei stimano forse che la sua esistenza sia un
inverno polare, mai rallegrato dal sole, egli mantiene il suo bagliore creativo. Il vero poeta non  da
compiangere;  tipo da ridere sotto i baffi quando sulle di lui disgrazie geme un qualche scriteriato
simpatizzante560. In questo brano, scritto prima della scomparsa di Emily e Anne, Charlotte fa
riferimento al loro condiviso atteggiamento di sfida nei confronti delle opinioni avverse. Certo, lei
aveva dovuto lottare molto meno rispetto alle autrici di Cime tempestose e Il segreto della signora in
nero, due libri che furono fraintesi e suscitarono aperta ostilit. Ellis e Acton l'avevano affrontata in
silenzio561. Ellis mostr un sorriso tra il divertito e lo sprezzante ascoltando l'opinione della North
American Review, che definiva il romanzo caparbio e brutale. Acton, mentre cuciva, aveva lasciato
cadere qui e l una parola di moderato divertimento nel sentire il fosco ritratto che si faceva del suo
carattere. Non si pu sapere con certezza fino a che punto l'opinione pubblica le ferisse, ma Charlotte
era capace di riservare ai critici una vigorosa derisione e un disprezzo spietato562. Per lei, il vero
poeta era cos feroce da meritare lui la colpa, altro che comprensione. Il tono che usa  euforico, per
nulla apologetico. Per un attimo, dunque, lasci affiorare in superficie il suo carattere domestico: aspro,
diretto, formidabile nel dispensare giudizi e sentenze. Il potere di cui disponeva la divertiva, invisibile
com'era. Riteneva che il vero scrittore fosse in grado di correre ai ripari dai dispiaceri mondani,
rifiutando il mondo prima ancora che il mondo rifiutasse lui. La natura  la sua unica amica.
Questa convinzione, mutuata da Emily, aiuta a comprendere quanto Charlotte avesse preso dalla
sorella, del cui genio non aveva mai dubitato, nemmeno per un attimo, nonostante l'opinione pubblica
avesse guardato con orrore agli elementi pi crudi di Cime tempestose. Quando Shirley fa il suo
ingresso nel romanzo di Charlotte, appena prima o appena dopo la morte di Emily, da subito si presenta
evocando un paesaggio identico a quelli tanto amati da Emily: Una sconfinata distesa di alta erica,
un cielo livido in un giorno di tempesta senza veder altro che pecore selvatiche e udir altro che grida
di uccelli selvatici563. Il giorno in cui Emily si stava spegnendo, Charlotte aveva cercato invano nella
brughiera un ramoscello di erica. In seguito, difese Emily contro il gusto contemporaneo per la scrittura
ampollosa e ricca di dettagli: Dato che i poemi di Ellis sono brevi e astratti, i critici li ritengono
relativamente insignificanti e insipidi. Si sbagliano564. Emily era sublime e al di fuori di ogni genere
o categoria. Con lei, Charlotte perse il modello di un carattere senza paure che aveva, in una certa
misura, contribuito a formare il suo. Penso che una certa durezza nel suo carattere forte e peculiare
abbia come unico effetto quello di attaccarmi a lei ancor di pi565, disse poco prima della sua morte,
e due anni dopo aggiunse: Pi forte di un uomo, pi semplice di un bambino, la sua natura era unica.
Da questo momento in poi Charlotte avrebbe portato il vessillo dell'incrollabile forza della sorella.
Il piano di Charlotte era stato quello di unirsi a Emily, in quanto autrici le cui voci veritiere
avrebbero aiutato la societ, che fosse pronta o meno, ostile o no. Ma la missione di Emily era stata
quella di fondersi allo spirito divino che la visitava la notte, trasportato dal glorioso vento che spazzava
via il mondo, l'essenza stessa del rombo della tempesta:
Un principio di vita intenso
perduto alla mortalit.566
Emily non c'era pi, e Shirley arriv a prenderne il posto: una creatura libera. Charlotte aveva
lavorato con impeto al secondo libro di Shirley, la sua grafia appare frastagliata e frettolosa, diversa
dalla mano ferma e posata dei primi manoscritti567. Fu a questo punto che inizi a usare le forbici,
come se cancellare i passaggi mal riusciti non fosse abbastanza: doveva eliminarli. Il secondo libro
venne completato in coincidenza con la morte di Anne, alla fine di maggio. La fine di Anne,
rassegnata, cristiana, non la rese inquieta quanto quella rapida e severa di Emily. Ho lasciato che
Anne se ne andasse a Dio, ho sentito che Egli aveva dei diritti su di lei. Della morte di Emily non
riuscivo a darmi ragione. Volevo tenerla con me e la voglio ancora adesso. Aveva perduto la persona
con cui divideva in segreto i propri pensieri, ma Shirley aveva attinto abbastanza da lei per poter andare
avanti da sola.
Con un'incredibile determinazione, intralciata  o forse fortificata?  dai momenti notturni di
ribellione al proprio destino, Currer Bell torn a vivere. In meno di tre mesi, tra giugno e la fine di
agosto del 1849, venne terminato il terzo libro di Shirley. Il fatto  che il lavoro  il mio miglior
compagno, disse il 26 luglio a William Smith Williams, d'ora in poi non mi aspetto altro conforto
terreno se non quello che pu darmi un'occupazione congeniale568. Quando Charlotte arriv infine a
completare il romanzo, realizz che Currer Bell era pi in forze che mai, perch quel personaggio era
diventato il suo unico interesse nella vita: La perdita di ci che ci  pi vicino e pi caro al mondo
produce un effetto sul nostro carattere, scrisse ancora a William Smith Williams il 21 settembre,
cerchiamo ci che  rimasto a darci sostegno e, quando lo troviamo, ci attacchiamo a esso con una
presa tenace. La facolt dell'immaginazione mi ha tirato su quando stavo affondando, tre mesi fa; da
allora il suo costante esercizio ha tenuto la mia testa sopra il livello dell'acqua: il suo risultato ora mi
rallegra569.
Per quando ebbe terminato Shirley, Charlotte Bront non camminava pi del tutto invisibile al
mondo. Nel gennaio 1848 aveva rivelato al padre di essere una scrittrice. Nel maggio dello stesso anno,
Ellen diede voce a dei sospetti e li diffuse. Charlotte non ment apertamente, ma di fronte ai sospetti di
tradimento di Ellen rifiut con furia la pubblica esposizione: Non ho concesso a nessuno il diritto di
affermare, o suggerire, nel modo pi assoluto, che io stia "pubblicando"  (stupidaggini!). Chiunque lo
sostenga  se qualcuno lo ha fatto, cosa di cui dubito  non  mio amico. Anche se mi venissero
attribuiti venti libri, non ammetterei di averne scritto nemmeno uno. Detesto sommamente l'idea [...].
La pi nera oscurit  infinitamente preferibile alla volgare notoriet; e tale notoriet io non la cerco n
mai l'avr570. Poi, nel luglio del 1848, l'identit dei Bell era stata rivelata all'editore londinese di
Charlotte, ed era stato difficile contenere il suo iniziale, entusiastico trasporto.
Ora, pi di un anno dopo, un pacco di bozze spedito dalla Smith, Elder venne aperto durante il
trasporto  da qualche impiccione a Keighley, sospett Charlotte. Quando nell'ottobre del 1849 fece
visita a Ellen, non pot non accorgersi della nuova deferenza che le riservava la vecchia compagna di
scuola  n delle teste chine con cui gli uomini di chiesa evitavano il suo sguardo. Il suo ultimo
romanzo, ambientato nello Yorkshire e popolato da personaggi cos facilmente riconoscibili  i curati e
la famiglia Yorke , port a inevitabili speculazioni. Il sagrestano di Haworth, John Brown, sent
parlare di Charlotte a Halifax; il fratello di Mary, George, la sent nominare a Bradford. Eppure, la
scrittrice non riusciva a pentirsi di una sola riga scritta.
Alla fine di novembre ritorn a Babilonia (come ancora chiamava Londra). Questa volta, a un
mese dalla pubblicazione di Shirley, non pot pi nascondersi dietro l'anonima facciata della "signorina
Brown", anche se il suo editore fece il possibile per tutelare il suo riserbo. Quando Thackeray fu ospite
a cena, il 3 dicembre, Smith ebbe l'accortezza di non forzare una presentazione. Lei vide un uomo
straordinariamente alto, brutto (pens), con uno strano volto schiacciato, severo e ironico
nell'espressione, ma capace di gentilezza. Prima che scendessero per la cena, mentre a Charlotte era
concesso di appartarsi nell'ombra, vide Thackeray osservarla attraverso le lenti degli occhiali. Poco
dopo, lui le and incontro a passo lento e disse: Diamoci una stretta di mano571. Sulle prime sembr
non ci fosse bisogno di nomi o pseudonimi: solo questo semplice gesto di riconoscimento. Ma dopo la
cena e i sigari, quando i gentiluomini raggiunsero le signore in salotto, Thackeray fece un passettino
verso Charlotte citando il passaggio di Jane Eyre sul profumo rivelatore del sigaro del signor
Rochester. Thackeray non aveva affatto il senso della reticenza572: quando conversava
confidenzialmente con amici e conoscenti, non si soffermava mai a valutare ci che era il caso o meno
di dire. Non volendo essere idolatrata, Charlotte custod il proprio segreto con muta raffinatezza. Non
gioc mai a calarsi nei panni della celebrit: il suo era un altro ruolo.
Il suo piano era quello di tenere distinte la fiera scrittrice e la signora di buona famiglia. Il suo
grigio contegno, la sua tremante timidezza, erano vitali per la sopravvivenza in societ. Ci la metteva
sempre a rischio di esposizione; era vulnerabile perch la scrittrice poteva tradire la signora  che
doveva mostrare un'evidente vulnerabilit, per rafforzare la pretesa di essere signorile.
Allo stesso tempo, era decisa a raccogliere materiale: doveva osservare e assimilare ogni cosa.
Fremeva, a detta di Thackeray, ma invece di chinare la testa sollev gli occhi per giudicare da s:
Nuova nel mondo londinese, lei vi entr con lo spirito indipendente e indomabile che le era proprio, e
valut i contemporanei, spiandone soprattutto l'arroganza o l'ostentazione, con una straordinaria
acutezza573. Aveva occhi luminosi capaci di accendersi di curiosit. La figlia pi grande di
Thackeray, Anne, ricord come Charlotte sedesse guardando suo padre con occhi ardenti di interesse,
che di tanto in tanto si accendevano, illuminandosi, quando gli rispondeva. Riesco ancora a vederla:
sporta sul tavolo, non tocc cibo e rimase attentamente in ascolto di ci che lui diceva mentre era alle
prese col suo piatto574. Thackeray non le piacque del tutto: sebbene apprezzasse la sua semplicit, la
sua tendenza all'adulazione e la sua eccessiva accondiscendenza nei confronti delle signore altolocate
indicavano una debolezza  non detestabile575. Non si sent intimorita dai sette critici di punta
invitati alla cena n dallo spaccone576 signor Forster, e nemmeno dalle smorfie del signor Chorley.
Analizz il signor Chorley a mo' di campione del suo genere, incerta se, una volta esplorati i pi
remoti recessi del suo carattere, il risultato sia totale disprezzo e avversione o se per qualche sua dote
latente ci si senta pronti a perdonargli i limiti palesi. Si sarebbe ben disposti a scusargli le sgradevoli
fattezze, la voce bizzarra, perfino la profonda vanit e l'affettazione, se tali difetti s'accompagnassero a
un talento vivo e a una qualche scintilla di autentica bont. Se a contare in una persona sono le
conoscenze, l'eleganza e un'affettata filantropia, Chorley  una creatura ammirevole.
Per capire il tipo di donna che Charlotte stava portando alla luce, non possiamo fermarci ai suoi
aspetti patetici. Dobbiamo osservare la messa in scena di una timida femminilit, per la quale
l'acrobazia verbale dell'accondiscenza nei confronti di Southey era stata un brillante giro di prova,
dobbiamo tenere conto del carattere eversivo della sua scelta dell'anonimato e della vita ritirata e
dobbiamo ascoltare i commenti degli intellettuali londinesi che non furono in grado di portarla allo
scoperto. Il suo silenzio, infatti, tracciava un'incolmabile lacuna tra la scrittrice e la donna. Come
avrebbe potuto la modaiola Londra ricondurre l'impetuosa voce che aveva udito in Jane Eyre e Shirley
a questo tremante topolino? Alla lunga, Charlotte si sent fuori posto in casa degli Smith. La signora
Smith e le figlie la trovarono un'ospite difficile, silenziosa e assorta in se stessa. Si tenne ben lontana
dal suo carattere domestico: la cancellazione di s era pensata per annullare, in pubblico, la donna
passionale e smorzare il volume della sua voce.
Quando l'apparizione pubblica si faceva inevitabile, Charlotte era allenata a evitare l'immagine
della "signorina sfrontata": ogni gesto, ogni movimento o espressione del volto affermava il contrario.
Non riusc a prevenire, perci, l'immagine opposta  ugualmente rozza e semplificata, eppure
prontamente suggerita da uomini di mondo come Lewes e Thackeray: la triste zitella, affamata di sesso,
che avrebbe smesso di rompersi la testa con la scrittura se fosse riuscita a trovare un "Tomkins"
qualunque col quale accoppiarsi. Thackeray giunse a questa rapida conclusione, nonostante ammirasse
sinceramente le capacit intellettuali di Charlotte, proprio come fecero uomini meno brillanti, ma si
trattava di un grossolano equivoco. Nella sua vita, Charlotte avrebbe rifiutato quattro offerte di
matrimonio: quella del reverendo Nussey, nel marzo 1939; quella dell'impulsivo ospite irlandese, il
signor Bryce, nell'agosto dello stesso anno, e due che sarebbero arrivate in seguito. Per tutto il tempo,
era stata decisamente armata contro il seduttore che possedeva l'arte di impressionare le signore con
qualcosa di apparentemente involontario nel suo sguardo e nei suoi modi  lasciando credere che gli
importi qualcosa di loro, mentre le sue parole e azioni sono del tutto noncuranti, disattente e per lui
stesso mai compromettenti. Solo gli uomini che hanno visto molto della vita e del mondo, e perci sono
diventati in una certa misura indifferenti all'attrazione femminile, possiedono tale arte577. Nessuna
donna mondana sarebbe potuta essere pi accorta. Ma Charlotte sapeva comprendere, allo stesso
tempo, la suscettibilit del suo genere. Conosceva l'alienazione causata dal vuoto che incombeva nella
vita delle donne. Obbligate all'inattivit, le donne erano facili prede di un'eccitazione illusoria:
Mentre le loro menti sono perlopi inoccupate, le loro emozioni sono come nuove, e di conseguenza
fresche e appassionate [...]. Vorrei solo poter infondere nell'anima dell'oppressa un po' della calma
forza dell'orgoglio  della confortante consapevolezza della propria superiorit578.
In qualche modo eredi dell'opinione di Thackeray, le femministe del XX secolo criticarono il
bisogno di un maestro espresso da Charlotte. Ma la loro  una posizione riduttiva che non ha saputo
riconoscere le distinzioni operate dalla scrittrice: il fatto che Shirley ceda all'attrazione per il suo
precettore, Louis Moore, potr forse non rispondere al nostro gusto, ma se non altro l'eroina sta
scegliendo un'autorit intelligente e spirituale contro il potere materiale, la brutalit e il mero status dei
suoi altri spasimanti. E non possiamo non tenere conto della sagace risposta che Charlotte diede a
un'amica che aveva dichiarato di volere un marito dotato di grande forza di volont, anche se despota:
Se suo marito ha una forte determinazione, deve anche avere una forte sensibilit, un cuore gentile,
una nozione estremamente corretta di giustizia. Perch un uomo con un cervello debole, freddo negli
affetti e dotato di forte volont  solo un nemico ingestibile: non puoi mai essere sicura di avere presa
su di lui, non puoi guidarlo nel modo giusto. Un marito che si comporta come un despota in ogni
circostanza  una maledizione579. In privato, con Ellen, mostr la propria forza; in pubblico, il suo
comportamento non recava traccia della sua capacit di giudizio e della sua superiorit. Eppure, sotto
quella nervosa reticenza, quelle doti erano l.
Durante quel soggiorno a Londra del dicembre 1849 e quello successivo, sei mesi pi tardi, il
momento pi difficile fu quando Thackeray, che disprezzava le messinscene di ogni sorta, sfid
pubblicamente lo scarto tra la scrittrice e la donna580. Fu apparentemente un gesto crudele. Eppure era
stata lei, in fondo, ad averla preparata. Thackeray smascher il suo bluff rifiutandosi di stare al suo
gioco. Il 12 giugno del 1850, a una festa in suo onore nella residenza dello scrittore al numero 13 di
Young Street, Kensington, Charlotte venne esposta al pubblico. Tra gli ospiti c'era un'autrice di nome
Catherine Crowe, i Carlyle e una poetessa, Adelaide Anne Procter581, che era in contatto con i
Sidgwick di Stonegappe. Tutti gli sguardi erano puntati su di lei  specialmente quando Thackeray la
chiam Currer Bell582 mentre scendeva per cena a braccetto con lei, che arrivava a stento al gomito
dell'uomo. Indignata, Charlotte rafforz ancor di pi la propria copertura.
Credo che ci siano dei libri pubblicati a nome di Currer Bell, rispose, ma la persona a cui vi
rivolgete  la signorina Bront  e non vedo alcuna connessione tra i due. Cos, con una reazione tanto
pronta quanto spietata e divertita, sconfisse Thackeray in casa sua.
Da sola, rovin la festa. George Smith ricord il modo in cui aveva spiazzato le donne di
societ583.
Spero che Londra le piaccia, le disse l'amica speciale di Thackeray, la signorina Brookfield,
nel tentativo di attaccare bottone.
Mi piace e non mi piace, tagli corto Charlotte.
Lasciando cadere qualsiasi domanda e rifiutandosi di dare avvio alle brillanti conversazioni che
tutti si aspettavano, l'ospite d'onore abbandon il salotto e si ritir nell'angolo pi scuro dello studio
con la governante, la signorina Truelock. Non avrebbe parlato con nessun altro, nemmeno con Jane
Carlyle. La stanza si fece pi buia quando una lampada inizi a emettere fumo. Cal il silenzio e
l'imbarazzo prese il sopravvento. Anne Thackeray vide suo padre sparire dalla porta principale con un
dito alle labbra. Scappato dalla sua stessa festa, si rifugi nella sicurezza del suo club584. L'insistente
ricerca dell'invisibilit da parte di Charlotte, che si era appartata con la governante quando ci si
aspettava che interpretasse il ruolo della celebrit, parve a George Smith un'irritata reazione dovuta al
fatto che egli stesse rivolgendo le sue attenzioni all'attraente signorina Procter  non sapeva che la
signorina era inoltre in rapporti con i vecchi datori di lavoro di Charlotte.
Per il mondano editore, Charlotte Bront si era dimostrata socialmente inetta rifugiandosi
nell'isolamento. Ma il suo era anche un atto di ribellione: la rivendicazione dell'anonimato.
...
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...
Note al capitolo 6.
...
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...
445 W.M. Thackeray a WSW, 23 ottobre 1847, in LFC, II, p. 149.
446 CB a WSW, 4 gennaio 1848, CBL, II, pp. 3-4.
447 La signorina Evans, come la signorina Temple, lasci la scuola per sposarsi. Divenne la
moglie del reverendo James Connor di Oswestry il 6 luglio del 1826. Pi tardi, nel 1857, testimoni in
favore della Clergy Daughters' School in occasione di una causa. Per la vicenda della signorina Evans,
vedi Winifred Grin, Charlotte Bront: The Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967,
Additional Notes, p. 592.
448 CB riporta questa scena e i relativi dettagli in una conversazione con EG, quando entrambe
si trovano ospiti al Kay-Shuttleworths. EG lo racconta a Catherine Winkworth (25 agosto 1850), LFC,
III, p. 144. Spesso si ritiene che le espressioni sorprese di PB siano pi che credibili (come scritto
appunto in Elizabeth Gaskell, Life; trad. it. La vita di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga, 1987.),
ma qui EG parla di una versione leggermente differente da parte di Charlotte immediatamente dopo
averla ascoltata.
449 "Henry Hastings", in Five Novelettes, a cura di Winifred Grin, Londra, Folio Press, 1971;
trad. it. Henry Hastings, Caivano, Albus, 2009.
450 A WSW, 4 gennaio 1848, CBL, II, p. 3.
451  l'opinione della signora Smith, la madre di GS.
452 CB ne parla in Il professore, p. 82.
453 CB ne parla in Villette, p. 76.
454 CB, "Biographical Notice" (1850).
455 Lettera a MT, 4 settembre 1848. Si tratta dell'unica lettera sopravvissuta di CB a MT. La
versione contenuta in LFC  molto imprecisa. Cfr. Joan Stevens, Mary Taylor Friend of Charlotte
Bront: Letters From New Zeland and elsewhere, Oxford University Press and Auckland University
Press, 1972, appendice E. Cfr. anche CBL, II, pp. 111-115.
456 Il ricordo di George Smith di questo primo incontro differisce da quello di CB. Pur
basandomi su entrambe, considero pi affidabile la versione di CB, perch  stata scritta subito dopo i
fatti, mentre quella di Smith  stata pubblicata oltre cinquant'anni dopo, nel dicembre del 1900.
457 Per le informazioni su WSW, cfr. Grin, CB, p. 362.
458 GSR, I, cap. 6.
459 Ivi, cap. 5.
460 Vedi il modo in cui CB prese in giro GS (BPM. S-G 31), citato quasi integralmente sotto,
cap. 7.
461 Per le impressioni di GS su CB vedi Cornhill Magazine, dicembre 1900, pp. 783-784,
riportato in George Smith: A Memoir With Some Pages of Autobiography, Londra, 1902. Quest'ultimo
venne stampato per una circolazione privata dopo la scomparse di GS. Una copia si trova al Bront
Parsonage Museum (la copia appartenuta a Henry James). Ulteriori dettagli si posso trovare in GSR.
462 CB a MT, 4 settembre 1848; cfr Stevens, MT, Appendice E. CBL, II, pp. 111-115.
463 CB a EN. Nella lettera si congratula con lei per non essere tornata "guastata" da una visita a
Londra, 19 giugno 1834, CBL, I, p. 128.
464 "Caroline Vernon", in Five Novelettes, cit., p. 320.
465 31 luglio 1848, CBL, II, p. 95.
466 A EN, gennaio 1847, CBL, I, p. 511.
467 A WSW, 26 aprile 1848, BL. Add MS 39763. CBL, II, p. 55.
468 CB a WSW, 15 febbraio 1848, CBL, II, p. 28.
469 Alexander Pope, Saggio sulla critica, 1711.
470 MT alla signora Gaskell, 18 giugno 1856. LFC, I, p. 276
471 WMT alla signora Gaskell, 28 ottobre 1847. Berg. LFC, II, p. 150.
472 In una nota per CB allegata ad una lettera a WSW, Letters and Private Papers of William
Makepeace Thackeray, a cura di Gordon N. Ray, Oxford, Oxford University Press and Harvard
University Press, 1945, II, pp. 340-341.
473 Le considerazioni di CB su WMT sono in due lettere a WSW, 28 ottobre 1847 e 29 marzo
1848, CBL, I, p. 553, ii, p. 45.
474 CB a GHL, 6 novembre 1847. BL. Add MS 39763. CBL, I, p. 559. (le lettere di GHL a CB
sono scomparse e probabilmente sono andate distrutte).
475 Appendice D all'edizione Clarendon di Sh, pp. 805-835. Si tratta di due capitoli e
dell'inizio di un terzo.
476 Sh, p. 3.
477 CB a EN, 3 marzo 1846, LFC, iii, pp. 83-84.
478 Era questo il titolo assegnato da CB nel 1850, molto dopo la morte di PBB, a una poesia di
EB, E.W. a A.G.A. ( Anne, Charlotte, Emily Bront, trad. it. in Poesie, Milano, Mondadori, p. 718),
datata 11 marzo 1844, quando PBB era ancora precettore a Thorp Green. Di sicuro interesse 
l'opinione che CB si fece sui rapporti tra EB e PBB a partire dai Gondal Poems. Su una vita di
perversione era il titolo a matita posto da CB sul manoscritto. The Complete Poems, a cura di Janet
Gezari, Harmondsworth, Penguin, 1992, pp. 157-158. Vedi anche la nota di Juliet Barker in The
Bronts: Selected Poems, Londra, Dent, 1985, p. 127.
479 Sulla somiglianza fisica tra CB e PBB: annotazione di un amico di PBB, George Searle
Phillips, in LFC, II, p. 257.
480 CB defin nobile la fronte di PBB mentre lo osservava sul letto di morte. CB a WSW, 6
ottobre 1848, CBL, II, p. 124.
481 Ibid.
482 A WSW, 12 maggio 1848, CBL, II, p. 66.
483 MT a CB dopo aver letto JE, 24 luglio 1848, CBL, II, p. 87.
484 CB a GHL, 12 gennaio 1848. BL. Add MS 39763. CBL, II, p. 9.
485 Citato in Rosemary Ashton, G.H. Lewes: A Life, Oxford, Clarendon Press, 1991, p. 67.
486 GHL, recensione a Sh, in Edinburgh Review, gennaio 1850, pp. 153-173. Cfr. The
Bronts: The Critical Heritage, a cura di Miriam Allot, Londra Routledge, 1974, p. 162.
487 CB a GHL, 6 novembre 1847. BL. Add. MS 39763. CBL, I, p. 559.
488 A GHL, 12 gennaio 1848, BL. Add. MS 39763. CBL, II, p. 10. ( CB a citare a Lewes le
sue stesse parole).
489 CB a WSW, 12 aprile 1850, CBL, II, p. 383.
490 CBL, II, p. 14.
491 CB a GHL, 17 ottobre 1850. BL. CBL, II, p. 485.
492 CB a GHL, 12 gennaio 1848. BL. Add MS 39763. CBL, II, p. 10.
493 "Memoirs of a Novelist" (1909), in The Complete Shorter Fiction of Virginia Woolf, a cura
di Susan Dick, New York, Harcourt, 1985, p. 75.
494 CB a GHL, 18 gennaio 1848. BL: Add MS 39763, LFC, II, pp. 180-181.
495 CB a GHL, 12 giugno 1848. CBL, ii, p. 10; vedi anche p. 45; trad. it. in Lettere, Milano,
SE, 2002, p. 105.
496 Le seguenti contestazioni a GHL sono tratte da due lettere a WSW di fine aprile-inizio
maggio 1848. CBL, II, pp. 54-55, pp. 57-59.
497 18 gennaio 1848, CBL, II, p. 14.
498 Recensione a Sh, cit. p. 163.
499 Margaret Smith, "The Letters of CB".
500 Vedi Juliet Gardiner, The World Within: The Bronts at Haworth: A Life in Letters, Diaries
and Writings, Londra, Collin & Brown, 1992, p. 133.
501 Sh, p. 32.
502 Vedi CB a WSW, 21 agosto 1849, CBL, II, p. 237.
503 CB a WSW, 28 gennaio 1848, Berg. CBL, II, p. 23.
504 Sh, p. 417.
505 Il signor Bounderby (in Tempi difficili di Dickens)  il tronfio e ignaro proprietario di uno
stabilimento che dichiara, quando i suoi operai lamentano di essere sfruttati, che vogliono mangiare con
le posate d'oro.
506 EN a Clement Shorter, 20 ottobre 1895. Ellen Nussey Papers, Brotherton.
507 CB a WSW, circa 10 febbraio 1849, CBL, II, p. 181. Altre fonti a proposito dei curati sono
fornite da Herbert Rosengarten nelle note esplicative a Shirley, p. 648.
508 CB a EN, 28 gennaio 1850, CBL, II, p. 337
509 CB a EN, 13 dicembre 1846, CBL, I, p. 507; trad. it. in Lettere, cit., p. 96.
510 CB a EN, 7 ottobre 1847, CBL, I, p. 547.
511 La data riportata alla fine del primo volume  settembre 1848.
512 LFC, II, p. 258.
513 BPM. Bon, p. 38.
514 Gardiner, op. cit., p. 130.
515 A WSW, 2 ottobre 1848, CBL, II, p. 122; trad. it. in Lettere, cit., p. 115.
516 Ibid.
517 CB, "Biographical Notice".
518 CB a EN, 10 dicembre 1848, CBL, II, p. 152.
519 CB a WSW, 25 dicembre 1848, CBL, II, p. 159; trad. it. in Lettere, cit., p. 130.
520 In morte di Emily Jane Bront, CBP, p. 241; trad it. in Poesie, cit., p. 417.
521 CB a WSW, 25 dicembre 1848, CBL, II, p. 159; trad. it. in Lettere, cit., pp. 130-131.
522 Gardiner, op. cit., p. 129.
523 CB lo disse a EG, EG a Catherine Winkworth (25 agosto 1850), LFC, III, p. 144.
524 CB a WSW, 15 gennaio 1849, CBL, II, p. 168.
525 Ibid.
526 CB a WSW, 16 aprile 1849, CBL, II, p. 203.
527 CB a WSW, 5 aprile 1849, CBL, II, p. 196.
528 EN forn a EG una descrizione degli ultimi giorni di AB per Vita di CB. LFC, II, p. 336;
trad. it. in Lettere, cit., pp. 141-144.
529 Ibid.
530 A WSW, 13 giugno 1849, CBL, II, p. 220.
531 Sh, p. 338.
532 Ivi, cap. VII, pp. 309-310.
533 Ivi, cap. IV; trad it. p. 473, "La prima donna saccente" [l'espressione Woman God, qui
resa con "Divinit Donna",  omessa nella traduzione italiana di Shirley adottata, N.d.T.]. Shirley
scrive questa parabola nello spirito di un devoir francese. CB la traduce in inglese su richiesta dei suoi
editori. Come nel caso delle sue lettere a CH, per lei dev'essere stato liberatorio esprimere i pensieri
pi reconditi in una lingua straniera.
534 Sh, cap. IV, trad. it. pp. 470-474.
535 Ivi, cap. XXII, "Due vite", p. 373.
536 CB a WSW, 5 aprile 1849, CBL, II, p. 197.
537 Virginia Woolf, Gli anni, Roma, Newton Compton, 1994, p. 232.
538 Per queste osservazioni sono in debito con Lucasta Miller, conversazione del
maggio-giugno 1993.
539 Sh, II, cap. iii; trad. it. p. 253.
540 Sh, II, cap. ii; trad. it. pp. 237-238.
541 Sh, iii, cap. iii; trad. it. p. 438.
542 Sh, iii, cap. viii; trad. it. p. 530.
543 Sh, ii, cap. viii; trad. it. p. 385.
544 MT a EN, 11 marzo 1851. Berg. Stevens, MT, p. 104. Trascrizione dell'originale.
545 Mary Wollstonecraft, Sui diritti delle donne, Milano, Bur, 2008, p. 16.
546 MT a CB, aprile 1850, BPM. Stevens, MT, p. 94.
547 MT a EN, 11 marzo 1851, Berg. Stevens, MT, p. 104.
548 MT a CB, 13 agosto 1850, Berg. LFC, iii, p. 135.
549 Vedi Appendice C (a cura di Margaret Smith) dell'edizione Clarendon di Shirley: "A Word
to the Quarterly". Si tratta della prefazione che CB intendeva anteporre al romanzo, in cui rifletteva
sull'insostenibile posizione dell'istitutrice inglese, come confermato delle citazioni riportate nella
recensione critica di Jane Eyre scritta da Elizabeth Rigby e apparsa sulla Quarterly. La signorina
Rigby rivendicava implicitamente la propria superiorit esprimendo la sua preoccupazione unicamente
per le esigenze delle classi superiori.
550 Sh, I, cap. X ("Old Maids"); trad. it. "Le vecchie zitelle", p. 165.
551 Ivi, iii, cap. II; trad. it. p. 424.
552 . Ivi, iii, cap. I; trad. it. pp. 408-409.
553 . A WSW, 19 novembre 1849, CBL, ii, p. 291.
554 A WSW, 4 giugno 1849, CBL, ii, p. 216; trad. it in Lettere, cit., p. 145.
555 Sh, iii, cap. xiv ("The winding up"); trad. it. ("La conclusione"), p. 622.
556 . A EN, 28 gennaio 1850, LFC, iii, p. 71.
557 Sh, ii, cap. I; trad. it. p. 208.
558 ABN si lament quando lesse la scena di apertura di Shirley (trad. it. p. 4) dalla quale sono
prese le seguenti citazioni. CB a EG, 26 aprile 1854, John Rylands University Library, Manchester.
559 Sh, iii, cap. iii; trad. it. p. 448.
560 Sh, I, cap. iv, trad. it. p. 51.
561 CB a WSW, 22 novembre 1848, LFC, ii, p. 287. Accadeva nel periodo in cui EB era
prossima alla morte e AB ammalata; trad. it. in Lettere, cit., pp. 121-122.
562 Sh, I, cap. iv; trad. it. p. 51.
563 vi, ii, cap. iv; trad. it. p. 202.
564 CB a WSW, 16 novembre 1848, CBL, II, p. 140. CB scrive dopo aver letto la recensione
contenuta in The Spectator relativa alla ristampa da parte della Smith, Elder delle Poesie dei Bell.
565 CB a WSW, 2 novembre 1848, CBL, II, p. 133.
566 Poesia 123, Aye, there it is, datata 6 luglio 1841, The Complete Poems, cit., p. 131, a cura
di Gezari, trad. it. in Poesie, cit. p. 657.
567 George Smith Memorial Bequest, BL. Add MS 43477-9.
568 CB a WSW, 26 luglio 1849, CBL, II, p. 232.
569 CB a WSW, 21 settembre 1849, CBL, II, pp. 260-261.
570 A EN, 3 maggio 1848, CBL, II, p. 62.
571 CB a PB, 5 dicembre 1849, CBL, II, p. 301.
572 GSR, I, cap. 10.
573 "The Last Sketch", che accompagna la sua introduzione a "Emma", Cornhill, n. 1, 1860.
574 "Chapters From Some Memories", 1894, citato in Grin, Anne Thackeray Ritchie: A
Biography, Oxford University Press, 1981, pp. 49-51. Anne aveva tredici anni all'epoca. CBL, II,
Appendix, pp. 745-756.
575 CB confida le sue impressioni sul carattere di WMT a GS, ricevendo da lui in regalo un
ritratto di Thackeray, 26 febbraio 1853, CBL, III, p. 128.
576 CB a Laetitia Wheelwright, 17 dicembre 1849, e CB a WSW, 19 dicembre 1849, CBL, II,
p. 309, p. 313.
577 A EN, 31 luglio 1845, BPM. Gr E:7. CBL, I, p. 412.
578 A EN, 26 agosto 1846, CBL, I, p. 494.
579 A EN, 29 giugno 1847, CBL, I, p. 532.
580 GSR, I, cap. 10.
581 Ringrazio per questi dettagli Audrey W. Hall.
582 Charles e Frances Brookfield, Mrs Brookfield and her Circle, Londra, Pitman and Sons,
1905, p. 305.
583 GS: A memoir, p. 98.
584 Grin, Anne Thackeray Ritchie, cit., pp. 49-51.
...
.
...
Capitolo 7. I limiti dell'amicizia.
...
.
...
Al suo ritorno, nell'estate del 1849, Charlotte sent il ticchettio dell'orologio risuonare nella
canonica ormai vuota, e dovette realizzare di avere due possibili modi di leggere la propria storia.
Doveva forse considerarsi una specie di reliquia di una famiglia dannata, in quanto unica superstite di
sei figli e convinta com'era che la sua costituzione e quella delle sorelle fosse stata compromessa dalla
Clergy Daughters' School585? Quell'estate, quando si defin la pi debole e gracile586 della prole
Bront, stava attirando l'attenzione sulla sua improbabile sopravvivenza o era invece speranzosa di
continuare a vivere contro ogni aspettativa? Forse entrambe le cose, ma quanto fece suggerisce che
volle dare maggior credito alla seconda possibilit. Questo stato d'animo  cristallizzato nel romanzo
che avrebbe scritto di l a poco: Mi vidi nello specchio, nel mio vestito da lutto: un'apparizione
sbiadita, con gli occhi incavati. Ma mi curai poco di quella pallida vista. L'avvizzimento, ne ero sicura,
era perlopi esteriore: sentivo ancora la vita alle sue fonti587.
La speranza, disse a George Smith, non fioriva facilmente nel rigido clima di casa sua, ma i
boccioli erano spuntati; la Forza d'animo la aiutava a superare anche le notti pi inquiete, quando
doveva attraversare quello che chiamava il misterioso e i morti le facevano visita588. La forza
d'animo fu ci a cui si aggrapp quando le lettere da Cornhill le sembrarono indispensabili per
annaffiare quei boccioli di speranza.
All'inizio, nell'estate del 1849, riusc a trasformare la solitudine nell'isolamento del creativo. In
quella casa silenziosa, circondata dai ricordi, sarebbe stato facile lasciarsi inghiottire dal dolore, l dove
Anne ed Emily si erano a poco a poco spente; eppure, ad appena qualche giorno dalla morte della
sorella pi piccola, seppe domare la sofferenza con una straordinaria mole di lavoro. E, pur dovendo
sbrigare le faccende domestiche e prendersi cura del padre, ora aveva la libert: non doveva pi
assistere le malate n guadagnarsi da vivere controvoglia e, ovviamente, era libera dalle continue
gravidanze, dai ritmi di fabbrica o dagli obblighi sociali che esaurivano le risorse anche delle donne pi
energiche della sua epoca. In un certo senso era pi fortunata di Florence Nightingale, ricca, giovane e
bella, con una famiglia alle spalle e uno stuolo di pretendenti a farle la corte, ma spinta quasi all'orlo
della follia, nei primi anni Cinquanta dell'Ottocento, dal costante contatto con le sorelle, dalle
incessanti visite di cortesia e dall'obbligo di partecipare alle feste, tutte attivit che la distolsero per
anni dal suo autentico interesse589. Charlotte, per quanto sola e priva di dote, disponeva liberamente
del proprio tempo: un lusso pi che mai necessario. Qualche intrepido avventuriero si spingeva fino a
Haworth, ma la remota posizione del villaggio, tanto deprecata da Charlotte, fu anche la sua protezione.
La determinazione con cui port a termine Shirley e la pronta reattivit con cui intrecci nuovi legami
tra il 1849 e il 1853 rinforzano l'immagine che aveva presentato in Jane Eyre: quella della
sopravvissuta, o della pellegrina che non indugia dinanzi a una nuova fatica.
Segnata dal continuo sforzo per andare avanti, questa fase fu pi attiva che mai: visite a Londra,
ai Laghi, Edimburgo e Manchester; l'intensa amicizia con George Smith e il suo vigoroso direttore
editoriale, James Taylor; la conoscenza di altre donne scrittrici, Harriet Martineau (il cui Deerbrook
aveva influenzato Charlotte nel 1839, quando stava lottando per divincolarsi da Angria) ed Elizabeth
Gaskell, il cui romanzo di debutto a sfondo industriale, Mary Barton (1848), fu pubblicato prima di
Shirley. Charlotte aveva letto il libro mentre le sorelle stavano morendo, e in seguito avrebbe detto alla
signora Gaskell: Ci sono parti di Mary Barton che non legger una seconda volta, parti che
l'avevano trafitta con un'emozione troppo acuta590. Charlotte sped una copia di Shirley sia a
Gaskell che a Martineau, ed entrambe risposero in termini assai favorevoli; Gaskell disse che avrebbe
fatto tesoro delle opere di Currer Bell per passarle alle figlie. Negli anni successivi, nei lunghi
periodi in cui Charlotte rimase in Yorkshire, un gran numero di lettere tenne in vita questi legami.
L'ampliarsi delle sue corrispondenze, nel momento in cui stava diventando una celebrit, rende
difficile individuare la traiettoria che l'autrice segu in questa fase. Fino alla pubblicazione di Shirley, il
lavoro intellettuale era stato al centro della sua vita, ma, una volta dato alle stampe il libro, non inizi
un nuovo romanzo per almeno un anno e mezzo. Sapeva attendere con pazienza la vocazione autentica,
ed era convinta che ogni seria trasposizione della vita nella pagina scaturisse dall'esperienza personale
reale, che non poteva essere forzata.
Disse: Da quando ho pubblicato Shirley, non ho ancora accumulato esperienze tali per cui io
senta il bisogno di tornare a parlare e, finch non l'avr fatto, spero che Dio mi conceda la grazia di
rimanere muta591.
Ora in molti le scrivevano per avere la sua opinione sui loro libri di scarso valore, o
semplicemente per fare la sua conoscenza, spesso adulatori che letteralmente fraintendono tutto di
me592. Cosa c'era al centro dei suoi pensieri: le nuove amicizie con gli autori, con i quali poteva ad
esempio discutere l'articolo "Sull'emancipazione femminile" (pubblicato anonimamente da Harriet
Taylor Mill) apparso sulla rivista Westminster Review593? Oppure il cupo silenzio della canonica e
la nostalgia delle chiacchiere domestiche? Giorno dopo giorno, la routine si ripeteva scandita dalle
lancette dell'orologio: colazione con pap alle 9, faccende, cena alle 14 da sola, t alle 18, preghiere
alle 20,30. Poi, quando la domestica si ritirava, alle 21, Charlotte camminava su e gi per la sala da
pranzo per un'ora buona, ripensando alle sorelle (nel 1853, quando visit la canonica, Elizabeth
Gaskell sent Charlotte camminare tutte le sere: Quel lento, monotono e incessante calpestio, nel
quale, ne sono certa, fantasticai di sentire anche i passi dei morti che mi seguivano594). Pap
rimaneva, come sempre, nel suo studio. Quando James Taylor era andato a prendere il manoscritto di
Shirley, nel settembre 1849, Charlotte si era scusata per suo padre: non poteva invitare il signor Taylor
a fermarsi per la notte come avrebbe voluto595 perch il reverendo non era in condizioni di offrire
all'ospite una gran compagnia. E non si aspettava che avrebbe cambiato abitudini, alla sua et. Lei e
Gaskell erano d'accordo nel ritenere che l'articolo "Sull'emancipazione femminile" sbagliasse a
rivendicare un potere senza cuore contrapposto al profondo sentimento dell'altruismo. Agli occhi di
Charlotte il padre, settantaduenne, era un uomo molto anziano che lei aveva il compito di curare con
amorevole premura. Quando non ci  rimasta che una sola cosa cara, la teniamo in grande
considerazione596, dichiar. Era sua abitudine prendere il t insieme al pap; se era presente anche il
signor Nicholls, lei si ritirava presto nella sala da pranzo al di l del corridoio. Tra le otto e le nove, il
signor Nicholls se ne andava: mentre sedeva ancora sola, sentiva i suoi passi allontanarsi e la porta
richiudersi dietro di lui. Dopodich, l'aspettavano quelle ore serali durante le quali, un tempo, lei e le
sorelle erano solite condividere i propri lavori; e poi le notti in bianco, salvo le rare occasioni in cui
Ellen le faceva visita e condividevano il letto. Come confid all'amica, il suo problema non era essere
una donna nubile che sarebbe probabilmente rimasta nubile; piuttosto essere una donna sola che
sarebbe probabilmente rimasta tale.
L'eccessivo peso di questa solitudine la port a prendere in considerazione James Taylor. A un
certo punto, tra il 1849 e il 1850, divenne chiaro che lui avrebbe potuto farle una proposta di
matrimonio. Da quando lei gli aveva inviato la prima parte di Shirley, nel febbraio 1849, egli aveva
dato avvio a una corrispondenza, inizialmente per commentare i punti di forza e le debolezze del
romanzo, poi per scambiarsi opinioni sui saggi che aveva preso a spedirle. La sua raffinata scelta di
volumi dava prova di grande attenzione per il carattere e la sensibilit di Charlotte, che a sua volta
scriveva per parlargli dei libri che aveva letto, come The Soul: her Sorrows and her Aspirations (1849)
di Francis Newman (fratello del pi famoso convertito al cattolicesimo del secolo, John Henry
Newman, in seguito cardinale Newman). Avete letto quest'opera?, chiese Charlotte a James Taylor.
 audace  si presta a fraintendimenti  ma  pura ed elevata597. Le risposte di Taylor, sincere e
asciutte, mostravano una compatibilit intellettuale; la posizione di potere che rivestiva alla Smith,
Elder era il risultato della sua rettitudine e autorit. Aveva quaranta uomini sotto di s, che governava
con volont d'acciaio  "acciaio" era una parola che affiorava spontaneamente sulle labbra di Charlotte
ogni volta che pensava a lui.
La loro relazione non era molto diversa da quella tra Jane Eyre e St John Rivers, solo che
Taylor non era un Adone: era uno scozzese dai capelli biondo-rossicci che Charlotte, nelle
conversazioni private con Ellen, chiamava il piccolo uomo. C'era rispetto senza attrazione. In una
simile situazione, non  raro che il rispetto e gli interessi comuni portino al sorgere dell'affetto. In pi
occasioni Charlotte mise alla prova il carattere rivelato da Taylor nelle lettere e negli incontri di
persona. Quando lui manteneva le distanze, lei si sentiva al sicuro; ma v'era in Taylor una certa
invadenza che si manifest quando s'incontrarono a Londra, nel dicembre 1849, e dalla quale lei si
ritrasse d'istinto. Cercava di farselo piacere, ma il suo corpo si irrigidiva e nulla era in grado di
ammorbidirla se non la totale repressione del suo [di Taylor] atteggiamento598. Temeva che si
sarebbe potuto rivelare un uomo del genere di Helstone599: scaltro, dominante  e insensibile nei
confronti delle donne. Dopo essere stata a lungo preda della passione per Heger, una passione
immaginaria proiettata in tutti i suoi romanzi, ora contemplava la possibilit di un'unione che avesse
basi razionali e ovvie ragioni: il conforto dalla solitudine, la sicurezza una volta che suo padre fosse
morto e, forse, qualcosa in pi. Prendere in considerazione una simile possibilit non era
un'aberrazione, anche se pu sembrarlo, bens un'esigenza di quel suo io giudizioso e sollecito che
cercava di riportare le passioni entro i limiti della ragione.
L'atteggiamento di Charlotte nei confronti di Taylor era sobrio e civile, disinvolto nelle
questioni morali, ma per il resto improntato a una correttezza piuttosto rigida.  impossibile scorgervi
la bench minima traccia di propensione. Chi pu dire se, onesta com'era, non seppe fingere
un'infatuazione che non c'era, o se stava cercando di non esporsi eccessivamente con un uomo dal
carattere in parte autoritario? Ma, se Taylor aveva una certa sensibilit, lei gli rese le cose difficili. Non
rivel nemmeno uno spiraglio del suo "carattere domestico"  eppure, dal canto suo, continuava a
esaminarlo con circospezione e metterlo alla prova. Quando lui le sped Life and Correspondence of
Thomas Arnold (1844) di Stanley, lei fece notare che, pur essendo un uomo determinato e ambizioso, il
dottor Arnold non era stato carente nel versante degli affetti600. Taylor come si sarebbe comportato?
Come avrebbe reagito? In coppia avrebbe consentito uno scambio alla pari o avrebbe chiuso le orecchie
a qualsiasi suggerimento proveniente dalla compagna? Il buon senso e i sani principi che affioravano
nelle lettere di Taylor concimarono i boccioli di speranza. Ma quando lo incontr di nuovo a Londra,
nell'estate del 1850, egli "invase" la sua anima ficcanasando caparbiamente nell'intimit di
Charlotte601. Volgere lo sguardo da Taylor al suo capo, George Smith, fu come passare dal freddo
acciaio a una soffice pelliccia.
Se Taylor aveva suscitato una combinazione di speranza e rigetto, George Smith liber in
Charlotte un umore leggero e spensierato. Questo esplose subito dopo la sua trionfante visita a Londra,
alla fine del 1849, in quanto autrice di un secondo romanzo di successo. Era orgogliosa di essere ormai
un pilastro602 della Smith, Elder & Co., assurta al rango degli editori di prima grandezza grazie
all'enorme successo di Jane Eyre. Attraverso Charlotte, prima Thackeray e poi Elizabeth Gaskell
entrarono nella scuderia della casa editrice. Durante il suo primo soggiorno presso gli Smith, al numero
4 di Westbourne Place, l'autrice si ritrov al centro di mille attenzioni: il fuoco scoppiettante nel
caminetto e due candele accese nella sua stanza, e la rassicurante vicinanza della signora Smith quando
Charlotte era circondata da gentiluomini, incluso lo stesso George  alto, ben fatto, sicuro di s603, con
il portamento di un fantino provetto e cavaliere fin nel midollo604. Inizialmente all'editore era
sembrato che Charlotte difettasse di carattere e fascino, ma quando ebbe modo di conoscerla meglio
trov deliziosa la sua intelligenza sveglia e brillante. Quando un argomento la stuzzicava, disse,
diventava davvero eloquente605. In quei casi, guardava l'interlocutore con vivo interesse e gli occhi
le si accendevano. Tuttavia, la signora Smith, che vigilava sul beneamato606 figlio, fu rassicurata dal
fatto che Charlotte fosse troppo timida per rivelarsi un'avventuriera. Era in realt simile alla sua eroina,
Elizabeth Hastings, dotata di intelletto e arguzia sufficienti perch le siano aperte le porte della buona
societ  che non approva, ma dalla quale  ben felice di ricevere un'illuminata approvazione.
Questo soggiorno dagli Smith fu la prima di una serie di visite a Londra che Charlotte fece tra il
novembre 1849 e il gennaio 1853. In questo lasso di tempo si concesse di diventare visibile, almeno in
parte, e incontr alcuni colleghi scrittori e scrittrici, sempre dettando le condizioni delle proprie
apparizioni in pubblico. Invi un biglietto (firmato Currer Bell) per presentarsi a Harriet Martineau,
che, a quarantasette anni, era la pi acclamata scrittrice dell'epoca, in quel periodo pi affermata di
Charlotte, di Elizabeth Gaskell o della poetessa Elizabeth Barrett Browning e, in particolare nel 1849,
all'apice della notoriet in quanto inflessibile detrattrice della Poor Law, che considerava punitiva, e
sostenitrice del progresso delle donne negli ambiti dell'istruzione e del lavoro607. Quando Martineau
era pressappoco ventenne, il suo fidanzato era morto e l'azienda di famiglia era fallita. La sua sordit le
aveva precluso la professione della governante e cos aveva deciso di guadagnarsi da vivere scrivendo.
Negli anni Trenta dell'Ottocento si era fatta un nome per una pubblicazione divisa in ventiquattro
piccole parti, Illustrations of Political Economy: George Smith ricordava che suo padre gli leggeva
quelle "storie" quand'era ragazzino. All'et di trentacinque anni le era stato proposto di dirigere un
nuovo periodico di economia, ma il tanto amato fratello James disapprovava, cos la signorina
Martineau aveva rifiutato l'offerta. Invece aveva scritto Deerbrook. Il 7 novembre 1849, Currer Bell le
sped Shirley accompagnando il volume con un bigliettino in cui dichiarava che Deerbrook aveva
corretto la mia visione della vita.
Il 9 dicembre, Charlotte, nell'abituale tenuta a lutto, si rec da sola in Westbourne Street (dietro
l'angolo rispetto a Westbourne Place), dove alloggiava la signorina Martineau, per incontrare questa
rispettata e schietta scrittrice. Arriv quando in salotto era in corso una riunione di famiglia, ma
identific all'istante Harriet Martineau come la donna robusta che reggeva una cornetta acustica. La
sua identit, disse alla signorina Martineau, doveva rimanere segreta.
Cosa pensa onestamente di Jane Eyre?, voleva sapere. Charlotte non si capacitava che i
critici avessero accusato il romanzo di "volgarit".
Lo considero un libro di prima qualit, disse Martineau, notando che la sua ospite aveva dei
bellissimi capelli608, castano scuri e soffici. Ho subito osservato, and avanti, che solo a una mente
volgare Jane Eyre pu apparire volgare. Davanti a lei c'era la creatura pi piccola che avesse mai
visto, le sembrava uscita da una fiaba, eppure Charlotte le apparve piena di energia.
Charlotte divent rossa di gioia e gratitudine. Seduta al fianco della signorina Martineau, le
invi uno sguardo cos tenero e seducente che quest'ultima ne rimase stupita e commossa. Charlotte
era determinata a superare i modi bruschi della collega scrittrice e le loro divergenze d'opinione  in
particolare il fatto che Martineau fosse atea  perch era convinta di trovarsi al cospetto di un modello
incoraggiante: una donna indipendente che scriveva un libro dopo l'altro con uno scopo ben preciso.
L'attrazione che provava per lei non si basava sull'affinit: Harriet Martineau non aveva nemmeno
l'ombra della riservatezza609, avrebbe in seguito riferito a Mary. Non si aspettava che la signorina
Martineau capisse il suo atteggiamento da quacchera che aspetta la discesa dello spirito610. La
formazione dissenziente e le preoccupazioni pratico-economiche della sua nuova amica avrebbero
potuto spingere Charlotte a vedere in lei una stimolante sostituta di Mary, ma non arriv mai a
confidarsi con Harriet Martineau  e in ogni caso, come sarebbe riuscito lo spirito a gridare in una
cornetta acustica? Furono senza dubbio delle qualit antitetiche ad attrarre Charlotte: la totale assenza
di ombre, la determinazione di una donna che impostava la propria vita sulla base di una professionalit
priva di ogni frivolezza e la sua capacit di ignorare i sentimenti, che considerava una mera distrazione.
Charlotte reputava Harriet Martineau un carattere ostinato611 che si irrigidiva se contraddetto, ma era
sicura di avervi scorto anche una ruvida gentilezza che poteva essere toccata dalla pazienza e dalla
sopportazione. La signorina Martineau, dal canto suo, fu contenta di trovare in Charlotte una proiezione
di se stessa: una forte vocazione, l'assenza di qualsiasi basso egotismo612 e l'indifferenza alle lodi.
Disse che la forza morale di Charlotte non era di un filo inferiore alla forza intellettuale manifestata
dalle sue opere. Pur essendo una persona molto attenta, inizialmente Martineau non diede molto peso
al fatto che le passioni  che lei era arrivata a disprezzare  fossero centrali nella natura e nella scrittura
di Charlotte. Il suo sguardo si ferm a contemplare con approvazione quella visitatrice composta, il cui
volto assennato lasciava trasparire l'abitudine all'autocontrollo613.
A Londra, Charlotte evit lo stress delle grandi feste e delle visite tanto amate da Thackeray.
Quest'ultimo, che un tempo era stato per lei un modello, la sconcertava sempre pi rivelandosi cinico e
misogino. Dopo l'uscita del suo Rebecca and Rowena, in coincidenza con il Natale 1849, Charlotte
discusse la nostra causa con la signora Smith, dichiarando che Thackeray meritava di essere punito
per il suo abuso di Rowena e delle donne in generale614.
Le dir, mia cara Signora, quello che meriterebbe, disse, prima dovrebbe essere arrestato, e
tenuto in prigione per un mese, poi dovrebbe venir giudicato da una giuria di dodici signore [...] e sono
convinta che non lo risparmierebbero.
Il padre della signora Smith, nata Elizabeth Murray, era stato un ricco produttore di oggetti in
vetro615. Donna di straordinaria arguzia e capacit intellettuale, come la defin il figlio, non si era
persa d'animo quando suo padre prima e suo marito poi avevano perso soldi. Forte, di buona salute e
piuttosto alta, la signora Smith era di carnagione scura per essere un'inglese, le sue gote risplendevano
di una tinta rubizza e aveva occhi neri e attenti. Seppe accogliere la giovane ospite con la stessa
calorosa sollecitudine di suo figlio. Sulle prime Charlotte, che praticamente non aveva avuto una madre
e si era dovuta confrontare con l'indifferenza della signora Sigdwick e della signora White, aveva
sopportato la prolungata ostilit di Madame Heger ed era stata persino allontanata dalla sua madrina
quando Jane Eyre era stato accusato di volgarit, tratt la signora Smith con cauto riserbo. Ma, nel
corso delle due visite del novembre-dicembre 1849 e del maggio-giugno 1850, le premurose attenzioni
della signora riuscirono a scioglierla. Nei termini del pellegrinaggio, le visite alla signora Smith erano
un po' come le soste di Hopeful presso un ameno ruscello (come le visite di Lucy Snowe alla sua
madrina descritte in Villette). Tali soggiorni erano per Charlotte poco pi che "soste" e, poich sapeva
che non potevano rappresentare una destinazione, divenne per lei sempre pi doloroso, in seguito,
riprendere il suo arduo pellegrinaggio. Tuttavia, durante quelle pause nel salubre clima di casa Smith,
visse una sorta di fioritura, sostenuta dal portamento deciso e dalla salda mano della signora Smith, che
prendeva Charlotte sottobraccio accompagnandola alla scoperta della societ londinese. Anche se
l'ospite manteneva un atteggiamento di modesta compostezza, le signore della famiglia Smith
trovarono Charlotte sconcertante: era attenta al punto da metterle a disagio, come se le stesse studiando
per usarle in seguito nei suoi romanzi  cosa che in effetti fece. George Smith not che, nel successivo
libro di Charlotte, alcune delle espressioni tipiche di sua madre erano pronunciate alla lettera616
dalla madrina di Lucy Snowe, la signora Bretton, che sorveglia il suo bel figlio. Qualche anno pi tardi,
nel 1856, quando Elizabeth Gaskell incontr gli Smith, trov la signora Smith esattamente come la
signora Bretton. Il signor Smith disse (con una certa circospezione, rivedendosi a sua volta nel
personaggio del dottor John [figlio della signora Bretton], immaginai): "Sa, a volte penso che la
signorina Bront aveva in mente mia madre quando ha creato la signora Bretton di Villette"617.
Prendendo parte ad alcune esclusive cene londinesi, Charlotte si dimostr irriverente anche nei
confronti delle opinioni allora in voga: la sua modestia non vel la sua onest in merito alla stravagante
recitazione di Macready in Otello e Macbeth. Vuoto nonsenso, disse: un simile istrionismo poteva
forse andar bene per delle farse. Gli attori non hanno capito nulla della tragedia n di Shakespeare, e
lo spettacolo  stato un fiasco. Cal il silenzio. La costernazione dei mondani, abituati all'estasi per gli
idoli londinesi, incit Charlotte a dissentire ulteriormente. Ben conoscendo il genio di Emily, aveva una
scarsa opinione di Elizabeth Barrett Browning, le cui Poesie (1844) erano cos osannate che quando
Wordsworth mor, nel 1850, molti la proposero come sua degna erede in veste di poeta laureato. Poich
il padre era un tiranno che aveva vietato alle figlie di sposarsi, nel 1846 Elizabeth era scappata in Italia
in compagnia di un altro poeta, Robert Browning. L avrebbe scritto i Sonetti dal portoghese (1850) e
la sua opera pi nota, Aurora Leigh (1857). Il suo unico figlio era nato nel 1849, lo stesso anno in cui
Charlotte espresse a Londra la sua opinione sui suoi versi: erano oscuri, verbosi, non meritavano
ammirazione. Ancora una volta si cre il silenzio618.
Si fece sentire, dunque, oltre che vedere. Nella sua unica fotografia autenticata, appare posata e
nient'affatto ordinaria. Il suo profilo  curato e regolare, i capelli le ricadono ai lati dell'ampia fronte e
delle guance per raccogliersi all'altezza del collo. Offre alla camera il lato dove la linea della bocca 
ben dritta, il mento tondo, la gola messa in risalto dall'abito: appare decisamente presentabile. 
persino attraente nel semplice vestito scuro, a girocollo e abbottonato davanti  d l'impressione di
essere una persona senza pretese, ma sicura delle proprie opinioni.
George, in casa loquace e divertente, era pi piacevole come figlio e fratello che come uomo
d'affari. In una deliziosa lettera umoristica, Charlotte confort Smith con quello che era arrivato a
chiamare, nel loro linguaggio privato, un confetto. Questi confetti erano pensati per addolcire la dose
di amara medicina che Charlotte gli dispensava: in questo caso, la ridicolizzazione dei gusti
femminili di George. Immagin una scena comica in cui, con la massima seriet, lui e i suoi colleghi
selezionano cappellini da esportare:
26 dicembre 1849
Mio caro Signore,
il Suo biglietto mi ha ricordato il "ritratto incrociato";  troppo imprevedibile. Dovrebbe dare
piena espressione al carattere che si attribuisce; io ho intenzione di guardare a Lei come "all'uomo
d'affari testardo e taccagno", solo che  ricordi  la Sua condotta dev'essere coerente con
l'affermazione contenuta in questi epiteti. Se  "taccagno", ritragga la mano da Currer Bell, non gli
regali pi libri; tendiamo a giudicare le persone soprattutto da come si comportano nei nostri confronti,
e a derivare le nostre impressioni sulla loro natura principalmente da quello che vediamo [...].
Bisognerebbe studiare la natura umana in tutti i suoi aspetti; bisognerebbe poter osservare un
amico, ad esempio, sia a Cornhill che a Westbourne Place; occorrerebbe sentirlo discutere di "sconti" e
"percentuali", oltre che ascoltarlo discorrere davanti al caminetto. Se una fata buona mi offrisse la
possibilit di scegliere un dono, le direi: garantiscimi il potere di essere invisibile; ma aggiungerei:
concedimi anche la grazia di non abusare mai di un simile privilegio. E non considererei un abuso
l'impiego di tale dono per osservare, non vista, le contrattazioni di un gruppo di gentiluomini incaricati
di selezionare cappelli per signora da esportare nelle Indie orientali. Lei non conosce questo aneddoto
[...]. I cappelli erano stati scelti con cura dai gentiluomini, e in seguito  ispirati dal coscienzioso
desiderio di fare le cose per bene  li avevano provati indosso e debitamente giudicati nel loro merito.
L'immaginazione non pu resistere alla tentazione di ritrarre la scena  sorge davanti ai suoi occhi, e la
contempla con sguardo deliziato. Vede un retrobottega stipato di cappelliere, e tre arbitri che conosce
assai bene: P... rimane sullo sfondo in attesa di preparare i pacchi. Le opinioni e i gusti differiscono
quanto basta per rendere interessanti le discussioni. Un raso color blu genzianella  ritenuto pi
gradevole dal signor T.y..r; il sensibile occhio del signor W.....m trova particolarmente incantevole la
ricca tinta di [...] un cappello vermiglio in velluto, mentre il signor G....e S..th  combattuto tra il pi
grazioso cappellino in seta stampata e quello pi sobrio di paglia bianca con una singola piuma di
struzzo [...].
Ovviamente  sbagliato tirare in ballo argomenti cos frivoli in una lettera indirizzata a un
"testardo e taccagno uomo d'affari", ma la speranza  che un simile errore sia perdonato se
accompagnato dalla promessa che non verr ripetuto.
Porgendo i miei migliori saluti a Sua Madre e alle Sue Sorelle e augurando a Lei e a Loro un
felice Natale, sono, mio caro Signore,
sinceramente vostra.
C. Bront619
Proprio in questa fase in cui si avvicin a James Taylor e George Smith, Charlotte cerc di
stabilire i limiti dell'amicizia che poteva instaurare con un potenziale marito. Avendo affermato di
disprezzare i curati come una specie inferiore, le sembrava che il partner ideale potesse provenire da
quel mondo dell'editoria nel quale aveva appena messo piede: qualcuno che fosse in grado di bilanciare
i suoi difetti con la considerazione del suo dono per la scrittura. Immagino che Charlotte abbia
concentrato le sue mire sul meno desiderabile signor Taylor non solo perch non gli mancava spirito
n buon senso620, ma anche per tenere a bada la tentazione di sentirsi attratta dal signor Smith. Era
convinzione di Charlotte, proiettata nella sua nuova eroina romanzesca, Lucy Snowe, che una donna
priva di fascino, di risorse economiche e di giuste relazioni non dovesse posare lo sguardo su uno di
quei ricchi e avvenenti621 baciati dalla fortuna. Accarezzare l'illusione d'essere amata da un simile
uomo mondano e viziato significava mettere in pericolo la propria pace mentale. Tornare ad aspettare
disperatamente una lettera, cosa che Charlotte si ritrov a fare nel febbraio del 1850, voleva dire
rischiare di ricadere nella depressione che aveva sperimentato negli anni 1844-45 a causa di Monsieur.
Cos Charlotte tenne alta la guardia davanti alle galanterie e agli inviti di George Smith, anche se
rispondeva alle sue lettere divertenti e pacatamente confidenziali con repliche scritte in egual tono.
Questo atteggiamento di risoluta difesa, che era soprattutto una forma di autocontrollo, rende
impossibile sapere con esattezza cosa Charlotte provasse per Smith; o, allo stesso modo, cosa egli
sentisse per lei. Smith, immagino, rappresent per Charlotte anche una prova legata alla sua ascesa di
autrice: egli era in grado di placare la sua ansia per le apparizioni in pubblico? Lei era in grado di
emergere dall'ombra delle sue eroine? Il tatto e la cavalleria di Smith l'avevano gi scortata in modo
sicuro attraverso un'esposizione pubblica che non avrebbe mai ritenuto possibile nella roccaforte di
Haworth. Alla luce di questo fatto, fu forse tentata di fantasticare un altro tipo di relazione pubblica che
 l'istinto le diceva  non sarebbe mai stata possibile? Anche se la ragione le suggeriva di non
abbandonarsi al desiderio di lettere da Cornhill, lei rimase suscettibile, proprio come Elizabeth
Hastings, che vorrebbe dalla societ pi di una semplice accettazione: vorrebbe un legame affettivo.
Le visite di Charlotte a Londra erano "premi" per il duro lavoro, ma anche prove di un sogno
che Smith sembrava incoraggiare, sebbene con ritmo altalenante. Era un giovane uomo con ancora
tanta strada da fare davanti a s e avrebbe ben potuto sposare una delle pi acclamate scrittrici
dell'epoca. Dalle puntuali lettere di Charlotte affioravano un'attenta capacit di giudicare i volumi che
lui pubblicava, calore e integrit, oltre a un giocoso umorismo: Smith seppe riconoscere quanto la
scrittrice aveva da offrire. Molti anni dopo la scomparsa di Charlotte, nel dicembre del 1900, poco
prima di morire, Smith disse qualcosa che a lei avrebbe senza dubbio fatto piacere: le sue doti personali
di donna lo interessavano persino pi dei suoi libri. Avendola accettata entusiasticamente come Currer
Bell, egli seppe liberare quella parte di Charlotte Bront che Currer Bell stava a rappresentare; e, per
lei, l'idea di colmare il divario tra la donna e lo scrittore non poteva che essere eccitante. Ci che
accomuna Smith a Heger  che entrambi sembrarono offrirle la stessa opportunit che Rochester d a
Jane: la libert di diventare visibile.
Non molto dotato d'immaginazione622, George Smith provava un'innata simpatia per le
persone fantasiose e un sincero rispetto per coloro che inseguivano gli ideali intellettuali piuttosto che il
mero benessere economico. L'orgoglio di Smith nel far parte di quello che Leslie Stephen aveva
chiamato il superiore mondo della letteratura623 lo attrasse verso Charlotte Bront, che gli rivel
l'ironia del suo "carattere domestico" pi che a chiunque altro al di fuori della canonica  ma fino a che
punto si spingesse tale attrazione restava da capire a mezzo di giochi e prove. Entrambi oscillarono
avanti e indietro nel sondare i limiti dell'amicizia, con Charlotte pi o meno convinta che il suo editore
in ascesa e di belle speranze fosse destinato a una felicit in cui lei non era compresa. Charlotte
traspose il proprio autocontrollo e la propria capacit di prendere le distanze, oltre che la mutevole
opinione di George Smith che custodiva in se stessa, nelle riserve di Lucy Snowe nei confronti del
cavalleresco Graham Bretton o, com'era chiamato all'estero, dottor John. Un lettore dell'epoca not
che Lucy a malapena gli concedeva una chance624. In seguito, nelle sue memorie, George Smith
ammise di essere servito da modello per la figura romanzesca di Graham Bretton, e ricord che
Charlotte lo aveva confermato alla signora Gaskell.
Un mese dopo il suo primo soggiorno dagli Smith, il 23 gennaio 1850, Charlotte scrisse il
primo frammento del romanzo che sarebbe poi diventato Villette625. Da subito si capisce che la
narratrice  una donna che non si conosce a fondo. Si ritiene per natura paziente e ancestrale, serena
e dotata di scarsa immaginazione, pur possedendo un vero e proprio dono per inventar storie. Il suo
tentativo di raccontare la propria vita va preso come un "esperimento"  forse un esperimento con
quelle inquietudini da "zitella" che avevano ossessionato Charlotte gi dai tempi di Il professore: quali
sono i loro effetti su una donna costantemente votata alla serenit, all'abnegazione e all'autocontrollo?
Nel terzo frammento (non datato), che guarda indietro all'infanzia, una bambina [Paulina] confessa a
un compagno, Graham [Bretton], che la narratrice  una strana tipa  credo una strega. In alcune
righe aggiunte in calce alla pagina,  definita la ragazza pi silenziosa e osservatrice mai esistita. Nel
frammento finale (ugualmente non datato), Paulina e la narratrice, Lucy Snowe, ormai adulte e
residenti all'estero, discutono di Graham, che nel frattempo  al centro dei loro interessi. Speculano su
un suo flirt con la signorina Liddell (un nome poi sostituito con quello di Ginevra Fanshawe) e
proseguono chiedendosi in che misura Graham sia un uomo leggero e noncurante:
Lucy, chiese ora, credi che Graham sia per natura un essere volubile?.
Risposi dicendo che non sapevo se era volubile o no.
Credo che lo sia, prosegu. Mi vengono da pensare molte cose su di lui  forse alcune sono
immotivate. Credo che nessuno farebbe bene a... a  come si dice?  ad amarlo. L'altro giorno ho
trovato in un libro quello che mi ha segretamente colpito per essere il suo fedele ritratto  era la
descrizione di un uomo che si prendeva gioco della fiamma che lui stesso aveva acceso e sentiva ardere
in s, un uomo capace di rispondere alla tenerezza con ironia. Ma c'era di pi in quel brano, e tutto
rimandava a lui. So che lui  cos. So che anche lui, se scoprisse e sentisse pienamente di essere amato,
sopporterebbe  calmo, passivo, ma non per questo meno compiaciuto  ogni tenera carezza; ma si
limiterebbe a sopportarla.
Come  netta, notai, l'immagine che ti sei fatta dell'indipendenza di Graham e del suo amor
di s.
Ah! Ancora ricordo la mia infanzia, disse lei, quanto spensierato e duro, buono e crudele,
quanto caro e impietoso  stato con me....
E ora come ti sembra?, domandai. Risposi da sola: Lo trovi spensierato, buono e caro. La
durezza, l'assenza di piet, la crudelt, sono tutte svanite.
Mi dispiacque non essere del tutto convinta di quanto avevo detto  eppure pensavo davvero
che se c'era a volte un'implacabile leggerezza nell'atteggiamento di lui verso di me  Lucy Snowe 
non ve n'era alcuna nei confronti di Paulina  contessa di Bassompierre. Non doveva aver paura  il
potente fascino della bellezza e la legittima influenza del rango le offrivano una sicura protezione.
Cos mi misi a elencarle nel dettaglio alcuni aspetti del suo carattere  adducendo prove della
sua bont e carit, della sua tenera gratitudine e amabile gentilezza. Io stessa avevo visto con i miei
occhi [...].
In che misura queste ambiguit di carattere prendevano ispirazione da George Smith? Nei suoi
occhi risplendeva una luce obliqua, a tratti premurosa, a tratti ironica. Aveva un sorriso dolce, un volto
che sprizzava salute ed energia e una sicurezza che sfoggiava nel suo modo di camminare e di tenere la
testa. Leslie Stephen lo paragon al capitano di una solida nave, quando accoglieva un nuovo autore a
bordo. Tendeva a instaurare relazioni giocose. Gli piaceva chiamare Newby (l'editore di Emily e Anne)
"il deserto di Nubia"  perch quella casa editrice non fruttava niente. Quando il cardinale Wiseman fu
nominato arcivescovo di Westminster, Charlotte fece a sua volta divertire Smith con battute comiche
sul filocattolicesimo di Cornhill. Thackeray faceva sempre la parte del penitente, zoppic al cospetto di
Smith con ceci nelle scarpe per il lungo ritardo con cui aveva consegnato all'editore il suo libro di
Natale. Un'altra volta, come punizione per la sua pigrizia e la sua gola, fu obbligato a lavorare per
un'intera giornata a pane e acqua.
Pur partecipando a tali giochi sinceramente divertita, Charlotte sperava in cuor suo che Smith
fosse pi serio. La sua ilarit non la rassicurava; era troppo incline alla canzonatura. Ma quando lei si
ritrasse, lui fu abbastanza consapevole da cogliere il rimprovero implicito in tale allontanamento. La
piacevole schiettezza di Smith, per, la calmava; egli le consigliava di fare come lui e sua madre:
coltivare la felicit. La signora Smith non appariva mai minimamente triste o abbattuta626; sapeva
convivere serenamente con le ansie. Allo stesso modo, nessuna avversit fece mai vacillare la sicurezza
del figlio. Nell'inverno del 1849-50 Charlotte ebbe modo di conoscere il veleno dei critici come Lewes,
e trov in Smith una consolazione troppo rincuorante per non essere bene accetta.
Curiosamente, fu proprio George Smith a suggerire che Cornhill  e dunque, egli stesso 
divenisse il soggetto di un romanzo627. Egli vi figur come un uomo rispettabile, raffinato,
principesco, le cui idee e i cui sentimenti si situavano al confine tra l'avanguardia e le convenzioni
dell'epoca. Era in grado di superare quel confine? Le cavalleresche ma incostanti attenzioni di George
Smith nei confronti di Charlotte sono alla base della stesura di Villette, il romanzo con cui l'autrice, tra
il gennaio 1850 e la fine del 1852, esplor le esigenze sepolte di una donna.
La giocosa esplorazione dei confini dell'amicizia si ripet sei mesi dopo con la successiva visita
di Charlotte agli Smith, che si protrasse dalla fine di maggio alla fine di giugno. Quando George Smith
accompagn Charlotte alla House of Commons, lei si sedette nella galleria delle signore  situata dietro
la galleria degli stranieri , da cui si potevano scorgere solo gli occhi delle donne. Smith le diede
istruzioni su come segnalargli con lo sguardo quando iniziava ad annoiarsi628.
A un certo punto Smith sollev la testa a ispezionare la galleria sopra di lui e a quel bel ragazzo
sembr che tutti gli sguardi femminili stessero lampeggiando in risposta alle sue attenzioni. Per quanto
ammirasse i luminosi occhi della signorina Bront, non fu in grado di riconoscerli tra quelli delle altre.
Fissai con tanta attenzione ogni paio d'occhi, ricord Smith, che temo che pi di una
signora mi abbia preso per un insolente. Dopo un po' feci il giro e recuperai la mia ospite.
Scusandosi per il ritardo, disse qualcosa sulla difficolt nell'uscire dall'aula parlamentare dopo
aver visto il suo segnale.
Io non ho segnalato alcunch, replic lei. Non volevo andarmene. Forse ha visto qualche
altro cenno dalla galleria.
Charlotte era felice di rifiutare gli inviti di un suo implacabile ammiratore, Sir James
Kay-Shuttleworth, in favore della tranquilla ospitalit della signora Smith. E la signora Smith era
gratificata dal fatto che Charlotte preferisse il sereno agio borghese della loro nuova casa al numero 76
(in seguito 112) di Gloucester Terrace alle manie di grandezza di Sir James, con la sua magnificenza e
le sue nervose attenzioni. La signora Smith prendeva esempio dal figlio  la sua disinvolta gentilezza
commosse Charlotte, che da questo momento, prese a scriverle a parte: lettere calorose e scherzose in
cui impiegava un tono intimo e domestico, raccontandole, ad esempio, dei calzini da bambino che
aveva iniziato a fare ai ferri, ma che rimanevano incompiuti nel fondo di un cassetto; o della sua vana
promessa di ricamare un cuscino per gli Smith e del fatto che infine fosse ricorsa, non senza imbarazzo,
a uno che le era stato donato da una sua conoscente pi brava di lei in simili lavori, Amelia Ringrose.
Nel rispetto del volere di Charlotte, gli Smith non organizzavano mai feste, solo incontri con
scrittori selezionati e di suo gradimento. In un faccia a faccia di due ore con Thackeray, il 12 giugno,
lei gli parl dei difetti che riscontrava nella sua opera  probabilmente gli disse che nei suoi romanzi le
donne venivano abusate e che la sua fascinazione per gli atteggiamenti aristocratici guastava il suo
dono per la scrittura. Il gigante sedeva di fronte a me. Mi  stato chiesto di esporgli alcune delle sue
manchevolezze (letterarie, naturalmente). A uno a uno i difetti mi venivano in mente, a uno a uno li ho
espressi [...]. Si  difeso [...] come un gran turco idolatra. In breve, le giustificazioni sono peggiori
della colpa stessa629. Per Charlotte, uno scrittore doveva avere una vocazione. Voleva persuadere
Thackeray che era un uomo con una missione, ma lui, con molte ironie, rifiut tale punto di vista  le
parolone da lei spese inutilmente vennero cos sgonfiate. Quando incontr Lewes per la prima volta, gli
perdon una becera recensione di Shirley perch c'era qualcosa nel suo aspetto, forse nella sua bocca
sporgente, che le ricordava Emily. Ma quando Lewes disse che entrambi avevano scritto libri un po'
spinti, lei rispose a questa impertinenza con un fiume di indignazione630. George Smith osserv la
scena con un misto di ammirazione e preoccupazione mentre vedeva in Charlotte esplodere il fuoco
nascosto al di sotto dell'aspetto mite. L'editore riconobbe che Lewes era capace di dire cose assai
volgari con voce pacata e suadente, come se fosse totalmente inconsapevole del peso delle proprie
osservazioni631.
Quando George Smith apprese della fissazione infantile di Charlotte per il duca di Wellington,
la port alla Royal Chapel di San Giacomo, dove il duca andava a messa ogni domenica. Smith
raccont in seguito: Seguimmo il duca fuori dalla cappella e accontentai la signorina Bront
disponendo la nostra camminata in modo che potesse incontrarlo due volte632.
Gli Smith insistettero affinch Charlotte prolungasse la sua visita e lei rimase una settimana in
pi. George voleva sfruttare questo tempo anche per completare un regalo che intendeva fare al signor
Bront: un ritratto della sua celebre figlia. Fu cos che gioved 13, sabato 15 e luned 24 giugno
Charlotte si rec al numero 10 di York Street, vicino Baker Street, per posare davanti all'artista George
Richmond. Costui vide una donna bassa d'aspetto non particolarmente notevole, a parte due occhi
straordinariamente brillanti e penetranti633. Richmond non consentiva ai modelli di vedere i ritratti in
corso d'opera. L'ultimo giorno di posa, Charlotte arriv in compagnia del signor Nicholls (ricord
Richmond) e il quadro fu mostrato a entrambi. (Come mai Charlotte si aggirava per Londra con il
signor Nicholls? Nella capitale si sentiva al sicuro dal ridicolo in cui temeva di cadere a Haworth
frequentando un curato? Nessun'altra testimonianza, ad eccezione di questo ricordo, prova la loro
frequentazione, ma questo dato basta a suggerire la possibilit di uno stretto legame tra Charlotte e
Arthur Bell Nicholls. Era implicita una certa intimit nel fatto che l'avesse portato a vedere un ritratto
che lei stessa non aveva ancora esaminato634). Per Nicholls la somiglianza era ammirevole, in
particolare nella resa dell'ampia fronte di Charlotte (cos spaziosa, avrebbe osservato in seguito, che lei
spesso cercava di coprirla con i capelli). I suoi lucidi capelli, divisi da una riga in mezzo, sono
raffigurati con soffici tratti al di sopra delle orecchie. L'ampiezza della fronte  bilanciata da un collo di
cigno che forse deve in parte la sua lunghezza all'estro artistico. Ma al cuore del ritratto c' il suo
sguardo deciso, irradiato da due grandi occhi castani: uno sguardo a un tempo capace di osservare,
rivolto al mondo davanti a s e visionario.
Richmond, in piedi vicino a Charlotte in attesa del suo verdetto, not che delle lacrime le
rigavano le guance. Lei si volse verso il pittore, quasi scusandosi, ed esclam: Oh, signor Richmond, 
cos simile ad Anne!635. L'artista aveva affinato i tratti del volto cos da enfatizzare la somiglianza
con le sorelle.
La bellezza interiore che affiora in questo disegno idealizzante oscura qualsiasi traccia di
goffaggine, per non parlare della carnagione paonazza o di quell'ordinariet notata sia dalla stessa
Charlotte che dai suoi contemporanei636. Forse il suo aspetto sgraziato dipendeva principalmente dai
denti irregolari e dal modo in cui storceva la bocca quando parlava, ma qui nel ritratto  chiusa con
garbo: non era una bocca a bocciolo di rosa, tanto amata dai vittoriani, ma la sua linea allungata, con il
labbro inferiore leggermente pi gonfio e saldo di quello superiore, mostra una certa risolutezza. Nel
riconsiderare la presunta "ordinariet" dell'aspetto di Charlotte Bront dobbiamo tenere a mente quanto
l'immagine della bellezza femminile muti al variare delle mode e delle epoche. In un contesto dato da
donne bambolesche in crinoline, con svariate sottogonne, e dai volti privi di tratti decisi, Charlotte
Bront, nei suoi flosci abiti di seta o lana (il signor Bront non consentiva l'impiego di materiali pi
alla moda, come il taffet, per via della sua paura del fuoco637), poteva ben sembrare stravagante: una
donna magra ed espressiva non era certo di tendenza. Potremmo paragonare la vita interiore che affiora
nel ritratto di Charlotte Bront eseguito da Richmond con il ritratto, firmato dallo stesso artista, di
Elizabeth Gaskell, la cui effigie rimane pi superficiale: la sua delicatezza  graziosa ma, a distanza di
tempo, la vitalit di Charlotte Bront  pi attraente.
George Smith cerc di convincere Charlotte a unirsi a lui e alla sorella per andare a prendere in
Scozia il fratello al termine della scuola. Sulle prime Charlotte rifiut, rispettando il parere contrario
della signora Smith. Ma il figlio aveva la meglio sulla madre: la signora Smith si pieg al volere di lui e
preg Charlotte di accettare. Quest'ultima raccont a Ellen di intendersi alla perfezione con George638
 in altre parole, la signora Smith non aveva nulla da temere.
In viaggio verso il Nord, Charlotte soggiorn con Ellen a Brookroyd, vicino Leeds, e per
qualche ragione prolung la sua permanenza l. Smith fu in parte seccato dal fatto che Charlotte non si
fosse unita a lui in un tour delle Highlands (forse una concessione di Charlotte all'iniziale contrariet
della signora Smith), ma poi lei lo raggiunse per due giorni, il 4 e il 5 luglio, a Edimburgo. In una serie
di lettere, parla di Edimburgo come di un paradiso in terra: la sua storia e le sue bellezze, ammise,
erano enfatizzate dalla congeniale compagnia. Quei giorni furono tra i pi felici che io abbia mai
vissuto639  una dichiarazione senza precedenti da parte di Charlotte Bront. George Smith si
rallegr scoprendo nella sua compagna di viaggio quella che defin una certa abilit nel saper leggere
le persone640. Ad accomunarli erano un'acuta capacit di osservare il carattere umano, il gusto per il
dettaglio e il piacere di parlare direttamente dell'esperienza vissuta senza tediosi sfoggi nozionistici.
Egli ricorreva di rado alle generalizzazioni e non scadeva mai in espressioni banali. Quando parlava di
libri, senza mai pretendere di esserne un esperto conoscitore, ci che diceva era fresco e sintetico, poi
piegava la testa da un lato per accogliere l'accorto641 parere dell'amica, senza minimamente temere
che un simile atteggiamento potesse intaccare la sua virilit. Allo stesso tempo, not Charlotte, era
animato da un sano amor proprio, che si esprimeva al massimo grado nel compiacimento di sua madre:
i rari momenti di gioia di quella donna talentuosa lo divertivano e lo gratificavano, e aveva una certa
avventatezza nel provocarli e una certa vanit nel rispecchiarcisi (pi tardi, in Villette, descrivendo
l'effetto del dottor John sulla piatta e ombrosa vita dell'eroina-insegnante, Charlotte avrebbe attinto
all'immaginario naturalistico della Bella Addormentata: Immaginate una radura, sepolta nel cuore
d'una foresta segreta; essa giace nell'oscurit e nella nebbia; una scure apre un varco nel folto della
vegetazione: La brezza la riempie; il sole le dedica i propri sguardi; la radura triste e fredda si
trasforma in una profonda coppa di luce642). In questo interludio, Charlotte continu la sua vacanza
in compagnia di George Smith, arrivando ad Abbotsford (la propriet vicino Melrose, lungo il fiume
Tweed, che il suo amato Walter Scott aveva acquistato nel 1811) e sentendo di vivere una poesia,
breve, luminosa, chiara, vitale come il bagliore di un lampo. Edimburgo fu la mia vera citt
romantica643.
Al termine di questo idillio, lei e Smith viaggiarono sulllo stesso treno diretto a sud, ma
Charlotte scese a York. La separazione fu difficile, ancor pi in quanto trov suo padre, al ritorno in
canonica, piuttosto agitato: come disse il reverendo, Charlotte era stata oggetto di alcuni approcci644
che potevano condurre al matrimonio. La figlia si agit a sua volta: il suo bisogno di ricevere notizie da
George Smith era cos impellente, confid a Ellen, che per proteggere se stessa avrebbe fatto meglio a
chiudere la corrispondenza con un banale pretesto.
Prefer la Scozia ai Laghi, dove si rec controvoglia in agosto, assecondando l'insistenza di suo
padre, per unirsi agli Shuttleworth. Di dodici anni maggiore di Charlotte, Sir James Kay-Shuttleworth
era uno di quei vittoriani pieni di energia e spirito pratico: aveva iniziato la sua carriera come
insegnante per i poveri, era sostenitore del libero accesso alle biblioteche e dell'istruzione statale
gratuita; i suoi sforzi in questa direzione culminarono nell'Education Bill del 1870. Era anche un
appassionato promotore dell'educazione superiore per le donne ma, come molti riformatori, tra le pareti
domestiche era autoritario. Infaticabile, tra l'uno e l'altro dei suoi impegni  era anche un medico
interessato alle riforme sanitarie  scrisse pure romanzi, e forse il suo interessamento per Currer Bell
dipendeva in parte dal desiderio di essere presentato a un editore645. Nel suo ruolo di uomo dotato di
senso pratico, tendeva a fare lunghe tirate sulla bellezza dell'utilit, e quando sosteneva che gli artisti
dovevano abbassarsi a un livello inferiore mostrava i denti in raggelanti sorrisi, mentre il suo
ospite-prigioniero era obbligato a starlo a sentire rassegnato. In privato, Charlotte disse a George Smith
che proprio mentre Sir James mi metteva in guardia dai difetti degli artisti, la mente della sua
ascoltatrice era affollata da vagabondi istinti artistici646. A Briery Close, in Windermere, dovette
nascondere il suo essere donna-artista647 per paura che potesse agitare l'egocentrismo del suo
ospite. Lui era uno di quegli spiriti potenti, riflett l'autrice, costituiti da nove parti di senso pratico e
una di senso estetico. Attratto dagli artisti, Sir James era frustrato, e dunque suscettibile, per non esserlo
a sua volta. Charlotte sospettava che fosse uno di quegli uomini che non perdonano, se non davanti
all'umiliazione della persona da cui si sentono offesi. Di fronte a tale rigidit, Charlotte tenne pi che
mai a bada il suo carattere domestico: si attenne a una cortesia semidisinvolta. Intrappolata nella
carrozza del gentiluomo mentre ammiravano laghi e colline, avrebbe desiderato (confess in seguito
alla signorina Wooler) scivolare fuori senza esser vista, e correr via per conto mio tra le colline e le
valli. Istinti erranti e vagabondi mi tormentavano, ma ero obbligata a controllarli, o meglio, a soffocarli,
per paura di attirare l'attenzione sulla "leonessa" [...] la donna-artista. Sir James  un uomo che ha
molte doti  persino intellettuali  ma non  una persona con la quale si possa desiderare di lasciarsi
andare. Tuttavia, in una certa misura, si lasci andare con un'altra ospite che si trovava con loro in
quei giorni: la signora Gaskell.
Elizabeth Cleghorn Gaskell aveva sei anni pi di Charlotte, ne aveva appena compiuti quaranta
quando si incontrarono e aveva da poco pubblicato, nel 1848, il suo primo romanzo, Mary Barton, che
Charlotte aveva letto nel suo anno pi difficile, quello in cui tre lutti avevano colpito la sua famiglia
mentre lei stava scrivendo Shirley. In realt, la signora Gaskell aveva scritto il suo libro in circostanze
non molto diverse: come tentativo di consolazione per la perdita del suo unico figlio maschio. Entrambi
i libri contengono un appello umanitario per una migliore intesa tra operai e datori di lavoro e sono
percorsi da una sincera empatia per i bisognosi ai margini della societ: se Gaskell si sofferma ad
analizzare la condizione dei poveri e dei reietti, Charlotte Bront esamina l'esistenza delle donne sole.
Sebbene Mary Barton avesse trovato un sostenitore in Dickens, nell'estate del 1850 Elizabeth Gaskell
era ancora agli inizi della carriera e le sue opere maggiori sarebbero arrivate solo in seguito: Cranford
(1853), Nord e Sud (1855), Mogli e figlie (1866); e, non da ultima, la sua celebrata biografia di
Charlotte Bront, edita nel 1857 da George Smith. La maggior parte delle sue opere fu inizialmente
pubblicata da Dickens nei periodici da lui diretti, Household Words e All the Year Round, insieme
a contributi di Wilkie Collins, Meredith, Coventry Patmore e dello stesso Dickens. Tuttavia, Gaskell e
Dickens non andavano molto d'accordo  lei non assecondava sempre il volere di lui. Una volta egli
disse: Se fossi il signor Gaskell, oh cielo come la picchierei!. In realt la signora Gaskell era la
moglie onesta e volenterosa di un sacerdote unitariano, infaticabile nel prendersi cura dei bisognosi
della parrocchia del marito. Era pure considerata una donna molto bella.
Se il signor Nicholls not l'ampiezza della fronte di Charlotte, la signora Gaskell vide
sopracciglia sporgenti, alcuni denti mancanti e mani simili ad artigli d'uccello. Anche se la signorina
Bront aveva degli occhi grandi ed espressivi che ti guardavano dritto in faccia, una voce dolce, appena
esitante, e opinioni ragionevoli e ben argomentate, la signora Gaskell la trov nel complesso
ordinaria648. Allo stesso tempo, la reticenza di Charlotte in merito ai suoi gravi lutti, cos come la
sua modesta raffinatezza, rassicurarono la signora Gaskell quanto alla presunta volgarit. Elizabeth
Gaskell aveva modi regali ma intriganti e non sembrava affatto altera: ci era dovuto in buona misura
al ritmo della sua conversazione. Parlava volentieri dei propri stati emotivi e riportava storie
colorite649 sugli altri in un atteggiamento che comunicava la sua spiccata curiosit, ma sapeva essere
accattivante: conversava senza fretta o insistenza, instaurando un clima rilassato, ozioso e di giocosa
affabilit che induceva alla replica650. Abilmente, tir fuori da Charlotte la storia della sua vita. Quella
vita di desolazione raccontata da Gaskell agli amici tratteggi subito l'immagine di una Charlotte
Bront timida, silenziosa, che era passata per sofferenze tali da averla privata di ogni scintilla di
allegria. Questa fu la prima e assai duratura impressione della signora Gaskell: una pregiatissima,
nervosa povera cosa, capace a malapena di sorridere  quanto di pi lontano dall'immagine
trasmessaci dalla divertita corrispondenza tra Charlotte e George Smith (che fu nota in tutta la sua
ampiezza solo a partire dagli anni Ottanta del Novecento651).
Nella sua biografia di Elizabeth Gaskell, Jenny Uglow osserva che Charlotte era in qualche
modo pi dura652 della sua nuova amica. Sebbene trasmettesse un'impressione di vigore con la sua
vitalit, il suo impegno a 360 gradi, il suo colorito salutare e sanguigno e la sua figura alta e in carne, la
signora Gaskell tendeva a sfogare la tensione in attacchi di emicrania, nevralgie e vertigini di
stanchezza, in parte causate dagli oppiacei. Al contrario, Charlotte (che non assunse mai un granello
d'oppio in un periodo in cui era molto diffuso) era stata capace di scrivere la prima parte di Jane Eyre
sotto lo stress dell'operazione all'occhio, priva di anestesia, subita da suo padre a Manchester nel 1846
(era stato il signor Bront a volerla l con lui), durante le incerte settimane della convalescenza e mentre
lei stessa era preda del mal di denti. Eppure, a dispetto degli impressionanti sforzi compiuti in
circostanze avverse (potremmo ricordare anche quelle in cui scrisse l'ultimo libro di Shirley),
preservava un aspetto dimesso e bambinesco. Enfatizzando quest'immagine vulnerabile, la signora
Gaskell fu all'origine della voce secondo cui Charlotte fosse gi contagiata dalla tubercolosi653, una
falsit che si diffuse nei circoli letterari e si dimostr quanto mai nociva nella misura in cui convinse la
signora Smith che la scrittrice di Haworth non fosse una donna da sposare e che suo figlio andasse
protetto. Nel corso dell'anno successivo, che si rivel cruciale per la sua felicit, Charlotte tent invano
di smentire tale voce. Povera signorina Bront654, esclam anche Emily Winkworth quando sua
sorella Catherine, la destinataria della lettera della signora Gaskell, le fece leggere la missiva. Emily fu
commossa al punto di dire: Uno pensa che la sua vita, perlomeno, riesca quasi a farti piacere i suoi
libri, e invece  meglio che non ci sia pi nessuna signorina Bront.
La signora Gaskell, abituata a una serena vita domestica, con un marito premuroso, quattro
figlie e numerose conoscenze tra i parrocchiani del coniuge, rimase assai colpita dalla miseria della vita
di Charlotte: la solitudine, la raffinata povert, la malattia, le morti e l'aspetto passivo del dovere filiale.
La futura biografa fece da subito rientrare il suo soggetto nei parametri sentimentali dell'epoca: la
donna vittima, votata al sacrificio di s e circondata da letti di morte. In Ruth (il romanzo che la signora
Gaskell scrisse mentre Charlotte stava scrivendo Villette) parl dal punto di vista di una donna caduta
in disgrazia; quando Charlotte lesse le bozze le chiese perch mai Ruth doveva morire. Questa
domanda metteva in discussione la concezione morale a monte del romanzo: Ruth poteva espiare le sue
pene solo morendo. In modo simile, la futura biografia scritta dalla signora Gaskell avrebbe riscattato
la reputazione di Charlotte, macchiata dall'accusa di "volgarit", solo attraverso la tristezza del suo
tragico destino. Fiutando un'eccessiva apprensione, Charlotte chiese alla signora Gaskell di non
compatirla troppo655. Dopotutto, le restava ancora la Verit, oltre a suo padre.
Ma il padre non riusc a colmare la solitudine che prov al ritorno a Haworth dopo quell'intensa
estate. A settembre non volle scrivere all'indirizzo di Cornhill per paura di non ricevere risposte 
risposte che desiderava troppo. L'attesa delle lettere portava con s un sentimento represso, che
cresceva come una febbre d'aspettativa quando si avvicinava il momento della consegna della posta,
per poi subire un drastico crollo quando non era arrivato nulla. Sembrava che l'arrivo della posta fosse
l'unico evento della giornata.
Disse alla signorina Wooler che non intendeva colmare questo vuoto con le visite (le visite
indiscriminate portano solo a una perdita di tempo e a una banalizzazione del carattere656); quello
che desiderava erano pochi stretti legami e conversazioni domestiche.
La minima allusione al matrimonio suonava offensiva alle orecchie del padre657. Era convinta
che si sarebbe potuta sposare  pensava a James Taylor , ma finora nessuno degli uomini disposti a
sposarla le era sembrato davvero desiderabile. Con questa confessione fatta a Ellen stava
implicitamente ammettendo di non desiderare il signor Taylor. Forse era gi consapevole della
presenza dietro le quinte del signor Nicholls, ma egli continuava a essere troppo disponibile, troppo
familiare, niente pi che un'affidabile quercia che si stagliava in un panorama di volgari curati. O forse
le parole di Charlotte implicavano l'esistenza di un uomo desiderabile che non l'avrebbe sposata:
George Smith, di otto anni pi giovane di lei e protetto in egual misura dalla madre e da una prudenza
tipicamente scozzese subito notata da Charlotte.
L'autunno del 1850 fu un periodo di brutti giorni, brutte settimane, brutti mesi658, come
Charlotte scrisse alla signorina Martineau, invidiando la produttivit dell'amica. Nei mesi di settembre
e ottobre, la solitudine si fece pi profonda: revisionando Cime tempestose e Agnes Grey per la casa
editrice Smith, Elder piomb in un rinnovato lutto. Nel descrivere le sorelle in una "Nota biografica",
realizz che la sua amara sofferenza sarebbe sembrata ai lettori solo debole pathos659. Il dolore non
era comunicabile. Quando lesse In Memoriam di Tennyson, il lungo componimento, allora appena
pubblicato, dedicato dal poeta a un amico di giovent scomparso, Arthur Hallam, disse:  bellissimo,
 triste,  monotono660. Era scettica rispetto al fatto che il dolore potesse dare origine a un cos
misurato flusso di parole; Tennyson non avrebbe potuto scrivere a quel modo di un fratello morto. Ma
nemmeno sarebbe rimasta imprigionata in una disperata malinconia: preferiva una mente come quella
di George Sand, tale da trarre giovamento dall'esperienza dannosa senza venirne indebolita o troppo
scossa661, cos che pi a lungo vivi, pi cresci.
A tratti provava un rinnovato dolore, a tratti un senso di sollievo per la propria resistenza, e nel
mentre rifletteva sui risultati delle sorelle. La sua nota introduttiva ai loro romanzi  singolarmente
apologetica e critica, persino competitiva, quasi come se chiedesse al pubblico di dissociare Currer
Bell, che conosceva le buone maniere, aveva gusto e sapeva scegliere soggetti appropriati, da Ellis e
Acton Bell, che avevano forgiato personaggi deplorevoli come il demoniaco Heathcliff e il marito
dipsomane della locataria di Wildfell Hall. Questa "Nota" ha fornito il modello alla signora Gaskell:
separa Emily e Anne dalle loro opere, rassicurando il pubblico che entrambe erano signore della
massima raffinatezza. Charlotte  prima artefice della leggenda Bront  interpret le sorelle per il
mondo662 mediando tra la sua famiglia e i futuri lettori. Le sorelle, afferm, non avevano nulla della
brutalit dei loro romanzi, scaturiti dalla loro penna come inevitabile conseguenza dell'aver vissuto
nell'oscuro e selvaggio Yorkshire. In quello che rimane il suo atteggiamento pi affettato, volt le
spalle all'inquietante ritratto ravvicinato di un matrimonio distrutto composto da Anne. Quest'ultima,
insist, era una creatura gentile e delicata a malapena consapevole di quanto aveva fatto. Si volt
indietro per osservare il romanzo di Emily attraverso gli occhi dei primi, scioccati lettori: Uomini e
donne che [...] dalle passioni moderate d'intensit e poco distinte nel genere, sono stati educati sin
dalla culla a tenere la massima levigatezza di maniere e un linguaggio castigatissimo, restano perplessi
di fronte all'espressione forte e rozza, ai sentimenti manifestati con asprezza, agli odi scatenati e alle
passioni travolgenti663 di Cime tempestose. Tuttavia  possibile che, quando rilesse il romanzo a due
anni dalla morte di Emily, in quell'autunno del 1850, avesse incorporato un po' dell'intransigenza della
sorella scomparsa. Tale durezza avrebbe trovato voce in un'eroina sprezzante, che pone la verit prima
dell'amabilit  una glaciale eroina che non sarebbe piaciuta agli altri, Charlotte se lo aspettava, e che
di fatto nemmeno lei stessa dichiar mai di amare, eppure era una donna dalle doti nascoste, quanto
mai lontana dai contemporanei, e in particolare dall'artificiosit delle sue conoscenti femminili.
Da questo momento in poi, la sua voce fu venata da una nuova severit: l'indignazione e il
disprezzo per i recensori e il sarcasmo con Lewes per le simpatie della rivista The Leader nei
confronti del cattolicesimo. Il 1850 fu l'anno della cosiddetta "aggressione papale", quando la
ripartizione delle diocesi in Inghilterra voluta dal papa e la nomina di Wiseman come arcivescovo
furono all'origine di feroci sfoghi anticattolici, ai quali Charlotte partecip animata da un'intolleranza
che riservava solo al cattolicesimo  un'intolleranza che forse derivava anche dal suo inconscio timore
di essere attratta dalla Chiesa di Roma664. All'apice del suo sarcasmo, si congratul con Lewes per la
sua probabile conversione: C' qualcosa di promettente e di toccante nel tono che avete assunto
ultimamente  qualcosa che accender la fiamma della santa speranza nel cuore del Cardinale
Arcivescovo Wiseman quando il suo cappellano gli legger le vostre elucubrazioni665. Continu
insinuando che Wiseman fosse un gesuita ipocrita, e infine augur a Lewes e Thornton Hunt una
grande scioltezza di lingua alla vostra prima prova nel confessionale.
Nel corso di una rigenerante visita, dal 16 al 23 dicembre, nella residenza della signorina
Martineau, The Knoll, ad Ambleside, incontr Matthew Arnold nella sua tenuta di Fox How, una casa
che le sembr un nido mezzo sepolto da fiori e piante rampicanti. Matthew, ventotto anni, era il figlio
maggiore dell'eminente dottor Arnold di Rugby, che durante i suoi anni da preside tra il 1828 e il 1842,
aveva trasformato la concezione della scuola pubblica, smorzandone la brutalit in favore della virilit
e del cricket. L'anno prima dell'incontro con Charlotte Bront, Matthew Arnold aveva pubblicato il suo
primo volume di poesie; l'anno dopo si sarebbe sposato e sarebbe diventato un ispettore scolastico. 
ricordato soprattutto per le opere successive: la poesia Dover Beach (1867) e l'impegno come critico
letterario tra il 1860 e il 1880, quando si oppose al "filisteismo" culturale e individu come "pietre
miliari" le alte opere del pensiero e della letteratura. Quando entrava in una stanza aveva un'aria
superba, il mento sempre all'ins spiegava perch a Rugby fosse noto come l'elevato Matt666.
Aveva una presenza imponente, era alto almeno un metro e ottantacinque, stava ben dritto e la sua testa
era coronata da una folta chioma.
Gli piaceva essere considerato pi giovane della sua et. Se Arnold ebbe un sogghigno al
cospetto della signorina Bront (superati i trenta e ordinaria667), non fu nulla a paragone
dell'opinione sottilmente caustica che lei si form di lui: Impressionante e attraente nell'aspetto, i suoi
modi deludono, a partire dalla sua apparente frivolezza [...]. Ben presto un'autentica modestia 
apparsa sotto la patina di una presunta arroganza, e alcune genuine aspirazioni intellettuali [...] hanno
rimpiazzato le pose superficiali668.
Il noto sgarbo di Arnold nei confronti di Charlotte Bront, a suo avviso nient'altro che fame,
ribellione e rabbia669, non l'avrebbe sorpresa. Affilate recensioni le avevano gi insegnato che le
persone sono spesso pronte a diffamare una donna con una brutalit che generalmente non viene
riservata agli uomini. A Dickens fu possibile limitare i pettegolezzi quando abbandon la donna che era
stata a lungo sua moglie per un'attrice diciannovenne, Ellen Ternan670. False voci, al contrario,
perseguitarono Charlotte non appena divenne famosa: qualcuno disse che a Londra non era andata a
messa e aveva frequentato sale da ballo per tutta la settimana; qualcun altro che era stata respinta da
uno, anzi tre curati uno di seguito all'altro. Era consapevole della vendicativit cui si esponeva la
donna-artista che osava violare il modello di passivit e silenzio riservato alle signore.
Con sollievo torn a godere della compagnia della poco convenzionale Harriet Martineau: era
dura, brusca, dispotica, ma anche rinvigorente, un esempio di laboriosit. Si svegliava alle cinque,
faceva una passeggiata alla luce delle stelle e alle sette sedeva gi al suo tavolo. Trascorrevano i
pomeriggi insieme, cenavano alle cinque e discutevano di lavoro con franchezza. In questa tonificante
atmosfera, l'ospite ritrov presto la forma.
Nel gennaio del 1851 George Smith invit Charlotte ad accompagnarlo in un viaggio lungo il
Reno l'estate successiva. La prospettiva provoc in Charlotte una febbre671 d'attesa, sebbene
temesse che la signora Smith si sarebbe opposta e che Londra avrebbe sparlato. Fu impossibile non
rispondere all'eccitazione della lettera di Smith: Non sono fatta di granito, si scus. Ellen, alla
quale mostrava le lettere pi interessanti, rilev intenzioni concrete da parte di Smith, sostenute da
un'avvisaglia di sentimento672.
Charlotte rispose all'amica con la massima sensibilit: Penso che l'"avvisaglia" sia da
attribuire semplicemente a questo: una sorta di affinit naturale e il senso di una certa congenialit. Se
non ci fossero le imponenti barriere dell'et, della posizione ecc., ci sarebbe forse abbastanza stima
reciproca per rendere possibili le cose che ora appaiono impossibili. Se gli uomini e le donne si
sposassero perch si piacciono per via del carattere, dell'aspetto, della conversazione, della natura e
cos via  e se, in aggiunta a questo, le nostre et fossero meno distanti , l'opportunit cui alludi
avrebbe forse avuto una speranza. Ma sono altre le ragioni che regolano i matrimoni: ragioni di
convenienza, relazioni, denaro. Per il momento sono contenta di averlo come amico, e prego Dio
affinch mi conceda il buon senso di continuare a vedere esclusivamente in questa luce un ragazzo cos
giovane, in ascesa e di grandi speranze.
In quell'epoca, Ellen era capricciosamente corteggiata da John, il fratello di Mary. Entrambe
avevano bisogno di saggezza673, la avvert Charlotte quando l'amica le fece battute su Venere e
Giove674 (il nomignolo che Ellen aveva affibbiato a George Smith). Charlotte, rigettando risentita
l'allusione "pagana", ribad che il suo direttore editoriale, James Taylor, era il pretendente pi
probabile. Taylor continuava a corteggiarla inviandole libri ma era, ahim, poco animato da un
veemente ardore.
Il contrasto tra un imprevedibile Giove e un fedele Taylor potrebbe essere visto come il dramma
principale attorno a cui si intrecci una trama secondaria nel febbraio 1851, quando George Smith
rifiut Il professore per la terza volta. Nel complesso, come not Charlotte, il romanzo era stato
rifiutato nove volte. Smith sugger allora in via eccezionale che avrebbe preso Il professore "in
custodia", anzich pubblicarlo. Pens forse che tale gesto avrebbe allentato l'ostinato attaccamento di
Charlotte per quell'opera.
Lei rifiut categoricamente l'offerta. Ah, no!. Lui avrebbe potuto, immagin, usare le pagine
del manoscritto per accendersi i sigari. No, l'avrebbe custodito al sicuro nella sua credenza di Haworth;
il suo atteggiamento nei confronti del libro era forse parziale, un po' come quello di un genitore
intelligente verso un figlio idiota675.
La sua voce acida ebbe nuove occasioni per esprimersi, in quel mese, quando parl del bisogno
di iniziare un nuovo romanzo. Lungi dall'accantonare Il professore, riplasm la figura del suo
protagonista in una forma ancora pi vicina alla fonte d'ispirazione belga, Monsieur. Inizi poi a
tratteggiare un giovane britannico viziato e spiritoso (chiamato Bretton), una figura che avrebbe creato
un certo contrasto con il personaggio belga. L'idea guida fu quella di mettere a confronto due
potenziali eroi: il leggero Bretton (ispirato a George Smith) e il veemente insegnante, Paul Emanuel
(basato su Monsieur Heger). Nel portare avanti questo esperimento, l'autrice rinvi il risultato finale.
La struttura della prova le concesse la libert di seguire le verit emotive nei loro sviluppi.
Il via libera arriv agli inizi del marzo del 1851, quando George Smith sugger a Charlotte di
usare Cornhill come materiale per un romanzo. Tale proposta era, rispose lei, estremamente e
pericolosamente seducente. Si sent come il serpente libero di aggirarsi nel giardino dell'Eden. Era gi
arrivata fin sulla soglia, i suoi luminosi occhi puntati su George Smith, quando egli le diede il suo
assenso a un'idea che era in agguato in due dei frammenti che aveva gi scritto. I progetti, le idee
ancora vaghe e indefinite dell'autrice e dell'editore sembravano sovrapporsi e intrecciarsi in una sorta
di gioco comune, un po' come avveniva nelle loro lettere.
Non si allarmi676. Era il serpente a parlare. Siete tutti al sicuro da Currer Bell  al sicuro
dalla sua satira, ancor pi dal suo elogio. Ignorando deliberatamente quanto aveva fatto in passato, il
serpente afferm che Currer Bell non riusciva a scrivere quando i suoi soggetti sapevano di essere
utilizzati come modello. Quindi, lo ripeto, siete molto al sicuro.
Quelle che Charlotte sped a George Smith tra il 1850 e il 1851 non erano lettere a un editore:
erano giocosi inviti al cambiamento. Privo di un titolo di studio superiore, egli non si sentiva del tutto
sicuro del proprio intelletto: questo aspetto nascosto di George Smith fu una delle principali ragioni
della sua suscettibilit nei confronti di Charlotte Bront, che agit sopra la sua testa una bacchetta
magica creativa. Attente, analitiche, le lettere della scrittrice lo trattavano come uno dei suoi personaggi
pi promettenti  e anche questo potrebbe spiegare come mai egli si sentisse pi attratto dalle sue
lettere che dalla sua presenza fisica (di persona, Charlotte tendeva alla reticenza, ad eccezione dei suoi
rari e incontenibili sprazzi di eloquenza). Le lettere lo invitavano a guardarsi come un uomo dalle
generose potenzialit artistiche, in grado di trascendere l'uomo d'affari ostinato e taccagno che egli
stesso dichiarava di essere. Dopo la loro vacanza in Scozia, Charlotte lo incoraggi a scrivere una
poesia sulle Highlands677; quando Thackeray esaur la sua pazienza con prolungati ritardi, lei gli
sugger di scrivere un libro sulle vicissitudini dell'editore animoso. Aspettando le lettere di Smith,
Charlotte attendeva di verificare i risultati della propria potenza creatrice (per l'eroina-scrittrice del
manoscritto di Villette, una lettera  un mezzo d'espressione migliore rispetto a una debole presenza
fisica o a un labbro incerto678). Non potendosi aspettare di conquistare l'editore con l'avvenenza,
poteva forse stringerlo a s con la penna? In un certo senso ripet con George Smith, quasi contro il
proprio volere e nonostante si fosse pi volte ripromessa di non farlo, la stessa prova che aveva fatto
con un altro uomo sensibile alla scrittura, Monsieur Heger. Quando conobbe Charlotte, Smith non
aveva ancora trent'anni, e si stava formando allora. Fu attratto dall'idea che lei si era fatta di lui, e
lunghe lettere incentrate attorno a questo tema, molto lontano dagli affari, viaggiavano tra Londra e lo
Yorkshire. Sembrerebbe quasi che lei non si conosca679, gli scrisse.
Trasportandolo nella pagina del romanzo, Charlotte esplor il carattere di Smith con maggiore
libert che nelle lettere: nei panni di un medico che lavora all'estero, il dottor John,  osservato
attraverso lo sguardo distaccato di un'insegnante apparentemente insignificante, che non ha alcuna
possibilit di ottenere le sue attenzioni. Il fatto che lui l'aiuti nei momenti di difficolt  la
testimonianza di una spontanea galanteria. Alla luce di un fanale, lei scorge un uomo giovane, distinto
e di bella presenza; poteva essere un lord, per quanto ne sapevo io: pensai che la natura lo aveva fatto
degno d'essere un principe. Il viso era davvero piacevole; sembrava altezzoso ma non arrogante, virile
ma non insolente680. Qui, chiaramente, c' un potenziale eroe. Ma lo  davvero? Appare vincente su
tutto  Lucy nota che il suo sguardo passava da un viso all'altro un po' troppo vivacemente, con
eccessiva frequenza e rapidit, ma il suo occhio aveva un carattere piacevolissimo [...]. Quanto al
sorriso [...] vi era qualcosa che piaceva, ma anche qualcosa che faceva sorgere nella mente le nostre
manie e debolezze, tutte le cose che si potevano prestare allo scherno681. La sua impeccabile cortesia,
la sua bonariet, hanno una punta di indifferenza. Se le lettere di Charlotte Bront a George Smith
avevano uno scopo didattico, il romanzo fu un vero e proprio collaudo  mise alla prova, allo stesso
tempo, la natura di un uomo reale e quella di un potenziale eroe romanzesco.
Da questa interazione tra autrice e editore scatur un grande romanzo. Non si trattava del lavoro
di una vittima. Se fosse stata una vittima, Charlotte Bront si sarebbe arresa al dolore, alla depressione
e allo schema dell'avverso destino familiare; invece che abbandonarsi a una di queste sorti, si diede una
scossa e pass all'azione mettendo a frutto le proprie qualit. Tale atteggiamento si rispecchia nella sua
eroina, che potrebbe sembrare sventurata e passiva, ma in realt  forte, severa nei giudizi e in fin dei
conti creativa. La verit di questo ritratto, nella misura in cui va inteso come un autoritratto schizzato
nei primi anni Cinquanta dell'Ottocento, nel momento in cui l'autrice dovette fronteggiare da sola le
difficolt della vita,  quella di una ribellione contro ci che il fato le aveva negato: la famiglia e un
amore come quello che aveva assaggiato nello scambio epistolare.
Per alcuni il pi intenso dei sentimenti, che sia erotico o religioso, richiede mistero, segretezza,
intimit e un certo senso dell'ineffabile682. Ci fu vero per le sorelle Bront. Non c' verit che non
comprenda silenzi e omissioni  la questione di ci che non viene detto. Dov' che l'abbondante flusso
di parole di Charlotte Bront incontra il volo silenzioso dei suoi sentimenti? Il linguaggio ha preso il
posto delle passioni che prov? E in che misura persino un autore eccezionalmente trasparente tende a
occultare quando mette i sentimenti nero su bianco? Il suo "Lettore"  colui che risponde alla
sollecitazione della segretezza, che percepisce la tensione tra il freddo s sociale e l'ardente io interiore.
Senza il segreto non esisterebbe l'arte. Per le donne progressiste del diciannovesimo secolo lo scarto tra pubblico e
privato fu cos grande che la pressione dell'arte (nel senso di verit, presa di parola, esposizione) fu
tanto pi esplosiva. Non possiamo valutare la vita di Charlotte Bront senza prendere le misure di
questo scarto, quello che lei chiam ombra. E la prevalenza dell'ombra  non attenuata nella forma
del dolore, ma nella sua pienezza desiderante e sovversiva  fu proprio l'aspetto che rimase sospetto
nella sua vita, e pertanto destinato a scomparire con alcuni scritti che vennero distrutti dopo la sua
morte. Eppure, sopravvivono i romanzi a parlarci dell'ombra in cui Charlotte Bront visse, e che lei
interpret per il suo "Lettore". I vuoti, i non detti, hanno il sapore di suggerimenti; le opere definiscono
il loro significato. Se Charlotte fu misera in tanti infelici modi, non fu priva di lavoro e seppe
maneggiare la forma che l'arte imprime all'amorfa vita quotidiana. Nel concepire questo romanzo,
Charlotte svolse un'indagine sulla definizione del genere maschile e femminile, un lavoro che diede
senso alla sua solitudine, alle sue privazioni e alle sue esigenze. Innegabili sofferenze segnarono la sua
vita, ma non presero (nei suoi termini) la forma del pathos, bens quella della verit.
Il dramma reale si consum alla fine di marzo. La casa editrice Smith, Elder attravers un
periodo di incertezza che ebbe ricadute su Charlotte in due modi. George Smith, che ora spesso tirava
avanti con il lavoro fino alle tre del mattino, dovette cancellare il viaggio sul Reno. Inoltre sped James
Taylor in India ad aprire una branca della societ che prese il nome di Smith and Taylor. Non era una
manovra di ottimistica espansione, ma una misura d'emergenza per salvare l'impresa. Quando
all'inizio di aprile Taylor si rec a Haworth per far visita a Charlotte, lei not che egli non nomin mai
il suo datore di lavoro, limitandosi a parlare di "societ". C'era forse qualche tensione tra lui e Smith?
Fu chiaro che James Taylor era arrivato fino a Haworth per farle una proposta di matrimonio
prima di salpare alla volta dell'India. A Charlotte quell'uomo piaceva per il suo vigore e la sua mente
assennata, ma di persona, ancora una volta, trov i suoi modi bruschi e irritanti. Per lei fu un'ardua
impresa rimanere impassibile: mentre le rivolgeva uno sguardo appassionato683, Charlotte metteva a
fuoco, attraverso le lenti degli occhiali, gli inflessibili tratti del suo volto. Ogni volta che lui le si
avvicinava  abbastanza perch lei potesse sentire fissi su di s i suoi occhi  le si ghiacciava684 il
sangue nelle vene. Non desiderava apparire altezzosa, eppure sentiva il proprio corpo irrigidirsi con
uno strano misto di rabbia e apprensione. Cos il signor Taylor se ne and senza dichiararsi. Anche se
Charlotte lo invit a scriverle dall'India, a Ellen disse chiaramente che non riusciva a vedere in lui un
potenziale marito:
Suonerei dura se dovessi confessare, persino a te, l'opinione che mi sono fatta di lui. Cara Nell,
ho cercato qualche tratto del gentiluomo  qualcosa, intendo, del genuino gentiluomo. Sai bene che
posso sorvolare su alcune raffinatezze, e quanto all'aspetto esteriore, mi conosco troppo bene per
sentire di poter essere esigente su quel punto. Non sono riuscita a scorgere un baluginio, un fugace
sentore di buone maniere.  difficile da dire, ma  cos. Anche a livello intellettuale: sebbene sveglio, 
di seconda categoria, in ogni aspetto. Non fa piacere dire certe cose, ma credo sia meglio essere onesti.
Se lo dovessi sposare, il mio cuore soffrirebbe di dolore e umiliazione [...]. No, se il signor Taylor 
l'unico marito che il destino mi offre, meglio ch'io rimanga sola per sempre.
Porgi i miei cari saluti a tutti, cara Nell.
La tua amica di mezz'et,
C. Bront.
Fu sconcertante apprendere che a suo padre il signor Taylor era invece molto piaciuto. Sono
state suggerite molte possibili spiegazioni per questo apprezzamento; una di queste  che, dal punto di
vista del signor Bront, qualcuno che sarebbe scomparso dall'altra parte del globo per cinque anni era il
pretendente ideale. Un'altra potrebbe essere che Taylor piacque davvero al signor Bront perch
entrambi erano uomini del genere di Helstone.
Pap diventava impaziente quando Charlotte rimuginava chiedendosi se il signor Taylor era un
"gentiluomo". Lei lo riteneva privo di tatto e forse insensibile. Per il signor Bront, il valore della salda
rettitudine rendeva la questione del tatto irrilevante. Ma l'istinto port Charlotte a togliersi dalla testa il
pensiero del signor Taylor  l'unico inconveniente fu che si ritrov in una solitudine ancor pi cupa.
Due settimane dopo, Charlotte ricevette un invito dagli Smith. Sebbene fosse contro le sue
regole recarsi di nuovo a Londra senza prima essersi portata sufficientemente avanti con la scrittura,
disse mestamente alla signora Smith che di colpo sentiva un gran desiderio di scendere dai miei
trampoli685. Non era fatta di granito686, avrebbe confessato qualche giorno dopo a George. Qui, le
date lasciano intuire sottili tensioni che non potevano essere confessate esplicitamente. Giugno fu il
periodo che gli Smith proposero per la visita, e Charlotte fu subito d'accordo. A rimanere implicito era
il fatto che cos non avrebbe incontrato il signor Taylor, la cui partenza per l'India era prevista per met
maggio. Charlotte aveva detto agli Smith che la visita di Taylor a Haworth era stata per lei un grande
piacere. Una menzogna cos deliberata era insolita. Si trattava di una provocazione? E la data proposta
da Smith stava a dire che lui non incoraggiava la coppia?
Il signor Taylor scrisse in seguito per sapere se l'avrebbe rivista a Londra. La decisione di
Charlotte di arrivare verso la fine di maggio, poco dopo la partenza di Taylor (20 maggio), era un modo
per dire al pretendente che non intendeva incontrarlo.
Attorno ai preparativi di Charlotte per questa visita a Londra ci fu una certa concitazione che
port il padre, i domestici e la signora Nussey a ritenere che la signorina Bront fosse prossima al
fidanzamento  sebbene lei negasse con enfasi. Chiese a Ellen di cercarle a Leeds una mantella di
pizzo, a condizione che non fosse troppo cara, e si compr una mantiglia bianca, delle nuove sottovesti
e una cuffia con fodera rosa. Le sarebbe piaciuto potersi permettere della graziosa seta color pastello
a cinque sterline al metro, ma dovette accontentarsi della solita seta nera a tre sterline.
Tra un acquisto e l'altro, fece sapere alla signora Smith di non avere alcun malanno687.
Verosimilmente stava negando le false voci sul suo conto; di sicuro stava rassicurando la madre di
George Smith circa il fatto che lei non era, come le sorelle, spacciata a causa di una malattia. Ma non
stava forse anche suggerendo di non essere meno "sposabile", per ragioni di salute, della signorina
Smith, la cui cagionevolezza richiedeva costanti attenzioni?
In questa fase, l'attrazione per George Smith fu intensificata dal fatto che lui si spinse verso
qualcosa di pi che una semplice amicizia. Le sue lettere misero alla prova la riservatezza di Charlotte.
Era disposta ad ammettere di essere felice di vederlo?
No, replic con scherzosa cautela il 12 maggio, non felice, solo lieta.
Nell'euforia dell'attesa, egli rispose con una lettera in cui trapelava un'aspettativa cos
sovreccitata che Charlotte fu timorosa di mostrarla a Ellen, non volendo che l'amica fraintendesse
quella che le aveva fino a quel momento descritto come una temporanea688 crescita dei sentimenti.
Ci fu sempre questo elemento di cautela nella relazione con Smith, persino ora che sembravano
sul punto di sconfinare verso qualcosa di pi che un'amicizia. Non oso affermare di essere felice  o
di vedere davanti a me prospettive di felicit per il futuro689, disse a Ellen. Con questa onest da
pellegrina (che non abbandon mai Charlotte in rapporto ai sentimenti) si soffermava ad analizzare nel
dettaglio le parole di Smith, spesso con il supporto di Ellen. Il fatto che una volta Charlotte abbia
descritto Ellen nei termini di una donna coscienziosa che per qualche motivo le era congeniale ha
portato alla supposizione che Ellen fosse mediocre. Sebbene Ellen non avesse le capacit critiche che
Charlotte trov a Cornhill, condivideva con l'amica qualcosa di persino pi prezioso: la capacit di
analizzare il carattere. Anche le sue osservazioni sui Bront furono immancabilmente intelligenti e
sensibili. Emily, a cui Ellen piaceva, non avrebbe mai tollerato la mediocrit  Charlotte disse una volta
a Ellen che Emily la stimava forse come nessun'altra persona al di fuori della canonica690. Charlotte
non si sarebbe scomodata a inviare le sofisticate lettere che riceveva da Cornhill (sia quelle dell'editore
sia quelle del suo braccio destro) a Ellen, se quest'ultima non le fosse stata d'aiuto nel sottile compito
della "lettura dell'anima". Solo a Ellen poteva confidare di trovare Taylor di seconda categoria. Si
rammentavano a vicenda di lasciarsi guidare dalla saggezza nella scelta dell'uomo giusto da sposare.
Questo complesso tema fu al centro di molte delle loro lettere: la scelta sbagliata, osservarono, era in
molti casi all'origine dell'infelicit coniugale. Il modo in cui le donne "leggono" gli uomini (e
viceversa, come hanno ampiamente dimostrato Jane Austen e George Eliot)  spesso affrettato.
Charlotte ed Ellen, due donne sui trentacinque anni, rifiutavano l'illusione che il matrimonio fosse
necessariamente la pi desiderabile delle condizioni per il loro sesso. Condividevano un certo
scetticismo verso "l'amore eterno", l'obbligo di far mostra della felicit domestica (inframezzato da un
disperato piagnucolio) da loro osservato, ad esempio, in Amelia Ringrose, che aveva ceduto al fascino
per l'altro fratello inaffidabile di Mary, Joe. Il dongiovanni, il tiranno e il folle andavano evitati a tutti i
costi.
John Taylor  uno sciocco691, Charlotte mise in guardia Ellen dal pretendente che la stava
corteggiando, mentre lei stessa era interiormente in subbuglio per via dell'imminente visita a Londra.
Aveva da tempo fastidi allo stomaco e si preoccup per il fatto che il suo aspetto non fosse al meglio.
Il 28 maggio sal sull'espresso per Londra dalla stazione di Leeds. Quando alle dieci di sera
arriv a Euston Square, George Smith e sua madre erano l ad attenderla.
Lui era cambiato, not subito. Era pi maturo, pi serio, pi autoritario692. La madre e le
sorelle, le sembr, ora si piegavano a ogni suo desiderio.
Il quarto giorno dal suo arrivo, il 1 giugno 1851, lo segn con una pietra bianca. Non
sappiamo cosa accadde per renderla davvero felice693, ma il suo umore era in qualche modo
associato a un sermone che aveva ascoltato quel pomeriggio da un protestante in trasferta a Londra,
D'Aubigny. Il suono della lingua francese si era mescolato alla felicit, riesumando i sentimenti che
aveva provato per Monsieur. Fu met dolce, met triste, e stranamente suggestivo ascoltare ancora
una volta il suono del francese694.
Anni dopo, intorno al 1870, Ellen disse a un biografo dei Bront, Sir Wemyss Reid, che George
Smith si era proposto a Charlotte. Dubito che questo sia avvenuto in modo esplicito, poich Smith non
era uomo da venir meno alla parola data.  pi probabile che egli abbia ulteriormente intensificato il
calore delle lettere che aveva spedito a Charlotte nell'attesa di vederla, e che dunque, nell'arco di
tempo di una giornata, a lei sembr che quella crescita dei sentimenti non fosse poi cos "temporanea".
Poi, d'un tratto, le speranze svanirono.
Anche in questo caso  impossibile sapere cosa sia accaduto esattamente tra il 7 e il 10 giugno,
a parte il fatto che Smith si immerse nel proprio lavoro e ne fu cos assorbito che Charlotte a malapena
lo incroci in casa, al civico 76 di Gloucester Terrace. Una possibilit  che la situazione gi critica
della casa editrice avesse subito un peggioramento. Charlotte potrebbe aver interpretato gli impegni
lavorativi di Smith come un dietrofront rispetto al cammino che lei rappresentava: con un'impresa
instabile da dirigere e la responsabilit per una grande famiglia di dipendenti, da quel momento sarebbe
dovuto essere pi pragmatico.
Comunque siano andate le cose, fu a questo punto che Charlotte decise che il suo legame con
George Smith non aveva futuro al di fuori dei limiti dell'editoria e dell'amicizia; e fu sempre in questo
momento, credo, che strinse nel pugno lo scorpione che l'aveva punta. Si sarebbe comportata in modo
impeccabile, garantendo una tacita solidariet per le difficolt che George Smith stava attraversando.
La reazione nei confronti della madre di George fu piuttosto diversa. Dopo questa visita,
Charlotte disse che le sarebbe piaciuto poter pensare alla cortesia della signora Smith come gi le era
accaduto di fare in passato. Cos come Madame Heger, agli occhi di Charlotte, era stata un'avversaria
dei suoi innocenti sentimenti per Monsieur; anche in questo caso identific il nemico in un'altra donna.
Concluse che la signora Smith, in fin dei conti, non poteva essere vinta: per quanto benevola e ospitale,
avrebbe sempre esercitato una notevole influenza sul figlio, incoraggiandolo a intraprendere un
cammino prudente. In un certo senso, il dramma nascosto di questa visita a Londra fu una battaglia per
George Smith: il suo destino era quello di diventare un uomo dalle elevate possibilit intellettuali  che
Charlotte avrebbe voluto stimolare e nutrire  o un mondano gentiluomo? Andando alla ricerca delle
esperienze che le furono d'ispirazione per le opere creative, ritroviamo l'idea dello sviluppo di George
Smith anche al centro di Villette: un simile uomo pubblico poteva essere riscattato in quanto eroe
romanzesco?
Guardandosi indietro in et avanzata, George Smith ricord sua madre come indomita. In
termini simili la descrisse anche Leslie Stephen: sanguigna e scaltra. Educ un figlio che fu
accolto nella societ maschile dell'epoca come un uomo virile e deciso  cos veniva perlopi definito
, stranamente generoso con Thackeray e George Eliot (due autori che esigevano in ogni caso un
trattamento speciale), sicuro di s e vivace, un comandante in grado di tenere i nervi sotto controllo.
Smith disse inoltre che il legame con sua madre era pi tenero e intimo del normale. Condividevo con
lei ogni interesse e ogni progetto695. La signora Smith aveva l'abitudine di recarsi quasi ogni mattina
nella stanza del figlio per una breve chiacchierata. Lui non aveva segreti per lei: Sono pochissimi i
casi in cui una madre e un figlio raggiungono un simile livello di confidenza.
Inevitabilmente, dunque, mamma vinse. Ci appare in modo chiaro dal tono dell'immancabile
lettera di cortesia che Charlotte scrisse alla signora Smith dopo essere ripartita da Londra. Il suo tono
con George, invece, rimase invariato. Lo vide, nella migliore delle luci, come un figlio devoto. Nelle
memorie che scrisse verso la fine della propria vita, Smith ricord che una volta, nel corso di una
conversazione a Cambridge, Sir James Stephen (il nonno di Virginia Woolf) dichiar di non aver mai
incontrato una donna perfettamente giusta e imparziale, e Smith osserv che Sir James non aveva
conosciuto Charlotte Bront696. Smith and avanti riportando che Charlotte era severa nel giudicare il
carattere, ma non le azioni. In genere, ritengo, era troppo buona nell'interpretare le azioni di un
amico697.
Tra il 7 e il 10 giugno l'apatia e il mal di testa si impossessarono di Charlotte e si fecero sempre
pi violenti, fino a renderla spossata e malata698. Disse a Ellen che doveva dimenticare i bei momenti
perch ormai era chiaro che non erano il preludio di un futuro roseo: indulgere in quei ricordi avrebbe
solo peggiorato la solitudine699. Il piacere, disse, non andava ritenuto pi affidabile del raggio di
sole di una giornata estiva. Trascorro la gran parte delle notti in una desolata tristezza.
Londra fu, ancora una volta, Babilonia700. Pur ammirando le conferenze pubbliche tenute da
Thackeray sugli umoristi del XVIII secolo, fu colpita dalla sua disponibilit a cambiare la data di una
conferenza per far s che alcune signore non dovessero rinunciare alle corse all'ippodromo di Ascot.
Thackeray salut a voce alta Charlotte come Jane Eyre nel corso della sua seconda conferenza, su
Congreve e Addison, all'Almack's Assembly Rooms di St James. In seguito a tale presentazione,
Charlotte, ben lungi dall'essere invisibile, dovette farsi strada tra due stuoli di ammiratori, con la mano
che le tremava mentre si aggrappava al braccio della signora Smith  tremava, probabilmente, di rabbia
e indignazione, a giudicare da come reag il mattino seguente, quando Thackeray la fece chiamare per
vederla. Si fiond su di lui, che rimase interdetto davanti al camino701.
Se lei fosse venuto dalle mie parti, in Yorkshire, cosa avrebbe pensato di me se io l'avessi
presentata a mio padre, davanti a una composita compagnia di sconosciuti, come il "signor
Warrington"?.
No, mia cara, lei intende "Arthur Pendennis".
No, non intendo Arthur Pendennis!, replic feroce. Intendo il signor Warrington, e il signor
Warrington  un gentiluomo che non si sarebbe comportato come lei ha fatto ieri con me. Entrando
nella stanza, il signor Smith ascolt le esplosive parole di Charlotte come granate lanciate contro una
fortezza.
Thackeray concluse che non potevano essere amici. Il fuoco e la furia che ardono in quella
piccola donna, la collera che infiamma il suo cuore non fanno per me702, disse in privato. Smith not
che Thackeray non aveva la prontezza di spirito necessaria per il botta e risposta e non era molto a suo
agio in compagnia di quelle che venivano chiamate donne intelligenti  donne che lo scrittore
percepiva come critiche, e con le quali conversare richiedeva uno sforzo mentale. Per questa ragione,
Charlotte non gli piaceva. A Thackeray piacevano le donne dolci, adoranti, che lo rassicuravano. Nei
suoi faccia a faccia con Charlotte, si rifiut di essere schietto e diretto in merito alla scrittura; piuttosto
butt le conversazioni in barzelletta prendendosi gioco della loro comune attivit, come se se ne
vergognasse. Per Charlotte era seccante non venire presa sul serio.
Il 7 giugno (la data in cui iniziarono i disturbi di Charlotte) fu catturata e scioccata dalla
recitazione di Rachel (nei panni di Adrienne in Adrienne Lecouvreur di Scribe): C'era la sua anima in
quello che faceva, scrisse ad Amelia Taylor, una strana anima [...]. Lei e Thackeray sono gli unici
due esseri che mi stregano nella grande Londra  e l'uno  venduto alle grandi signore, e l'altra, temo, a
Belzeb703. Quando vide nuovamente Rachel, il 21 giugno (nel ruolo di Camilla nella tragedia di
Corneille Horace) ebbe una esperienza meravigliosa, terribile, come se la terra si fosse spaccata
profondamente sotto i miei piedi704. Charlotte temeva di vedere rispecchiata nell'attrice una parte di
s: la tentazione di esporre le crude emozioni  la ribellione, la follia, la dura opposizione. Vide
un'attrice, una donna simile a Lucia705, che esibiva il proprio talento sul palcoscenico, che si
avvicinava al pubblico rivelandogli senza paura, bens con palese euforia, la tempesta, la rabbia, il
fuoco  tutto lo spettro dei sentimenti repressi. Charlotte analizz l'ambivalenza di questo gesto pi
volte, sia nelle lettere che in Villette, dove dimostra, attraverso la figura di un'attrice chiamata Vashti,
che una simile esposizione pu suscitare un ottuso disprezzo. Era convinta che rivelarsi in pubblico
fosse degradante, quando non era glorioso706. Quella della degradazione fu una paura che non
l'abbandon mai. C' qualcosa di divino nel pensiero che il genio si preservi dal degrado, aveva
scritto a Williams, se solo fosse vero: ma Savage ci dice che per lui non lo  stato; Sheridan conferma
questa confessione, e Byron la sigilla offrendone una terribile prova707. Queste osservazioni
scaturivano dall'implacabile onest di Charlotte. Temeva i desideri anarchici, associati a Branwell,
come una malefica trasgressione. In che misura la creativit era associata all'abbandono? Quanto
avrebbe osato lasciarsi andare?
Eppure un altro filo della vita di Charlotte si annod in quel 7 giugno: quel giorno, scrivendo la
terza lettera al padre, mand per la prima volta i propri saluti al signor Arthur Bell Nicholls. Da questo
momento in poi divenne sua abitudine includerlo nei saluti inviati alla cerchia domestica ogni volta che
era lontana da casa.
Per tutto il mese di giugno, il morale basso e la cattiva salute continuarono ad avvelenare molti
momenti che sarebbero stati altrimenti piacevoli. Non fu molto impressionata, ad esempio, dalla
Grande Esposizione: il Palazzo di Cristallo era un misto tra un bazar e il palazzo dei genii. Poi, durante
gli ultimi giorni del suo soggiorno, sembr riprendersi.
Il 25 giugno George Smith prese un giorno libero per accompagnarla a Richmond e insieme
organizzarono una bravata. Presentandosi come il signore e la signorina Fraser (fratello e sorella), si
fecero visitare da un frenologo allora molto in voga, il signor Browne. Subito dopo la partenza di
Charlotte da Londra, Smith le invi la "Stima frenologica dei talenti e delle disposizioni di una
signora", datata 29 giugno, accompagnata dalla stima relativa al signor Fraser. Il signor Browne aveva
visto che la "signorina Fraser" era una donna talentuosa e dalla spiccata sensibilit, ma il ritratto stilato
dal medico difettava di ombra, disse Charlotte a George Smith. Gli chiese dunque di aggiungere
ombra a piene mani708.
Charlotte lasci Londra il 27 giugno, determinata a moderare il suo attaccamento per
Cornhill709 per evitarsi il dispiacere di non essere amata. Decise di informare Smith che non avrebbe
aspettato lettere per tre mesi, con l'intenzione di estendere tale astinenza a sei mesi710. Questa mossa
suonava come una ripetizione dei suoi accordi con Monsieur, pertanto si ricord di evitare la
misantropia che spesso si accompagnava alle fasi di sconforto sentimentale711. La vita sembrava ora in
piena assonanza con il lavoro immaginativo: quando riceve un'inattesa lettera di Graham, Lucy, pur
cercando di mantenere un precario controllo, prova un moto di gioia che giunse caldo al cuore e si
propag velocemente per tutte le vene. Una volta tanto una speranza si era avverata712. Una celere
lettera di George Smith suscit una sorpresa simile raggiungendo Charlotte a Manchester, dove si era
trattenuta per una sosta di due giorni per spezzare il viaggio fino a Haworth e fare visita alla signora
Gaskell nella sua accogliente e spaziosa casa, pervasa dal profumo dei fiori del suo giardino, al numero
42 di Plymouth Grove. Le lettere di Smith a Charlotte Bront sono andate perse, ma questa particolare
lettera potrebbe essere riprodotta in Villette, laddove Graham scrive a Lucy dopo che la ragazza ha
trascorso diverse settimane in casa sua: Mi aveva scritto con una buona disposizione d'animo,
soffermandosi con viva soddisfazione su scene che si erano svolte davanti ai nostri occhi, su luoghi che
avevamo visitato insieme, su conversazioni che avevamo fatto, su tutti i piccoli argomenti, insomma,
delle mie poche settimane di felicit. Ma il nocciolo della gioia era  convinzione elargitami
generosamente dal suo linguaggio cordiale  che la lettera era stata vergata non soltanto per
accontentare me, ma per soddisfare se stesso713. Ancora una volta, con la sua tipica affabilit, George
Smith, seguendo l'esempio di Charlotte, la sottoponeva a una prova nella reciproca esplorazione del
carattere. Come in passato, lei non pot fare a meno di rispondere.
Il 2 luglio, Charlotte scrisse per dire che l'opinione del frenologo sul signor "Alexander Fraser"
era in accordo con la sua: Volevo un ritratto, e ora ne ho uno molto simile a quello custodito nella mia
testa [...].  una sorta di miracolo, come, come, come la vita stessa [...]. Sono contenta di averlo, lo
volevo714. Ne fece una copia715, sperando ancora di redimere Smith e poter estirpare dal suo
carattere quegli aspetti che lei non approvava. Il suo consiglio al signor Smith era quello di non
sprecare le potenzialit intellettuali che anche Browne aveva scorto in lui: Stia attento anche solo
all'ombra del cedimento716. Assunse di nuovo il tono corroborante di Lucy Snowe; disse, ironica,
che in futuro avrebbe somministrato i suoi "confetti" con severit717: non era stata del tutto contenta
di ricevere la sua prima lettera; ora poteva dirgli candidamente che si sarebbe meritato uno schiaffo
(un'ostile manifestazione manuale), anche se i colpi che infliggeva lui erano ben peggiori. Lui
mand gi la medicina, riconobbe Charlotte, con grande garbo718, cos da confermare l'opinione del
frenologo, secondo cui il signor Fraser era del tutto privo di arroganza.
Il tono scherzoso di Charlotte  rassicurante, non corrosivo, e venato di un umorismo
tipicamente inglese. Nulla sembrerebbe pi lontano dal fervore delle lettere scritte a Monsieur in
francese. Con George Smith, l'uso della lingua madre le permette di svelare una schiettezza faceta,
sottile, non del tutto trasparente, bens velata da sfumature e implicazioni che sembrano coprire la
confessione con la commedia del gioco verbale. Un simile candore approfondisce la relazione
attraverso il reciproco divertimento, senza comportare un'esposizione o una pressione eccessiva. Cos
Charlotte rispondeva alle canzonature di Smith, che nella conversazione non di rado amava prendersi
gioco del suo interlocutore. Ma la linda compostezza con cui lo faceva spuntava i suoi strali,
rendendolo inoffensivo: lei vide in lui un tocco di Mefistofele senza il demoniaco719.
Nonostante questo gioco, Charlotte aveva un messaggio velato per George Smith, che formul
chiaramente persino prima di lasciare Manchester per proseguire la scrittura di Villette: se voleva che
lei procedesse con il lavoro, lui doveva garantirle qualcosa  non il matrimonio, ma le attenzioni di
un'amicizia speciale, un'amicizia, insist, che fosse affidabile e regolare.  questa la proposta
tremendamente seria celata da quella che non sembra altro che una scherzosa fantasia, ovvero che
Smith le avrebbe offerto una stanza tutta per lei a Cornhill, dove Charlotte avrebbe lavorato dall'alba al
tramonto, rinfrancata dall'unico ma certo piacere di cenare da sola con lui tutte le sere, un rituale al
quale prenderemmo parte nel pi raffinato spirito di cordialit e fraternit. Questo messaggio
riappare nel romanzo, quando Lucy immagina che Graham preservi un posticino per lei sotto gli
abbaini (che ricordano gli abbaini nell'ufficio di George Smith a Cornhill) dove avrebbe potuto essere
intrattenuta quando lo avesse voluto. Non era la bella stanza in cui alloggiava i suoi amici maschi, n
lo splendido padiglione in cui il suo banchetto nuziale era allestito, eppure lei si sarebbe accontentata se
egli le avesse riservato uno stanzino speciale. Anche Lucy teneva in serbo un posto per lui, un posto
di cui non presi mai le misure... penso che somigliasse alla tenda di Peri-Banou. Durante tutta la mia
vita l'ho portata con me, ripiegata nel palmo della mano: ma, liberata da quella stretta e da quella
costrizione [come la mano che nasconde la puntura dello scorpione in Shirley], chiss se la sua innata
capacit di espandersi non sarebbe riuscita a farla ingrandire fino alle dimensioni di un tempio...720.
Mentre sua madre era fuori in villeggiatura a Hastings, George Smith prese l'iniziativa dando
avvio a una nuova raffica di lettere, che stavolta fecero la spola tra Londra e Haworth pi veloci che
mai.  stato notato che questo fitto scambio coincise con l'ininterrotta stesura del primo libro di Villette
e con un deciso miglioramento della salute di Charlotte721. Nonostante temesse la propria ossessione
per le lettere, cedette al calore di lui: Ora mi aspetter una lettera ogni tanto, non posso dirle "non mi
scriva mai" senza alterare falsamente il mio desiderio e senza fargli una violenza alla quale rifiuta di
sottostare722.
Mentre era ancora immersa nella fucina di Villette, nella tarda estate del 1851, ancora una volta
George Smith le diede chiari segnali di predilezione. Tale corrispondenza le dava un vitale conforto e
Charlotte potrebbe ancora una volta avervi fatto riferimento scrivendo, in Villette, che le lettere di
Graham a Lucy contenevano tre o quattro righe di chiusura un po' tenere, toccate ma non sottomesse
dal sentimento723. Mi sono chiesta se Charlotte si sia ispirata a una propria pratica quando racconta
che Lucy stila due lettere: una, ardente, che non spedisce; l'altra  il tipo di lettera che potrebbe inviare
una signora. Il pi grande dono di George Smith fu quello di farla sentire autorizzata a esprimersi: egli
seppe tirar fuori la sua voce. Il tono confidenziale e disinvolto della loro corrispondenza raggiunge
forse un vertice nella spontanea replica di Charlotte a quella che sembrerebbe esser stata un franca nota
di Smith:
Mio caro Signore,
la gente dice che  sbagliato parlare o agire nell'impeto del momento o impulsivamente, ma per
una volta far cos. La sua nota di stamattina  cos simile a lei, e  devo aggiungere  alla sua parte
migliore. Migliore perch pi individuale, quanto mai lontana dai sentimenti convenzionali, ordinari,
delle persone che raramente dubitano di se stesse [...]. Ma quanto  fuori strada! Quanto si sbaglia! No,
in realt, la sua lettera non mi ha indispettita  come avrebbe potuto? E non dovete cercare una colpa in
ci che mi piace  perch la lettera mi  piaciuta  n credermi una persona cos misera di mente o cos
lunatica da voler scorgere un'offesa in ci che  geniale, simile alla vita e pervaso da uno spirito
amabile [...].
Sono tentata dal dire qualcosa in pi su questo argomento, qualcosa di esplicativo e metafisico
che tracci una sorta di distinzione. Lei ha usato le parole "leggerezza e impertinente licenziosit". Mi
consenta di dirle che non deve mai ricorrere a tali parole perch (mi sembra) la sua natura non ha nulla
a che vedere con queste qualit  niente di niente. Non credo che lei possa esser altro  eccetto forse
con le persone che possiedono un'eccessiva sfacciataggine e durezza  che gentile e premuroso. 
sempre cos con Currer Bell, e sempre lo  stato, e questa  la ragione principale per cui lui prova nei
suoi confronti una profonda amicizia. Deve tenere un'altra condotta con le persone d'un altro genere 
del tipo del signor Lewes, ad esempio. Lei non  come il signor Lewes, sbaglio? Se lei fosse anche in
un solo atomo simile al signor Lewes, non mi fiderei mai pi del mio istinto, perch ho sentito quello
che egli era sin dalla prima lettera che mi ha scritto  e non ho pi avuto il desiderio di sentirlo o di
scrivergli. Lei mi sembra qualcosa di molto diverso: non duro, non insolente, non volgare, non uno di
cui diffidare  tutto il contrario [...].
Non faccia caso ai miei umori ecc., vado avanti, continuo a privarmi della manna di
un'occasionale lettera da Cornhill e vorrei avere la forza d'animo di rinunciare a questo piacere, e mi
disprezzo perch non possiedo una tale forza [...].724
Sapeva che questa corrispondenza poteva anche essere un semplice segno della benevolenza
dell'editore, che amava riproporre i pensieri e i motti di spirito che avevano condiviso. Scrivere era per
Smith un gesto elegante, e forse lo faceva per sentirsi gratificato  non per rendere felice lei. Qualche
giorno dopo, il 22 settembre, Charlotte gli disse di essere molto felice. Posso fare a meno di
augurarle ogni bene dovendo a Lei, in modo diretto o indiretto, la gran parte dei momenti felici di cui
ora godo?725. Smith la invit nuovamente a Londra, ma lei rifiut.
No, se non ci fosse nessun'altra obiezione (e ce ne sono molte), ci sarebbe il dolore di doversi
dire un ultimo addio, scambiarsi una stretta di mano priva di speranza, ma non per questo meno intensa
o pi facile da dimenticare. Non mi piace. Non posso sopportare che un simile momento si ripeta di
frequente. Non mi faccia di nuovo questa proposta. Venire a Londra  solo un palliativo gravido di
conseguenze.
 possibile che non ci siano state altre lettere di esplorazione dei confini. Da settembre in poi, a
giudicare dalle repliche di Charlotte, le lettere di Smith si concentrarono pi che altro sul lavoro:
l'assurdo, impubblicabile romanzo che la signorina Martineau aveva scritto per Smith, Elder e le
vicissitudini della societ in India. Charlotte rifiut un nuovo invito da parte degli Smith per Natale.
Nel frattempo, attravers una nuova fase di depressione a ridosso dell'equinozio d'autunno, una
stagione che la tediava sempre, come se gli elementi naturali, in lotta tra loro, riflettessero un conflitto
tra anima e corpo. Il 30 ottobre parl di tregua da un doloroso turbamento mentale [...]. La vita  una
battaglia726.
George Smith tent Charlotte non solo in ragione della sua cavalleria di stampo tradizionale, ma
perch sembr, a tratti, offrirle la possibilit di emergere dalla vita ritirata. Sarebbe riuscita a entrare a
pieno titolo nella vita pubblica, cavalcando il proprio successo? Voltare le spalle a questa opportunit
con una stretta di manoalla stazione di Euston, mentre per l'ennesima volta ripartiva per tornare
nell'ombra, era ancor pi doloroso che non scorgere affatto la luce. Come la dama di Shalott727, non
poteva sopportare di vedere di persona l'amato cavaliere che giungeva al galoppo nella turrita Camelot.
Era meglio rimanere sulla soglia tra la vita e l'arte; molto meglio era stringere in mano una lettera, un
pezzetto di solida gioia, di quel nutrimento tanto desiderato dalla sua fame di contatti umani: Il pasto
selvatico e saporito del cacciatore, carne[...]. fresca, sana e nutriente728.
Indubbiamente George Smith ammir Charlotte Bront per la sua arte e la sua eloquenza, ma
nessuno, a quanto sembra,  in grado di stabilire se abbia provato pi di una forte simpatia nei suoi
confronti. Molti erano gli ostacoli lungo la sua strada: sua madre, gli obblighi familiari e, stando alla
lettura della sua indole fatta da Charlotte, un carattere un po' troppo volubile, troppo compiaciuto e
troppo a proprio agio con le convenzioni dell'epoca. Molti decenni dopo, quando aveva ormai
settantaquattro anni, George Smith confess alla signora Humphry Ward729 che si era sentito pi
attratto da Charlotte quando lei era a Haworth che quando era a Londra  in altre parole, erano state le
sue lettere, piuttosto che la sua presenza fisica, ad approfondire il loro legame. A quanto disse, non era
mai stato innamorato di lei, sebbene sua madre si fosse allarmata. Virginia Woolf, il cui padre era
stato amico di Smith e suo collaboratore per l'edizione del Cornhill e del Dictionary of National
Biography, ricord730 che il vecchio George Smith si pavoneggi quando la madre della scrittrice
gli disse: Sono sicura che Charlotte fosse innamorata di lei, signor Smith. Non  possibile sapere
esattamente come Charlotte arriv a convincersi che non ci fosse un futuro per il loro legame, ma il
fatto che avesse deciso di negarsi "il piacere" delle lettere dell'editore suggerisce quanto fortemente le
desiderasse.
L'estate sfum nell'autunno, l'autunno nell'inverno, e lei si ritrov ancora una volta ad
aspettare la posta, scivolando nella conseguente depressione. Questa condizione fu trasposta nel
disincantato resoconto della relazione tra Lucy Snowe e Graham Bretton in Villette, il libro che
Charlotte, nella seconda met del 1851, stava scrivendo a ritmo serrato. Con la riservatezza che le 
tipica, Lucy riconosce le irresistibili attrattive del gentleman inglese. Deve anche riconoscergli
un'amicizia, col suo calmo conforto e la sua modesta speranza che le d sollievo quando la vita le
sembra spenta, e le lettere, che costituiscono il suo tesoro.
Le lettere spedite da Charlotte riflettono un interlocutore molto pi interessante e attraente di
Graham Bretton, che  semplicemente un vacuo belloccio. Nella trasformazione da uomo reale a eroe
romanzesco, Graham  diventato pi simile a un idealtipo che a George Smith. I repentini mutamenti di
Graham sono vicini ai capricci di William Percy nella novella "Henry Hastings". Percy, indaffarato con
le sue discussioni di gabinetto e con gli impegni del suo ambiente tumultuoso,  capace di una
anomalia del gusto che lo scalda come un piccolo e lenitivo divertimento731. Simili anomalie di
gusto possono impossessarsi di lui con molta tenacia, ma possono anche rivelarsi, appunto, nient'altro
che capricci. In "Il matrimonio di Mr. Gilfil" (1857), George Eliot osserv la stessa tipologia umana
nella figura del capitano Wybrow732: un giovane uomo di calme passioni.  un figlio obbediente
perch non ha alcuna inclinazione propria capace di trascinarlo. Inglese mansueto, di buona famiglia, 
visto come agli antipodi rispetto all'esuberante e impetuosa figlia adottata dai suoi genitori, l'italiana
Caterina, e la sua massima aspirazione  quella di sposare una donna di pari rango e dal cospicuo
patrimonio. Questo genere di uomini, come riconobbero sia Currer Bell che George Eliot, era
particolarmente pericoloso per le donne sensibili  una Elizabeth Hastings, una Lucy Snowe, un'attrice
come Caterina. Nel settembre 1851, Charlotte ricord a Smith il patto che gli aveva proposto due mesi
prima: Deve riservare un pezzettino di se stesso  fosse anche l'ultima falange del suo dito mignolo 
per lui [Currer Bell], e non lasciare mai che nessuno, gentiluomo o gentildonna [...] si impossessi di
quel pezzettino o vi metta mano. Gli stava chiedendo di assicurarle che n sua madre n un'eventuale
futura moglie si sarebbero mai intromesse nella loro relazione; se Smith avesse garantito questo, lui
[Currer Bell] non avrebbe domandato niente di pi  e l'uso del pronome maschile sottolineava che la
sua richiesta non aveva alcuna implicazione sessuale. Come con Monsieur, al quale aveva implorato
"un po'" d'interesse, una "briciola", anche in questo caso chiese a Smith un "pezzettino" di s: non un
amore, non delle visite, solo una regolare corrispondenza che le desse la forza per andare avanti.
Nello stesso periodo in cui Charlotte introdusse il principesco Graham nel primo volume del
suo romanzo, scrisse a Smith intense lettere capaci di riscaldarlo, tanto che a volte egli rispondeva nella
stessa vena. Altre volte lui si negava, mentre Charlotte aspettava impaziente  troppo impaziente  una
risposta. Allentava il contatto facilmente, dimentico, perch, sebbene fosse gentile e premuroso, non
aveva il senso del dovere dei Bront. Perci si allontanava, di certo anche incoraggiato dalla sua
indomita madre.
Era la vita a ispirare la letteratura o la letteratura a dar forma alla vita? George Smith cerc di
attirarla a s ancora una volta, invitandola a tornare a Londra a settembre e a dicembre? Charlotte
rifiut perch lo reputava pi inaffidabile di quanto fosse in realt? O forse, realisticamente, a motivare
il suo rifiuto fu la volont di non alimentare pi vane speranze? Potrebbe anche aver concluso che il
principale interesse di Smith nei suoi confronti era quello dell'editore per un autore di successo.
L'interesse di Smith per Charlotte era tale che egli contempl la possibilit di affrontare un viaggio fino
a Haworth nel pieno dell'inverno, quando alla fine del gennaio 1852 arriv la notizia che lei era
gravemente malata. Sfortunatamente, proprio in quel periodo, Charlotte era andata con Ellen a
Brookroyd per cercare di rimettersi in salute.
Il medico le aveva diagnosticato un problema al fegato. Winifred Grin suppone che fosse
itterizia, ma le informazioni a disposizione sono vaghe e sappiamo che il trattamento al mercurio
provoc una violenta reazione  era stata la cura, pi che la malattia, a portare Charlotte a un passo
dalla morte. Charlotte, in una lettera a George Smith di cui ci  giunta solo la conclusione, parl
all'editore della depressione associata alla malattia: Currer Bell, disse, non stava pi scrivendo;
piuttosto ingoiava farmaci allo scopo di liberarsi da una febbriciattola nervosa, che dopo averlo
infastidito con costanti minacce, in ultimo ha stabilito una sorta di parziale tirannia sul suo umore, il
suo sonno e il suo appetito, per cui non ha potuto fare altro che ricorrere al parere dei medici [...].
Frattanto, penna, inchiostro e carta sono proibiti come se fossero tre dei sette peccati capitali733.
Charlotte verg probabilmente questa lettera nel dicembre del 1851, poco dopo aver scritto la scena del
collasso di Lucy al termine del primo libro di Villette. La connessione tra la malattia fisica e quella
mentale suggerita nel brano prende spunto dai ricordi del deperimento di Charlotte a Bruxelles,
nell'estate del 1843, e da questo nuovo malessere: La mia mente ha sofferto un po' troppo e ora si sta
ammalando. Cosa devo fare? Come potr mantenermi sana? [...] Finalmente, dopo un giorno e una
notte di depressione particolarmente angosciante, mi ammalai e fui costretta a restare a letto [...]. Il
sonno mi abbandon del tutto734.
Continua descrivendo una vera e propria visitazione dall'aldil in cui le pare che i morti tanto
amati da lei in vita siano indifferenti nei suoi confronti. Nel corso di quest'incubo, la mia anima
rimase terrorizzata da un indescrivibile senso di disperazione per il futuro. Non c'era alcun motivo per
cui io dovessi sforzarmi di guarire o desiderare di vivere [...]. Quella sera, come mai prima, si rafforz
dentro di me la convinzione che il Fato fosse di pietra e la speranza un falso idolo, cieco, senza sangue
nelle vene e col cuore di granito. Sentii anche che la prova a cui Dio mi stava sottoponendo era giunta
al culmine, e che ora dovevo allontanarla con le mie stesse mani.
Nelle lettere di Charlotte troviamo un resoconto semplificato della stessa esperienza: Ho
passato un tale inverno che, vissuto una volta, non dimenticher mai735, scrisse a William Smith
Williams. A Laetitia Wheelwright, una sua compagna di scuola di Bruxelles, raccont la malattia in
questi termini: Vi sono stati alcuni giorni e alcune notti di tempesta durante i quali ho desiderato
sostegno e compagnia pi di quanto le parole possano dire. Giacqui una notte dopo l'altra, senza sonno,
ben sveglia, debole e incapace di far nulla. Sedetti in poltrona giorno dopo giorno [...]. Non
dimenticher mai quel periodo736. Disse che il collasso era dovuto all'aver scritto un libro nel pi
totale isolamento (mentre aveva condiviso con le sorelle la scrittura di Jane Eyre e di due terzi di
Shirley). Ci che non pot dire, se non attraverso la pagina romanzesca, fu che tale solitudine si era
combinata con lo scoramento quando le vivaci lettere di Smith, che le erano arrivate in rapida
successione tra luglio e settembre, avevano iniziato progressivamente a scemare e quando Taylor, dopo
avergliene spedite due da Bombay (datate 17 settembre e 2 ottobre), smise del tutto di scriverle. La
posta divent la quotidiana conferma delle speranze tradite. Quando la signora Smith la invit di nuovo
a Londra, dopo che il figlio aveva iniziato a preoccuparsi per lo stato di salute di Charlotte, lei rispose
significativamente che laddove non c'era alcun rimedio disponibile per la solitudine, doveva
sopportarne le conseguenze: la pausa temporanea, la breve distrazione non le erano di alcun aiuto. Se
George Smith non aveva recepito il messaggio tra luglio e settembre, non pot non coglierlo ora.
Per quattro mesi737, nel corso dell'inverno del 1851-52, Charlotte non tocc carta e penna. Poi,
il 29 marzo 1852, si diede una scossa copiando il primo libro di Villette. Nel periodo in cui era stata
incapace di scrivere aveva letto La storia di Henry Esmond, di cui Smith le aveva inviato il
manoscritto. Le sembr che Thackeray fosse ingiusto verso le donne, assolutamente ingiusto738.
Critic anche la stupidit della narratrice di Dickens in Casa desolata: Nel personaggio della
signorina Esther Summerson  ritratta una natura amabile, ma con tratti caricaturali, non realistici739.
Forse la percezione del fallimento dei pi eminenti tra i contemporanei nel fornire un'immagine
veritiera delle donne le diede l'impulso a proseguire la sua opera affrontando il secondo libro, la
difficile parte del romanzo che prende spunto dal rapporto con gli Smith e dal recente dramma delle
lettere. Quando Lucy torna alle sue occupazioni dopo il collasso, decide di domare il suo insano
desiderio di lettere: Pazza l'ingenuit di chi scambiasse uno specchio d'acqua piovana, contenente nel
suo incavo un unico sorso, per una sorgente perenne740. Guardandosi indietro, comprende meglio la
sua ossessione, nel suo duplice aspetto. Prima di tutto, la nuda brama: Credo che gli animali tenuti in
gabbia, e cos malnutriti da esser sempre sul punto di morire di fame, attendano il cibo come io
attendevo una lettera. Oh!  per parlare in sincerit abbandonando quel tono di calma simulata che,
mantenuto a lungo, esaurisce ogni sopportazione della natura umana  [...] soffrii [...] strane prove
interiori, miserabili defezioni della Speranza, intollerabili invasioni della Disperazione. A volte
quest'ultima mi si avvicinava talmente che il suo respiro mi attraversava da parte a parte. Lo sentivo
penetrarmi fino in fondo come un soffio e un sospiro funesto, arrestando il moto del mio cuore, o
proseguire soltanto sotto il peso di un'oppressione indicibile. La lettera, la lettera beneamata, non
voleva pi arrivare ed era l'unica dolcezza della vita in cui io potessi sperare741.
L'altro, pi sottile aspetto della sua ossessione per le lettere aveva a che fare con il linguaggio.
Di persona, in quanto signora, sarebbe stato sconveniente esprimersi (il dolore, la privazione, la
miseria lasciano la loro impronta nel tuo linguaggio742), ma la lettera, scritta nell'ombra, svincolata
dalla presenza corporea, offriva un mezzo pi pieno (quando la presenza fisica  insignificante... di
sicuro non pu esserci errore nel fare del linguaggio scritto un migliore mezzo di espressione rispetto al
labbro incerto). La ragione mette ancora in guardia sui rischi di una piena esposizione, persino
rimanendo in quella zona grigia tra la presenza corporea e lo pseudonimo autoriale. Charlotte Bront
impar sulla propria pelle che non poteva usare la voce evoluta di Currer Bell nella sua vita privata di
donna  in pratica, non poteva ricorrere alla sua principale risorsa. Attraverso la sua eroina espone il
problema:
Ma se io sento, potr mai esprimermi?.
Mai!, dichiar la Ragione.
Gemetti sotto la sua amara severit. Mai, mai, oh, dura parola! [...]. La ragione  forse nel
giusto; eppure non c' da sorprendersi che qualche volta siamo contenti di sfidarla [...]. Ogni tanto
infrangiamo, ed  bene, le sue catene, nonostante la terribile vendetta che ci attende.
Qui, parlando attraverso il romanzo, Charlotte allo stesso tempo si accusa e si difende, e alla
fine si consola. La paura avrebbe potuto annientare la sua voce, se non fosse stato per quella forza pi
gentile che custodisce il suo segreto giurandole fedelt, che non affiora alle labbra ma dimora nel
tempio dell'interiorit: questa divinit le offre la terra promessa del futuro. Nel frattempo, per, una
donna muta deve continuare a farsi strada nella landa selvaggia del presente, scacciando via l'impulso
all'idolatria. In nessun altro luogo Charlotte Bront, Currer Bell e la forza-ombra di cui si parla nel
romanzo convergono pi pienamente che in questa promessa rinviata.
Prendendo ancora una volta in mano la penna, in quella primavera del 1852, e guardando
indietro all'inverno interiore, Charlotte Bront fu in grado di comprendere meglio l'impresa precaria
della propria sopravvivenza attraverso la metafora delle stagioni di Lucy Snowe. Nel migliore dei casi,
la creatura solitaria si iberna, si conserva nel ghiaccio in vista della buona stagione. Ma il rischio 
che il gelo le entri nel cuore, specialmente nella fase centrale di questo terribile vuoto.
Il secondo libro del romanzo, oltre a passare al setaccio l'ossessione di Charlotte, ritorna su altri
inquietanti episodi dell'anno precedente: il viaggio sul Reno cancellato; la pietra bianca con cui aveva
segnato uno dei giorni trascorsi a Londra; l'interruzione della corrispondenza con Taylor dall'India.
Quest'ultimo fatto divenne la copertura per un plausibile senso di abbandono che pot esprimere
pienamente solo nelle pagine di Villette. In questo periodo buio, durante il quale la depressione la
costringeva a intervalli a mettere da parte la scrittura, stil un ritratto dell'instabilit e della
mutevolezza dei sentimenti di Graham per Lucy:
Quel buon fiume, sulle cui rive mi ero soffermata, dalle cui onde erano cadute sulle mie labbra
alcune gocce vivificanti, volgeva altrove il suo corso: lasciava la mia piccola capanna e il mio
campicello abbandonati e aridi come la sabbia, riversando molto lontano la ricchezza delle sue acque. Il
mutamento era giusto, equo, naturale; non si poteva dire nemmeno una parola di protesta; ma io amavo
il mio Reno, il mio Nilo; avevo quasi adorato il mio Gange, e mi addolorava che quella grande marea
dovesse diventarci estranea, svanendo come un falso miraggio [...].
Ma subito mi dissi: La Speranza che sto piangendo [...] non  morta fin quando non  giunta
davvero la sua ora; dopo una cos lenta agonia, la morte dovrebbe riuscire bene accetta.743
Fu a questo punto che Currer Bell si trov davanti a una prova che dovette allontanare con le
sue stesse mani. Diversamente dalla dama di Shalott, la sua arte non and in frantumi quando vide il
suo amato cavaliere lanciato al galoppo verso una vita in cui lei non era inclusa, con la fronte ampia e
chiara baciata dal sole mentre cantava lieto il suo: Tirra, lirra. La sua arte era abbastanza forte per
guardare alla realt dei fatti: il cavaliere non era destinato alla dama solitaria e appartata. Alla fine del
secondo libro del romanzo, la narratrice-eroina non si abbandona alla tipica disperazione del caso;
agisce in modo deciso, persino drastico. Seppellisce le sue lettere  si separa da esse, cos come i vivi
devono staccarsi dai morti se vogliono sopravvivere. Seppellisce il suo tesoro, che  anche il suo
dolore. E con questo gesto, la voce della scrittrice trova la forza per andare avanti. Nel terzo libro, 
capace di guardare a Graham come a un sepolto sentimento passeggero; pu infatti ricordare senza
timori la gioia che le ispirava la sua grazia. Mentre cammina e si guarda indietro, si chiede se quel
sentimento sia del tutto morto:
Dov'era andata a finire quella strana amicizia unilaterale che era per met di marmo e per met
di vita? Vera da un lato e dall'altro forse soltanto un gioco?
Quel sentimento era morto? Non lo so; ma era sepolto. Qualche volta pensavo che la sua tomba
non fosse tranquilla; vedevo stranamente in sogno la terra agitata [...].
Avevo avuto troppa fretta?744
La domanda ricorre ogni volta che Lucy entra casualmente in contatto con il dottor John: i suoi
sguardi gentili, la sua calda mano, il gradevole tono della sua voce quando pronuncia il nome di lei.
Ma imparai col tempo che questa bont, questa cordialit [...] non mi appartenevano in alcun modo;
facevano parte di lui, erano il miele del suo carattere. Era il dolce frutto di cui, in un momento di
estrema necessit, si era cibata  ma ora doveva andare oltre: Buonanotte dottor John, sei buono, sei
bellissimo, ma non sei mio. Buonanotte, che Dio ti benedica745.
Nel manoscritto, Charlotte Bront scrisse: Non  morto ancora; no, ad oggi ancora non 
morto746. Sta qui la possibile spiegazione per i ripetuti rifiuti che oppose agli inviti degli Smith:
evitare l'intenso desiderio che sorgeva in lei ogni volta che ripartiva da Londra.
Nella fase della revisione, Charlotte tagli747 (letteralmente, con le forbici) una gran parte del
materiale relativo a Graham Bretton. I passaggi pi pesantemente ritoccati sono quello in cui viene
descritta la reazione di Lucy quando torna al lavoro dopo il soggiorno dai Bretton, quello in cui
commenta la gentilezza e le imperfezioni di Graham una volta ricevuta la sua lettera e quello in cui
realizza che non ci saranno pi altre lettere748. Graham sfuma sullo sfondo quando Lucy inizia a
provare dei sentimenti per un altro uomo, il professore belga Paul Emanuel, il pi fedele ritratto di
Constantin Heger che Charlotte ci abbia lasciato.
Charlotte ripet pi volte che non desiderava annunciare la pubblicazione di Villette fino a
quando non avesse consegnato il manoscritto all'editore: aveva sempre resistito alle proposte di
pubblicare le sue opere a puntate, e in ugual modo si opponeva alle pressioni affinch terminasse in
breve tempo il suo romanzo. Ciononostante, lavor con una certa fretta749 (come mostra il manoscritto
del terzo libro) nella tarda estate e nell'autunno del 1852. Il 26 ottobre750 sped i primi due libri del
romanzo. George Smith colse e apprezz il motto di spirito rivoltogli nel secondo libro, quando
Graham Bretton vince a una lotteria un copricapo femminile, una specie di leggerissimo turbante
azzurro e argento, con una piuma di lato, simile a una lucente e candida nuvola751. Una sera, quando
si appisola in salotto, la madre glielo calza in testa. Le reazioni incoraggianti spronarono Charlotte, e
dopo tre settimane segnate da difficili decisioni in merito ai capitoli finali  i cui titoli furono aggiunti
solo alla fine, spesso a matita  il 20 novembre sped anche il terzo libro.
Segu un silenzio senza precedenti da parte di George Smith. Probabilmente stava
metabolizzando le critiche rivolte al galante Graham/dottor John e l'inattesa preferenza accordata da
Lucy a uno straniero fiero e poco attraente. Il libro conteneva un messaggio esplicito per George Smith,
nella misura in cui l'improvviso cambio di opinione di Lucy era il risultato immediato delle esperienze
della narratrice: Lettore, se nel corso di quest'opera troverai che la mia opinione sul dottor John
subisca delle modifiche, perdona l'apparente contraddizione. Riferisco i miei sentimenti cos
com'erano nel momento in cui li provavo; descrivo il modo in cui vedevo il suo carattere cos come mi
appariva mentre lo stavo scoprendo752. Ci che scopre  che il suo primo eroe non pu essere salvato
dal convenzionalismo tipico dell'uomo di mondo: rimarr schiavo di ci che la Moda, il Benessere e il
Gusto decretano. Comprende inoltre che gli uomini del suo genere non cercano una moglie animata da
un fuoco interiore, prediligono la grazia esteriore. E cos Currer Bell lo relega a un ruolo minore: una
prevedibile storia romantica con un bellissimo angelo. Quando Paul Emanuel prende la mano di Lucy,
lei pensa: La sua amicizia non era davvero un beneficio incerto, ondeggiante, una speranza fredda,
lontana, un sentimento cos fragile da non sopportare il peso di un dito753. George Smith era troppo
accorto per non cogliere l'allusione di Charlotte alla vecchia preghiera di riservarle un pezzettino del
suo dito, e troppo scaltro per non accorgersi della satira contenuta nelle frasi apparentemente benevole
rivolte all'eroe decaduto. L'editore imped a Williams di leggere l'ultimo libro del romanzo754.
Con apprensione, il 1 dicembre Charlotte scrisse a Smith per sapere cosa ne pensasse: Temo,
poich non risponde, che il terzo libro l'abbia in qualche modo delusa. Ma sarebbe meglio, tuttavia,
parlarne apertamente, se questo  il caso. Preferirei conoscere il peggio subito, piuttosto che esser
tenuta sulle spine a lungo755.
Ancora silenzio.
Poi arriv un assegno con una magra cifra: 500 sterline, mentre Charlotte e il padre se ne
aspettavano 700756. La somma va paragonata alle 1.200 sterline che Smith pag all'epoca per La
storia di Henry Esmond e le 10.000 che avrebbe offerto in seguito per l'ultimo, pregiato romanzo di
George Eliot, Romola. Poich l'assegno era arrivato senza una lettera d'accompagnamento, Charlotte si
decise a partire per Londra per capire cos'era successo, e cosa aveva ridotto il mio editore al
mutismo757. Solo allora la lettera arriv. Smith trovava singolare l'avvicendamento di eroe cui si
assisteva nell'ultimo libro.
Charlotte era d'accordo: Non  piacevole, e probabilmente sar accolto di cattivo grado dal
lettore cos come  stato, per cos dire, obbligatorio per l'autore758. Tali parole spingevano l'editore a
riconoscere il proprio fallimento nell'incarnare l'eroe di Charlotte. In un romanzo rosa, fece notare lei,
Lucy sarebbe rimasta fedele a un eroe di prima grandezza che sarebbe stato sommamente devoto,
ma la vita reale si opponeva a una simile idealizzazione.
Chiese inoltre, con un certo sarcasmo, se anche lui riteneva che la bellissima, angelica moglie
destinata a Graham fosse irrimediabilmente priva di sostanza: unirsi a lei sarebbe stato come
accoppiarsi a una nuvola759.
La replica di Smith fu poco decifrabile. Tale lettera, come tante altre,  andata persa, ma a
giudicare da quanto Charlotte riport a Ellen, egli sembrava sentirsi in obbligo di giustificare le proprie
azioni e i propri sentimenti, eppure era incapace di farlo: Continua a fare mistero delle sue "ragioni";
qualcosa del terzo libro non gli  andato gi e gli rimane confusamente in gola760. Egli riteneva che
la moglie di Graham fosse una stramba, affascinante gattina, ma, mise le mani avanti, a lui non
piaceva.
Furono queste le sue ultime parole: si rifiut di rispondere a ulteriori domande. Forse Charlotte
disse a se stessa che i loro giochi erano finiti, ma le confessioni rivolte a Smith attraverso il testo del
romanzo, e le provocazioni con cui lo avrebbe sollecitato in seguito, avrebbero garantito la
prosecuzione del dramma.
...
.
...
Note al capitolo 7.
...
.
...
585 CB in conversazione con EG, riportato da EG a Catherine Winkworth, 25 agosto 1850,
LFC, iii, p. 143.
586 Vedi il cap. 6. A WSW, 4 giugno 1849, CBL, ii, p. 216; trad. it. in Lettere, Milano, SE,
2002, p. 145.
587 V, p. 62.
588 A GS, 22 settembre 1851, CBL, II, p. 700.
589 Vedi Cassandra, scritto nel 1852, drasticamente rivisto e stampato privatamente nel 1859,
appendice a Ray Strachey, The Cause: A Short History of the Women's Movement in Great Britain,
1928; nuova edizione Londra, Virago, 1979, pp. 395-418.
590 CB a EG, 26 settembre 1850, CBL, II, p. 476.
591 Riportato nel necrologio di HM per CB, Daily News, aprile 1855.
592 A EN, 12 aprile 1850, CBL, II, p. 384.
593 In Westminster Review (1851), da alcuni ritenuto scritto da John Stuart Mill e discusso
nella lettera di CB a EG, 20 settembre 1851, CBL, ii, pp. 695-696. Il saggio  riedito in John Stuart Mill
e Harriet Taylor Mill, Essays on Sex Equality, a cura di Alice S. Rossi, University of Chicago Press,
1970; trad. it in J.S. Mill, H. Taylor, Sull'eguaglianza ed emancipazione femminile, Torino, Einaudi,
2001.
594 EG a un'amica, settembre 1853, LFC, iv, p. 93.
595 CB a WSW, 24 agosto 1849, CBL, ii, pp. 239-240; trad. it. in Lettere, cit., p. 149.
596 A Laetitia Wheelwright, 12 gennaio 1851, CBL, ii, p. 552.
597 CB a JT, 19 dicembre 1849, CBL, ii, p. 314.
598 CB a EN, 9 aprile 1851, CBL, ii, p. 600.
599 A EN, 5? dicembre 1849, CBL, ii, p. 299.
600 A JT, 6 novembre 1850, CBL, ii, pp. 495-496.
601 A EN, 5? dicembre 1849, CBL, ii, p. 299.
602 A EN, 19 dicembre 1849, CBL, ii, p. 311.
603 In base ai ricordi di Sydney Lee (secondo curatore del Dictionary of National Biography,
voluto da GS), in GS: A Memoir.
604 Dichiarato da Leslie Stephen (primo curatore del Dictionary of National Biography), ivi.
605 Ivi, p. 96.
606 A EN, 19 dicembre 1849, CBL, ii, p. 311.
607 Per le informazioni sul rapporto tra CB e HM, CBL, ii, p. 304; EG a Ann Shaen, 20?
dicembre 1849, EGL, 60:96; e HM, Autobiography, ii, 1877; riedita da Londra, Virago, 1983, pp.
323-328.
608 HM, necrologio per CB, Daily News, aprile 1855.
609 MT a EN, 19 aprile  10 maggio 1856, Berg. Stevens, MT, p. 126.
610 CB a GS, non datata, LFC, iii, p. 292.
611 CB alla signorina Wooler, 27 gennaio 1853, CBL, iii, p. 111.
612 HM, necrologio per CB, Daily News, aprile 1855.
613 Ivi.
614 CB alla signora Smith, 9 gennaio 1850, CBL, ii, p. 327.
615 Le informazioni sulla vita della signora Smith provengono da GSR, I, cap. 1.
616 GS: A Memoir, p. 103.
617 EG a EN, 9 luglio 1856, LFC, iv, p. 201.
618 Le opinioni di CB su Macready ed Elizabeth Barrett Browning sono riportate in una lettera
alla signorina Wooler, 14 febbraio 1850, CBL, ii, p. 344.
619 CB a GS. BPM. S-G. 31. CBL, ii, p. 318.
620 A EN, 14 settembre 1850, CBL, ii, p. 469.
621 Vedi la lettera di CB a GS, 3 novembre 1852, CBL, Iii, p. 78. Grin nota la somiglianza di
Willie Weightman e GS nel loro essere di bell'aspetto e viziati, CB, p. 169. Da Othello, 2. ii, p. 68.
622 Sydney Lee in GS: A Memoir.
623 Ivi.
624 Catherine Winkworth a Emily Shaen, 23 marzo 1853, LFC, iv, p. 53.
625 PM. Bon pp. 124-1, 124-2, 125-2, 125-3. Vedi l'edizione di V di Clarendon, Appendice I,
pp. 753-764.
626 GSR, I, cap. 1.
627 CB a GS, 11 marzo 1851, CBL, ii, p. 582.
628 Ricordi di GS relativi a CB in GS: A Memoir.
629 Copia di una lettera a EN nell'archivio John Murray. CBL, ii, p. 414; trad. it. in Lettere, cit.
155.
630 Cfr. GS: A Memoir.
631 GSR, I, cap. 13.
632 Ivi, cap. 7.
633 Lettera di John Richmond, figlio di George Richmond, a R[eginald] Smith, genero di GS,
30 dicembre 1909, in cui ricorda le parole di suo padre su CB. BPM. S-G. p. 102. Il ritratto  stato
infine donato alla National Portrait Gallery da ABN.
634 Devo questa osservazione ad Allegra Huston di Weidenfeld & Nicolson.
635 Richmond raccont quest'episodio a GS, GSR, i, cap. 7. Spesso viene erroneamente
riportato che CB paragonasse il suo aspetto a quello di EB.
636 GHL, ad esempio, parl di CB come una piccola, ordinaria [...] vecchia domestica.
Riportato da J. W. Cross, George Eliot's Life, Edimburgo, Blackwood, 1885, I, p. 307.
637 Sono grata a Audrey W. Hall per i dettagli sull'abbigliamento dell'epoca.
638 A EN, 21 giugno 1850, CBL, ii, p. 419.
639 Lettera a WSW, 20 luglio 1850, CBL, ii, p. 427.
640 GSR, I, cap. 5.
641 EG riutilizza in una lettera a GS (giugno 1855) l'aggettivo che lui aveva impiegato per
primo, concordando che si tratti della parola perfetta per descrivere i pareri di CB. EGL, p. 349.
642 V, p. 333. Rebecca Fraser, Charlotte Bront, Londra, Methuen, 1988, p. 377, opera la
giusta connessione tra la vacanza a Edimburgo e questo passaggio di V.
643 A WSW, 20 luglio 1850, CBL, ii, p. 428. L'ultima  una citazione dal poema Marmion di
Scott.
644 CB a EN, 15 luglio 1850, CBL, ii, p. 425.
645 EG a GS, 5 aprile 1860, EGL, 462: p. 611.
646 CB a GS, tardo agosto 1850, CBL, ii, p. 454.
647 CB alla signorina Wooler, 27 settembre 1850, CBL, ii, p. 477.
648 EG a Catherine Winkworth, 25 agosto 1850, e a Tottie Fox, agosto 1850, LFC, iii, pp.
140-147.
649 Un ritratto dettagliato e ammirevole di EG si pu trovare in Jenny Uglow, Elizabeth
Gaskell: Habit of Stories, Londra Faber, 1993, pp. 237 sgg.
650 Commenti di Susanna Winkworth, amica di EG, riportati in A.B. Hopkins, Elizabeth
Gaskell: Her Life and Work, Londra, John Lehmann, 1952, p. 312.
651 Nel 1967 Grin fece astute osservazioni sul ruolo di GS nella vita di CB. Vent'anni dopo,
la reale entit di questa corrispondenza fu mostrata da Rebecca Fraser, la prima biografa a utilizzare i
documenti S-G.
652 Uglow, op. cit., p. 266.
653 EG a Catherine Winkworth, 25 agosto 1850, CBL, ii, pp. 446-449.
654 Emily Winkworth a Catherine Winkworth, 30 agosto 1850, LFC, iii, p. 151.
655 BPM. BS 71.7, 17 novembre 1849, CBL, ii, p. 288. In "Charlotte Bront and Currer Bell",
Rebecca Fraser nota l'eccessiva compassione di EG, Bront/Gaskell Societies Joint Conference
Papers, 1990.
656 CB alla signorina Wooler, 27 settembre 1850, CBL, ii, p. 477.
657 A EN, 14 settembre 1850, CBL, ii, p. 468.
658 A HM, ottobre? 1850, CBL, ii, p. 481.
659 A WSW, 19 novembre 1850, CBL, ii, p. 513.
660 A EG, 27 agosto 1850, CBL, ii, p. 457; trad. it. in Lettere, cit., p. 157.
661 CB parlando di George Sand in una lettera a GHL, 17 ottobre 1850, BL. Add. Ms 39763;
trad. it. in Lettere, cit., p. 159.
662 Efficace affermazione di Juliet Gardiner nella sua introduzione a The World Within: the
Bronts ar Haworth: A Life in Letters. Diaries and Writings, Londra, Collins & Brown, 1992 p. 11.
663 CB, "Biographical Notice". CBL, ii, Appendix; trad it. in Emily Bront, Cime tempestose,
Torino, Einaudi, 1992, p. XIII.
664 Un'idea di EG cancellata dal manoscritto di Life (MS f. 241): I forti sentimenti contro la
religione cattolica romana furono considerati come odio nei confronti dei cattolici romani, eppure
immagino che parte di questo antagonismo scaturisse dal fatto che era consapevole della sua
suscettibilit. Citato da Angus Easson, BST 16: 84, p. 282.
665 CB a GHL, 23 novembre 1850, CBL, ii, p. 517.
666 GSR, I, cap. 15.
667 Lettera di Matthew Arnold alla signorina Wightman, 21 dicembre 1850, Letters of Matthew
Arnold 1848-88, I, a cura di George W. E. Russell, Londra, Macmillan, 1895, p. 15.
668 A JT, 15 gennaio 1851, CBL, ii, p. 554.
669 Lettera di Matthew Arnold alla signorina Forster, 14 aprile 1853, Letters of Matthew
Arnold, cit., ripubblicata in The Bronts: The Critical Heritage, a cura di Miriam Allot, Londra,
Routledge, 1974, p. 201.
670 Vedi Phyllis Rose, Parallel Lives: Five Victorian Marriages, Harmondsworth, Penguin,
1985, pp. 143-192; e Claire Tomalin, The Invisible Woman: Ellen Ternan and Charles Dickens,
Harmondsworth, Viking, 1990.
671 A EN, 20 gennaio 1851, CBL, ii, p. 557.
672 Ibid.
673 CBL, ii, p. 558.
674 CB a EN, 30 gennaio 1851, CBL, ii, p. 567.
675 CB a GS, 5 febbraio 1851, CBL, ii, 572.
676 CB a GS, 11 marzo 1851, CBL, ii, p. 582.
677 CB a GS, 5 agosto 1850, CBL, ii, p. 437.
678 BL. Add MS 43481 b. 12, p. 283. CB ha corretto lettera con linguaggio scritto in V, p.
304.
679 CB a GS, 7 gennaio 1851, CBL, ii, p. 546.
680 V, pp. 93-94.
681 V, p. 135.
682 Ho attinto a un meraviglioso articolo di Stuart Hampshire, "What the Jameses Knew",
New York Review of Books, 10 ottobre 1991.
683 A EN, 5 aprile 1851, CBL, ii, p. 600.
684 A EN, 9 aprile 1851, ibid.
685 CB alla signora Smith, 17 aprile 1851, CBL, ii, p. 604.
686 CB a GS, 19 aprile 1851, CBL, ii, pp. 606-607.
687 Ibid. Vedi anche CB alla signora Smith, 17 aprile 1851, CBL, ii, p. 604.
688 A EN, 22 maggio 1851, BPM. Bon 236. CBL, ii, p. 621.
689 CB a EN, 12 aprile 1851. BPM. Bon 325 CBL, ii, p. 602.
690 CB a EN, 27 novembre 1848, CBL, ii, p. 146. Questa lettera fu scritta mentre EB era
prossima alla morte.
691 CB a EN, 10 maggio 1851, CBL, ii, p. 612.
692 CB a EN, 2 giugno 1851, CBL, ii, p. 628.
693 Ibid.
694 Ibid.
695 GSR, I, cap. 1.
696 GS: A Memoir, p. 102.
697 Ibid.
698 A EN, 11 giugno 1851, CBL, ii, pp. 625-626.
699 Ibid.
700 CB a PB, 14 giugno 1851, CBL, ii, p. 636.
701 Episodio ricordato da GS, vedi GS: A Memoir, e GSR.
702 11 giugno 1851, Brotherton. CBL, ii, p. 634.
703 A Mary Holmes, 25 febbraio 1852, a cura di Ray, Letters and Private Papers of WMT, iii,
p. 12.
704 CB a EN, 24 giugno 1851, CBL, ii, p. 648.
705 Alla fine di Il professore. Vedi supra capitolo 4.
706 A WSW, 19 dicembre 1849, CBL, ii, p. 312.
707 A WSW, 1 maggio 1848, CBL, ii, p. 59.
708 CB a GS, 8 luglio 1851, CBL, ii, p. 663.
709 Vedi la lettera di CB a WSW, 21 luglio 1851, CBL, ii, pp. 667-668.
710 A GS, 8 luglio 1851, CBL, ii, p. 663.
711 CB a WSW, 21 luglio 1851, CBL, ii, p. 667.
712 V, p. 316.
713 . V, p. 323.
714 CB a GS, 2 luglio 1851, CBL, ii, p. 656.
715 Ibid.
716 A GS, 8 luglio 1851, CBL, ii, p. 663.
717 A GS, 4 agosto 1851, CBL, ii, p. 675.
718 A GS, 9 agosto 1851, CBL, ii, p. 680.
719 A GS, non datata, CBL, ii, p. 684.
720 V, p. 587.
721 Winifred Grin, Charlotte Bront: the Evolution of Genius, Oxford University Press, 1967,
p. 495.
722 . CB a GS, 8 luglio 1851, CBL, ii, p. 663.
723 V, p. 333.
724 CB a GS, 15 settembre 1851, CBL, ii, pp. 690-691.
725 CB a GS, 22 settembre 1851, CBL, ii, p. 699.
726 CB a EN, 6-7? novembre 1851, CBL, ii, p. 711.
727 Nel celebre poema di Tennyson (1832, rivisto nel 1842), The Poems of Tennyson, a cura di
Christopher Ricks, Londra, Longmans, 1969; New York, Norton, 1972.
728 Questo si ispira alla reazione di Lucy quando riceve una lettera inattesa da Graham Bretton
in V, p. 316.
729 Lettera dell'8 agosto 1898 citata da Grin, 197, CB, cit., p. 436.
730 A Lady Cecil, 25 luglio 1932, The Letters of Virginia Woolf, a cura di Nigel Nicolson e
Joanne Trautmann, Londra, Hogarth; New York, Harcourt, 1979, p. 80. VW ammise che l'episodio era
avvenuto un milione di anni fa e che la sua memoria era inaffidabile.
731 In Five Novelettes, a cura di Winifred Grin, Londra Folio Press, p. 241; trad. it. in Henry
Hastings, Calvano, Albus, 2009, p. 115.
732 "Mr Gilfil's Love-Story", in Scenes of Clerical Life (1857; ripubblicato da Harmondsworth,
Penguin, 1989, a cura di David Lodge, p. 164). George Eliot disse al suo editore, Blackwood, che in
Scenes of Clerical Life si era cimentata con cose che in seguito non sarebbe pi stata in grado di
affrontare.
733 CB a GS, non datata, BPM. S-G.92. CBL, II, p. 731.
734 V, pp. 215-216.
735 A WSW, 18 luglio 1852, CBL, III, p. 59.
736 A Laetitia Wheelwright, 12 aprile 1852, Life, p. 474; trad. it. in Elizabeth Gaskell, La vita
di Charlotte Bront, Milano, La Tartaruga, 1987, p. 463.
737 CB alla signorina Miss Wooler, 12 marzo 1852, Allbut Bequest, Fitzwilliam Museum,
Cambridge. CBL, III, pp. 28-29.
738 A GS, 14 febbraio 1852, CBL, III, p. 18.
739 A GS, 11 Mar. 1852, CBL, III, p. 27.
740 V, p. 303.
741 Ivi, p. 304.
742 Ivi, p. 383.
743 Ivi, p. 468.
744 Ibid.
745 Smith Bequest, BL: la bella copia di CB, Add. MSS 43480-2.
746 Ivi, pp. 351-352.
747 Ibid. Margaret Smith nota, nella sua "Textual Introduction" a V (p. xxx), che di quaranta di
tali tagli, pi di venti hanno a che vedere con Graham Bretton.
748 Dettagli ricavati dall'introduzione di Margaret Smith a V, p. xxxii.
749 Ibid.
750 La data  citata in una lettera a WSW che accompagna il manoscritto. Bodleian Library
MS. Eng. letters e. 30. CBL, iii, p. 72.
751 V, p. 295.
752 Ivi, p. 258.
753 Ivi, p. 524.
754 CB a EN, 9 dicembre 1852, CBL, iii, p. 91.
755 CB a GS. BPM. S-G.77. CBL, iii, p. 87.
756 CB alla signorina Wooler, 7 dicembre 1852, CBL, iii, p. 89.
757 CB a GS, 6 dicembre 1852, CBL, iii, p. 88.
758 Ibid.
759 Raccontato da CB a EN, 9 dicembre 1852, CBL, iii, p. 91.
760 Ibid.
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FINE Parte 2.